20 Novembre 2009

BARBAPRESS/ Dalla “mano de Dios” a quella di Henry: la storia dei gol di mano

La piu’ famosa restera’ la “Mano de Dios” con cui Diego Armando Maradona si fece beffa dell’Inghilterra ai Mondiali di Messico ‘86 ma la mano “galeotta” con cui Thierry Henry ha messo lo zampino nel pari della Francia contro l’Irlanda non e’ che l’ultimo capitolo di una storia che parte da lontano.

Di mani ‘fuori posto’ che, non viste dall’arbitro, hanno poi deciso partite e destini di squadre il calcio ne ha viste tante. La piu’ importante, si diceva sopra, resta quella di Maradona, che poi si fece ‘perdonare’ siglando il 2-0 sugli inglesi con quello che e’ stato definito “il gol del secolo”, ma prima dell’ex Pibe de Oro ci fu Joe Jordan, attaccante scozzese che in Italia ha vestito le maglie di Milan e Verona, che nella partita di qualificazione ai Mondiali del ‘78 inganno’ l’arbitro toccando lui la palla con la mano in area gallese. Il direttore di gara, credendo che fosse stato un avversario, assegno’ il rigore alla Scozia, che poi vinse e stacco’ il biglietto per la Coppa a spese proprio del Galles. Nel 1990, invece, nel ritorno della semifinale di Coppa dei Campioni tra Benfica e Marsiglia, l’angolano Vata Matanu Garcia, su azione  da corner, devio’ la palla in rete con la mano, i lusitani vinsero 1-0 e ribaltarono cosi’ l’1-2 dell’andata, conquistando l’accesso alla finale persa poi contro il Milan.

Che Maradona abbia fatto  scuola lo dimostrano poi Lionel Messi e Sergio Aguero. La Pulce, che lo stesso ct dell’Argentina ha designato come suo erede, e’ stato all’altezza del maestro in un derby tra Barcellona ed Espanyol del 2007, beffando i cugini con una deviazione di mano su cross di Zambrotta, mentre un anno prima il Kun, su un colpo di testa dell’allora compagno di squadra Fernando Torres, porto’ in vantaggio l’Atletico Madrid contro il Recreativo con un tocco di mano sotto porta. Prima di loro, sul  palcoscenico della Champions League, tocco’ a Raul ripercorrere le orme di Maradona, siglando con la mano la rete del 3-2 sul Leeds che valse al Real il primato nel girone anche se poi l’attaccante venne squalificato per una giornata e multato.

Anche in Italia di ”mano di Dio” ne abbiamo viste, una su tutte quella di Milan Rapajc in un Napoli-Perugia della stagione ‘96-97 che regalo’ agli umbri il pareggio, mentre sono piu’ recenti quelle di Gilardino in Palermo-Fiorentina dell’ottobre 2008 (l’attaccante viola e’ stato poi squalificato due giornate) e di Adriano nel derby vinto dall’Inter lo scorso febbraio.

Certo, non sempre la “mano” passa inosservata, vedi la finale di Supercoppa Europea tra Manchester United e Zenit dello scorso anno. Paul Scholes provo’ a ingannare l’arbitro siglando il 2-2 ma quello che ottenne fu solo il secondo giallo e la conseguente espulsione. Ieri, invece, Henry l’ha fatta franca, controllando furbescamente il pallone che poi Gallas ha trasformato nell’1-1 regalando il pass mondiale alla Francia. Gli irlandesi sono furiosi, se puo’ essere loro di consolazione pero’, sono in buona compagnia.

di Giorgio La Bruzzo per Italpress

17 Novembre 2009

BARBAPRESS/ Lega Pro, AC Legnano Calcio: non Resta, arrivano gli inglesi!

di Piero Barbaro per “Professione Calcio

Legnano (Mi) – Passati in vantaggio ma poi raggiunti. Le vicende sportive del Legnano Calcio vanno di pari passo con quelle societarie: un punto che fa contenti tutti e nessuno allo stesso tempo. Nell’ultima gara la squadra lombarda non riesce a conquistare i 3 punti in palio tra le mura amiche dello stadio “Mari” e racimola un pareggio contro la solidità del Crociati Noceto di Pietranera, un giocatore francamente sprecato per la Lega Pro. I lilla del Legnano passano in vantaggio poco prima della mezz’ora di gioco con un tocco sottomisura di Marchetti che scatena le proteste degli ospiti visto un chiaro fallo di mano causato però da una spinta di un giocatore ospite ai danni del difensore di casa. La gara apparsa tutti in discesa però si complicava quando Magnani, il migliore tra i parmensi guadagna un rigore per un fallo da dietro ad opera di Silva: rigore che Pietranera realizza spiazzando Furlan.

