Archivi del giorno: 10 Mag 2009

BARBAPRESS/ Basket: Lottomatica Roma – NGC Cantù 77-64

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Dopo aver firmato nella giornata di sabato il lungo croato (con passaporto sloveno) Jurica Golemac, a causa degli infortuni di Gabini e Tonolli, la Lottomatica Roma si ritrova al Palalottomatica per una partita che non ha molto da dire per i destini capitolini visto il secondo posto in classifica raggiunto nella vittoria infrasettimanale ad Avellino. A giocarsi tanto è invece Cantù che mira il settimo posto nel tabellone dei play off attendendo anche alcuni risultati positivi provenienti dagli altri campi.

Prima parte di gara piuttosto equilibrata con Hutson tra i virtussini in grande spolvero mentre la Ngc di coach Dalmonte mette i primi canestri con Rich. Punto a punto fino al canestro di Becirovic che inizia a scavare il vantaggio per i ragazzi di coach Gentile. La forbice nel divario del punteggio a fine primo quarto potrebbe essere più larga se Sani Becirovic gestisse meglio l’ultimo possesso prima del riposo lungo: conclusione a canestro troppo affrettata e dall’altra parte, prima della sirena, la tripla di Hervè Tourè fissa il punteggio sul 31-25 dopo il massimo vantaggio romano di 9 punti (31-22).

E’ solo questione di tempo per l’allungo decisivo della squadra romana che con la tripla di Ibrahim Jaaber tocca il +16 sul 43-27. La squadra di Nando Gentile conferma l’ottimo momento di forma negando ogni possibile tentativo di rimonta dei canturini mettendo così in ghiaccio l’ultima partita della stagione. Il risultato finale è 77 a 64 per la Virtus Roma che in virtù degli altri risultati giocherà i quarti dei play off contro l’Angelico Biella, Cantù di coach Dalmonte invece rimane fuori dai giochi con la sconfitta maturata nella Capitale.

Lottomatica Roma: Hutson 14+3stop, Douglas 6, Datome 12, Jaaber 13+4rec, Jennings 8+7a, Gigli 4+11r, Brezec 7+4per, Becirovic 11+4per, Staffieri 2, Giachetti ne, De La Fuente, D’Alessio ne. All. Gentile.

T2p 18/39, T3p 7/23, R 42 (11 off), A 22, Per 20, Rec 15, Stop 4.

NGC Cantù: Mazzarino 6+3per+2a, Brienza, Pinkney 21+14r+3per, Gaines 11+3per+2a, Tourè 11+4rec+3stop, Zacchetti ne, Berti ne, Rich 7, Squarcina ne, Lydeka 6, Elder 2+3per. All. Dalmonte.

T2p 16/45, T3p 7/25, R 37 (15 off), A 9, Per 16, Rec 15, Stop 3.

di Piero Barbaro per “Basket Ground” del 10/05/09basketground-logo

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BARBAPRESS/ Cavendish: da Londra a Quarrata, si sta meglio tra le colline toscane

È il Cannonball dei rettilinei d’asfalto, ma si allena su un sentiero di pietre e sassi che sbuca davanti alla casa natale di Leonardo da Vinci. Per capire il mondo di Mark Cavendish e la sua filosofia (di vita e di corse) bisogna venire un giorno nella piccola Quarrata, dove il ragazzo dell’Isola di Man — attesissimo nelle volate del Giro del Centenario — è sbarcato tre anni fa in cerca di gloria e adesso sta comprando casa.

SALISCENDI — Nei su e giù quotidiani tra il San Baronto, Vellano, il Monte Serra e le colline toscane punteggiate di ulivi, di solito non manca mai una salita in stile mountain bike vicino a Vinci e una discesa, sempre in fuoristrada, per rientrare a fine allenamento. Trovate in giro qualcun altro che lo faccia… “Chiunque ami lo sport e la bici dovrebbe farlo. Io così mi diverto, altrimenti tornerei a lavorare in banca“. Non lo dice per caso, il velocista britannico della Columbia-High Road, perché da adolescente il bancario (alla Barclays) l’ha fatto davvero. Poi la chiamata dell’Accademia della pista di Manchester e l’inizio di una carriera fulminea, che in poco tempo l’ha portato a vincere, nel 2008, 2 tappe al Giro e 4 al Tour. E, quest’anno, la Milano-Sanremo. Ora, alla vigilia del suo secondo Giro, il corridore più veloce del mondo racconta il suo legame con l’Italia.

GIRO BABY — “Venni la prima volta nell’estate 2006, per correre il Gp Industrie del Marmo di Carrara e il Giro Baby. Mi ammalai, rimasi sei settimane a Quarrata ad allenarmi, ad agosto debuttai da stagista con la T-Mobile. Abitavo in un appartamento nella piazza del paese con Gerrain Thomas, che ora lo divide con Ben Swift. Avevo conosciuto Max Sciandri l’anno prima, m’ha fatto ambientare lui. Parlo qualche parola d’italiano e riesco a capire quasi tutto. Se ora sono qui, devo ringraziare Max“.

LAMBRETTA — Fino al mese scorso, Cavendish ha abitato nella dependance di casa Sciandri: una stanza di pochi metri quadri, letto e bagno. Nel garage, le bici e la Lambretta Ld 150 verde inglese Anni 50 (con la Union Jack) acquistata sul sito d’aste Ebay: un’altra passione ereditata da Sciandri: vanno a pescarle in un negozietto di Firenze chiamato “Le Chincaglierie”. “Sull’Isola di Man ho un’altra Lambretta celeste, uguale a quella di Max. Ora sto cercando una Cinquanta. Da quando la gente mi conosce, continuo a ricevere offerte di chi vuole vendermene una. Il papà di Jonny Bellis (pro’ nella Saxo Bank, ndr) ha un negozio di moto sull’Isola di Man e mi sta dipingendo un chopper Harley Davidson col logo della Sanremo e i colori arcobaleno dei Mondiali su pista. Magari, dopo il Giro, potrò aggiungere anche una striscia per la maglia rosa“.

A ROMA — Il duello generazionale tra velocisti con Petacchi sarà la grande suggestione della corsa del Centenario. Ma Cannonball guarda dritto davanti a sé: “Per me Petacchi è solo uno dei rivali da battere per essere primo. Al Giro voglio ripetermi, magari vincere più di due tappe. Certamente quella di Firenze, perché arriva vicino a casa. Ma non ho intenzione di fermarmi: se starò bene, come l’anno scorso, voglio arrivare fino a Roma“.

QUANTI SOGNI — Intanto gioca in giardino con Guido e Gina, i due cani bulldog di Sciandri. E va avanti con quegli allenamenti un po’ stravaganti sulle “strade verdi” intorno a Vinci. Sarà per questo che ha pedalato forte anche sul pavé del Kemmel, alla Tre Giorni di La Panne. E che sogna di fare la Roubaix. Poco importa se ha perso un braccialetto lungo le mulattiere e gli tocca cambiare ogni volta i tubolari forati. C’è un chiosco che l’aspetta proprio in cima alla salita di Vinci. Una Coca-Cola e via: la bici, per Cannonball, è anche questo.

di Luigi Perna per Gazzetta.it

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