BARBAPRESS/ Safety Tutor. Migliora davvero la sicurezza stradale? No!

Il Tutor è un sistema permanente composto da sensori e telecamere in grado di monitorare la totalità di traffico passante in una determinata sezione o tratto autostradale. Misura, per la prima volta in Italia, la velocità media dei veicoli in un percorso di lunghezza variabile indicativamente tra 10 e 25 km, con una modalità finalizzata ad individuare il non rispetto dei limiti. Il sistema, come previsto dal Codice, è stato omologato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed è posto nella piena ed esclusiva disponibilità della Polizia Stradale.

Perché il Tutor? 

Il Tutor è stato sviluppato con lo scopo di creare un forte deterrente alle velocità più elevate, che causano oltre il 60% degli incidenti mortali sulla rete autostradale. L’obiettivo è stato perseguito in modo innovativo, introducendo un sistema in grado di individuare sistematicamente tutti gli eccessi di velocità del tratto autostradale controllato.

Come funziona? 

In ognuna delle due sezioni di start e stop per la misura della velocità media vengono rilevati ora di transito, targa e tipo del veicolo. Un sistema centrale effettua gli abbinamenti calcolando la velocità media di ciascun veicolo. Per i veicoli in violazione si procede con la verifica dell’accertamento a opera di un agente di Polizia e quindi, in modalità completamente automatica, con l’acquisizione dei dati del proprietario e la conseguente stampa e notifica del verbale. Il sistema è in grado di funzionare anche in quelle condizioni atmosferiche (pioggia, nebbia) che normalmente rendono difficoltoso l’uso delle apparecchiature mobili.

Ecco perchè peggiora la situazione

fonte: dallapartedichiguida 

  • Dove ci sono i Tutor, le auto vanno una dietro l’altra sotto i 130 km/h, e senza rispettare la distanza di sicurezza. Stile trenino, con tanti vagoni pronti a esplodere. Aspettate che si sia un sinistro, e poi vediamo la distanza di sicurezza non rispettata quante vittime causerà. Oggi il Tutor fa calare i sinistri del 10%? In un colpo solo li fa aumentare del 25%, con feriti gravi e morti!
  • Su strade ad alto tasso di incidentalità viene installato un Tutor. Bene. Statisticamente, quel tasso non può che scendere appena il guidatore viene spaventato un po’ a suon di multe. Così com’è successo con la patente a punti: all’inizio tanta paura e meno incidenti, ma poi – passato il timore – le statistiche son tornate a bollire. Occhio: peggio di prima.
  • Le statistiche vanno lette con intelligenza. Tu guardi solo le statistiche dei tratti soggetti a Tutor? Sei ottuso! Per recuperare il tempo perso (così ragiona chi ha il piede pesante), lo stesso guidatore che voleva infrangere i limiti di velocità nel tratto soggetto a Tutor, andrà ancora più veloce non appena il controllo elettronico della velocità sarà terminato. Risultato: un po’ più di sicurezza dove c’è il Tutor; molta meno sicurezza dove non c’è. Io stesso sono stato testimone di auto versione agnellini dove c’è il Tutor, che però schizzano come matti dopo il Tutor.
  • La corsia d’emergenza è preziosissima. Eppure, dove c’è il Tutor, spesso ci sono stati cantieri in corsia d’emergenza. Perché? Perché non c’erano le spire nell’asfalto che controllavano il passaggio dei veicoli: sicché le auto e le moto andavano in corsia d’emergenza per evitare i controlli. Chiudendo la corsia d’emergenza, i “furbi” non possono fare eccessi di velocità, però chi necessita di quella corsia resta fregato.
  • Il Tutor sposta l’attenzione su un falso problema. Mentre un guidatore viene sanzionato dal Tutor per aver percorso a 136 km/h un tratto di autostrada, un altro – ubriaco o drogato – la passa liscia facendo lo slalom fra le auto, e non rispettando la distanza di sicurezza. Bell’affare, il Tutor!
  • Il Tutor invia la multa a casa. Vuol dire che la patente del trasgressore è sana e salva. Gli basta pagare 250 euro di sanzione supplementare per mantenere la patente vergine. Un sistema diabolicamente costruito su misura per i figli di papà con macchine potenti, e per chi ha la grana.

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