Un punto che mister Scienza non disdegna visto anche il travagliato periodo che sta vivendo la Società. Tensione pari a quella della partita si sono vissute anche in settimana quando in una conferenza stampa si è venuto a conoscenza dei nuovi proprietari dell’AC Legnano e le ragioni del loro arrivo in città. Protagonisti di tanti buoni propositi e intenzioni sono stati l’imprenditore di Inveruno Giacomo Tarabbia, che sarà il futuro presidente, e l’esponente della Euro Partner Management Limited, una finanziaria inglese, Paolo Alberto Scrabole. Per quest’ultimo, il passaggio di proprietà a questo punto sembra un particolare: “Il contatto tra la finanziaria e alcuni imprenditori legnanesi preoccupati per le sorti della società lilla è avvenuto venti giorni fa. Ci siamo mossi subito e abbiamo trovato in Tarabbia la persone disposta a diventare presidente dell’AC Legnano. L’accordo con Resta (il presidente uscente, ndr) è stato quasi immediato ed è stato firmato un contratto preliminare d’intesa che dovrà essere perfezionato entro la fine di novembre. Noi tuttavia crediamo di poter anticipare i tempi e presentare ufficialmente la nuova società mercoledì 25 novembre al Leone da Perego“.

Come detto, presente anche il futuro presidente Giacomo Tarabbia, un imprenditore di Inveruno impegnato nell’ambito delle confezioni, titolare di una camiceria: “Dapprima ho offerto la mia collaborazione poi preso dall’entusiasmo per questo progetto ho aderito all’invito di diventarne il presidente. Credo che sarà importante il lavoro di gruppo e speriamo di farcela con questi collaboratori, nessuno escluso. Mi auguro anche di avere un supporto dalle autorità cittadine. Forse anche loro si aspettano qualche novità prima di muoversi“.

Circa invece i dubbi sui passati e sfortunati affari di Scrabole, lo stesso Tarabbia è passato al contrattacco chiedendo maggiore fiducia nel nuovo progetto: “Ho già sentito le vostre lamentele per le vicende collegate a Scrabole e Giordani. Vi posso assicurare che li conosco da anni e che si sono trovati coinvolti in stupidaggini. Sia io che loro, in questa iniziativa, ci stiamo mettendo la nostra faccia e per questo siamo sereni e tranquilli. La vostra diffidenza non aiuta certamente, ma noi chiediamo ugualmente fiducia e attenzione. Saranno i fatti poi a parlare”.

Fiducia e attenzione richiesta da Tarabbia che è già stata ottenuta visto il protrarsi delle conferenza stampa con gente seduta anche per terra oppure in piedi sulle panche. Presenti all’incontro anche una trentina di tifosi che si sono dimostrati, per voce di un rappresentante, assolutamente non soddisfatti e fortemente preoccupati. “Con il Legnano è vietato giocare. Non si scherza con la passione dei tifosi e con la storia di una società quasi centenaria”. Più chiari di così…

14 Novembre 2009

BARBAPRESS/ “Divisi dai colori, uniti dal pensiero”: ultras contro la tessera del tifoso! FOTO E VIDEO

La manifestazione contro la tessera del tifoso

Roma, 14 novembre – Una t-shirt bianca con su scritto “No alla tessera del tifoso”, e sul verso il credo che li muove : “Se i ragazzi sono uniti non saranno mai sconfitti”; nessuna sciarpa o vessillo di parte. Così oltre 300 tifoserie di calcio provenienti da tutta Italia si sono presentati a Roma per manifestare contro la “tessera del tifoso”, il provvedimento che introduce, dal 2010, lo strumento indispensabile per la regolamentazione di accesso agli stadi.

Juventus, Inter, Lazio, Roma, ma anche Latina, Frosinone, Fano, Casarano, Gubbio, Fermo. Da nord a sud, “divisi dai colori, uniti dal pensiero” – come recitava uno dei tanti striscioni – le migliaia di tifosi (5000 secondo le forze dell’ordine) hanno sfilato per le vie del centro di Roma a partire da piazza dell’Esquilino, passando per via Cavour, Fori Imperiali, Colosseo e Circo Massimo, fino alla Bocca della Verità, scortati dalle forze di polizia e rigorosamente guidati dal servizio d’ordine della manifestazione.

