Archivi del giorno: 1 maggio 2009

Texas Hold’em: anche il Barbapress gioca su Full Tilt Poker

Già da un anno il Barbapress si cimenta con buoni risultati nel poker online, specialità Texas Hold’em. La poker room sfruttata è quella ardua ma di ottima crescita “professionale” di Full Tilt Poker che da qualche giorno ha scoperto alcune nuove funzioni di gioco: le partite cash a limiti alti con le ante, le pause sincronizzate dei tornei e le nuove icone per i tavoli cash.

E’ finalmente on line anche il nuovo sito web con il nuovo design che potete scoprire su www.fulltiltpokeritaly.it/it. Prendendo spunto dagli ormai tanti spot televisivi della Full Tilt e dalle pubblicità sulla carta stampata, il design con le foto in bianco e nero rende più facile la navigazione nel sito web permettendo con più facilità di arrivare ai contenuti che ti interessano.

Domani si potrà guardare Brandon Adams sfidare in heads-up Haseeb Qureshi nel Main Event delle Friday Night Fights del 1° maggio, mentre giochi nei tornei Sweat e Knockout Bounty. 

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BARBAPRESS/ Libertà di stampa: l’Italia fa un altro passo indietro

L’Italia è l’unico Paese europeo a essere retrocesso nell’ultimo anno dalla categoria dei «Paesi con stampa libera» a quella dei Paesi dove la libertà di stampa è «parziale». La causa: la «situazione anomala a livello mondiale di un premier che controlla tutti i media, pubblici e privati». Lo afferma in un rapporto Freedom House, un’organizzazione non-profit e indipendente fondata negli Stati Uniti nel 1941 per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo, la cui prima presidente fu la first lady Eleanor Roosevelt. Lo studio viene presentato venerdì al News Museum di Washington e sarà accompagnato da un live web cast che si potrà scaricare sul sito Freedomhouse.org.

Classifica

Nell’annuale classifica di Freedom House, l’Italia va indietro come i gamberi, insieme a Israele, Taiwan e Hong Kong. «Un declino che dimostra come anche democrazie consolidate e con media tradizionalmente aperti non sono immuni da restrizioni alla libertà», ha commentato Arch Puddington, direttore di ricerca per Freedom House. Su un punteggio che va da 0 (i Paesi più liberi) a 100 (i meno liberi), l’Italia ottiene 32 voti: unico Paese occidentale con una pagella così bassa. I «migliori della classe» restano le nazioni del Nord Europa e scandinave: Islanda, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Svezia (prime cinque a livello mondiale). Le «peggiori»: Corea del nord, Turkmenistan, Birmania, Libia, Eritrea e Cuba.

Problema Italia

Il «problema principale dell’Italia», secondo Karin Karlekar, la ricercatrice che ha guidato lo studio, è Berlusconi. «Il suo ritorno nel 2008 al posto di premier ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida», spiega. Altri fattori: l’abuso di denunce per diffamazione contro i giornalisti e l’escalation di intimidazioni fisiche da parte del crimine organizzato. Intanto giovedì il Committee to Protect Journalists, un’organizzazione non-profit che lavora per salvaguardare la libertà di stampa nel mondo, ha pubblicato la top ten dei peggiori Paesi al mondo per i blogger. La Birmania guida la lista, seguita da Iran, Siria, Cuba e Arabia Saudita. Sesto il Vietnam, seguito a ruota da Tunisia, Cina, Turkmenistan ed Egitto.

Alessandra Farkas per Corriere.it del 30/04/09

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