Chi si aspettava incidenti e tafferugli è rimasto sorpreso. Gli organizzatori avevano raccomandato con un volantino di non rilasciare dichiarazioni alla stampa e di attenersi solo ai cori lanciati dal megafono. E così è stato: tanta rabbia nelle urla dei manifestanti e qualche fumogeno, ma nulla più (solo qualche momento di tensione in via Cavour, subito sedato, quando alcuni fotoreporter e telecamere hanno tentato di uscire dagli spazi “consentiti” per le riprese).

La manifestazione contro la tessera del tifoso.bis

Bersagli preferiti le forze dell’ordine, i giornalisti, il ministro dell’Interno Roberto Maroni e l’agente della polizia Luigi Spaccarotella, omicida del tifoso laziale Gabriele Sandri. Proprio il ragazzo romano ucciso l’11 novembre di due anni fa nell’area di servizio Badia al Pino è stato invece sostenuto a gran voce dai manifestanti: “Giustizia per Gabriele” e “Gabriele uno di noi” le grida scandite. Cori anche a favore di Stefano Cucchi, il ragazzo romano morto in nella sezione detentiva dell’ospedale Sandro Pertini lo scorso 22 ottobre.

Tra i partecipanti anche il delegato allo sport del Comune di Roma Alessandro Cochi, e l’ex deputato Paolo Cento. “La tessera del tifoso è una schedatura di massa che allontana le famiglie dallo stadio – ha detto Cento – . Dobbiamo riportare le famiglie allo stadio e valorizzare la passione popolare; le curve sono un antidoto alla violenza se possono tornare a fare il tifo per la propria squadra. Governo e Parlamento devono aprire un dialogo con questa realtà di tifosi”. “Il clima è sereno – ha aggiunto Lorenzo Contucci, avvocato penalista che segue le cause degli Ultras -, l’importante è che tutto sia filato liscio, nonostante la rabbia e il clima di esasperazione”.

Giunti in piazza della Bocca della Verità, i tifosi hanno fatto sentire ancor più forte la loro voce. Le richieste: in primis la riforma dell’articolo 9 della legge Amato (legge n. 41 del 2007), che istituisce una sorta di diffida a vita e che impone a chi ha ricevuto un Daspo o una condanna il divieto di accesso allo stadio; poi il ritorno di tamburi, megafoni e striscioni negli stadi. Dalle curve il “no” alla tessera del tifoso è sceso in piazza: ora la “palla” passa nelle mani delle Istituzioni.

logo-goalcomdi Stefano Santini per Goal.com

12 Novembre 2009

BARBAPRESS/ Lega Pro: l’amuleto Vincenzo Bevo per salvare il Pro Vasto

professione-calcio-logo

di Piero Barbaro per “Professione Calcio

Vasto (Ch) – Il talismano del Pro Vasto Football Club. Chissà se sarà questo il nuovo ruolo di Vincenzo Bevo nella storica squadra abruzzese nella Seconda Divisione della Lega Pro. Scherzi a parte, è lui il nuovo elemento di esperienza arrivato la scorsa settimana alla Pro Vasto. Classe ‘75, una lunghissima esperienza in C ed in B, il curriculum di Bevo lascia già capire che tipo di giocatore sia: le maglie di Taranto, Cagliari, Salernitana, Palermo, Potenza, Catanzaro e Pisa non sono state indossate per caso. L’anno scorso, poi, la rapida storia finita male con il Messina in Serie D per contribuire al rilancio ma conclusasi negli studi degli avvocati a causa di inadempienze della società peloritana.

Bevo è un centrale di quantità e qualità, un uomo fortemente voluto dal diesse Luca Evangelisti che già domenica scorsa contro la Giacomense è riuscito a dare il suo apporto. Una presenza importante in un reparto e per una rosa ridotta dopo i lunghi infortuni e le rescissioni contrattuali di Cioffi e Ludovisi. Certamente un riferimento di spessore per Pino Di Meo che dopo l’ okay della Lega subito usato e gettato nella mischia Vincenzo Bevo alla prima occasione possibile: “E’ andata molto bene, con la squadra mi sono trovato ottimamente fin dai primi momenti e abbiamo ottenuto una vittoria strameritata anche se, alla fine, qualche episodio ci stava condannando. Abbiamo sofferto tutti insieme e siamo riusciti a portare a casa i tre punti.” Si annunciava un Pro Vasto trasformato e così è stato: Bevo ha preso per mano la squadra e l’ha fatta girare come si deve. Gioco di prima che ha messo in seria difficoltà la fase difensiva della Giacomense. Stesse difficoltà per la squadra avversaria quando partivano i millimetrici lanci che tagliavano fuori dall’azione più di un giocatore. Era proprio quello che Bevo si augurava per la sua prima partita: “Sono venuto qui con tanto entusiasmo e voglia di fare bene. Ho un grosso debito con chi mi ha portato qu (Evangelisti, ndr) i e ora devo ripagare la fiducia che mi è stata concessa. Vedo tutti i presupposti per una grande stagione qui al Pro Vasto.

Una grande stagione che per la squadra abruzzese deve coincidere con la salvezza dopo la partenza ad handicap che ha sorpreso lo stesso Bevo: “Oltre che per il glorioso nome che porta come squadra calcistica, per come si allena e per le idee che ha il mister non pensavo di trovare una squadra all’ultimo posto in classifica. Questo gruppo ha tanta qualità ma gli stessi compagni mi dicevano che non riuscivano mai ad ottenere risultati soddisfacenti anche per un pizzico di sfortuna eccessiva.” Una carriera, come detto, piena di esperienze e di soddisfazioni per il trentacinquenne centrocampista che adesso ha un unico obiettivo in testa: “Voglio salvarmi con il Pro Vasto e poi vedremo se ci sarà la possibilità di togliersi qualche altra soddisfazione. Ora la mia prima ambizione è costruire quel qualcosa che mi faccia ripagare appieno la fiducia di chi mi ha portato qua.

Nelle parole di Bevo non traspare assolutamente il pensiero di dover attaccare gli scarpini al chiodo, tant’è che la risposta sul “cosa fare da grandi” è piuttosto confusa: “Fare l’allenatore non è una mia aspirazione, mi vedo più come direttore sportivo e osservatore, insomma nei quadri dirigenziali. Ma ho ancora qualche sassolino da togliermi.” A questo punto la domanda a Bevo viene spontanea: quali sassolini? “Sono stati tre mesi senza squadra e non è facile stare a casa o comunque allenarsi senza avere in testa l’evento agonistico. Adesso non so se per motivi economici o per la carta d’identità ma ad un certo punto mi sono sentito dimenticato da tutti. La chiamata di Evangelisti è stata fondamentale, già lo conoscevo per averci lavorato insieme quattro anni fa. E’stato il più concreto ad interessarsi a me.

11 Novembre 2009

BARBAPRESS/ Basket: Virtus Roma, è Vitali l’anti dottor Jekyll?

VirtusRomaLogo

basketground-logodi Piero Barbaro per “Basket Ground

Roma – Ed eccola qua. Torna ancora alla ribalta la più celebre opera di Robert Luis Stevenson, il romanzo “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”. La nuova evocazione è più che legittima dopo la terza sconfitta in campionato (seconda tra le mura del Palalottomatica) su cinque partite della Virtus Roma di coach Gentile. Una vera e propria scissione di personalità dopo le positive e importanti gare di Eurolega tra cui anche l’ultima vittoria di personalità ad Atene contro il Maroussi.

Nell’ultimo fine settimana continua la maledizione di Biella e coach Bechi che già l’anno scorso, nei quarti di play off, aveva messo fine con netto anticipo alla stagione dei capitolini. Senza Hutson influenzato e i lungodegenti Vitali e Datome, si aggiunge alla lista degli assenti Angelo Gigli che nella gara contro Aradori e compagni riporta una distorsione del ginocchio sinistro che tra bendaggi e trattamenti fisioterapici terrà fuori il giocatore romano per almeno un mesetto.

Scissione di personalità o crisi d’identità? La squadra romana quando non riesce a correre e a mettere la giusta intensità nella gara, va troppo spesso in difficoltà mostrando poche idee contro le difese avversarie schierate. Anche il tanto celebrato Jaaber non riesce a fare tutto, tra i compiti di regia e quelli anche di guardia tiratrice molte volte perde la lucidità e per estrema generosità è la causa di parziali pesanti delle squadre avversarie.

Niente giudizi sommari ma ancora solo sospesi per la stagione virtussina capitolina che aspetta di riabbracciare Datome, ad un passo dal rientro, e soprattutto Vitali che potrebbe mettere da parte le varie sostanze miscelate dal dottor Jekyll, evitare di ottenere quella pozione dagli effetti straordinari per non mostrare più questa preoccupante “seconda natura” del basket romano.

9 Novembre 2009

Il Barbapress sostiene la manifestazione nazionale “No alla tessera del tifoso”

Manifestazione Nazionale "No alla tessere del tifoso"