BARBAPRESS/ Play.it: gli X-Files della NBA

Annata 2008-2009 conclusa, un’altra pagina di storia cestistica da custodire nell’archivio Nba. Ogni archivio che si rispetti ha sia lo scaffale polveroso con il materiale storico, sia la mensola disordinata con i testi di rapida consultazione, sia la bacheca con i documenti pregiati, sia lo scatolone con gli ultimi arrivi da sistemare… e l’archivio Nba non fa eccezione.

Dando a ciascun fascicolo la sua adeguata collocazione, nell’archiviare questa stagione, vale forse la pena soffermarsi su alcuni “X Files”… tranquilli, niente alieni o mondi paralleli, solo prestazioni che hanno alienato alcuni giocatori rispetto al livello dei loro colleghi, scomodando come unici termini di paragone autorità contenute nella bacheca di quelli che hanno già fatto la storia.

Forse sono solo numeri, forse indizi di record futuri, forse segnalibri su cui si ritornerà a Ottobre per dire “eravamo rimasti qui…”.

La storia degli X Files NBA, traguardi sorprendenti raggiunti da un individuo, è vecchia quanto la Nba stessa; sin dall’inizio ci sono state infatti alcune prestazioni, su scala annuale, inqualificabili (“x” appunto), tra il leggendario e lo sconcertante.

Tra gli X Files più noti c’è l’avvento di Chamberlain in Nba: al suo primo anno (1959-1960) fu Rookie of the Year, primo All-Nba Team, Mvp, miglior realizzatore, miglior rimbalzista e Mvp all’All Star Game, non male come inizio…

Tutti poi ricordiamo la tripla doppia come media stagionale di Robertson (annata 1961-1962), stessa stagione firmata a 50 punti e 25 rimbalzi di media da Chamberlain, e giusto l’anno successivo Tiny Archibald fu sia miglior realizzatore (34 punti) che miglior passatore (11 assist); ben nota anche la stagione (1967-68) in cui un centro, il solito record-man Wilt, vinse la classifica degli assist (8,6 di media, ai tempi contava però il totale) e quella dei rimbalzi (24), che è come se Duncan avesse passato più di Paul e preso più rimbalzi di Howard…

Tuttavia, al di là dei paragoni per esplicitare l’impatto del singolo sul contesto dei suoi contemporanei, come si suol dire “erano pur sempre altri tempi”… anche se ciò, a rigor di logica, non significa che fossero “semplicemente” buone prestazioni: il fatto stesso che non si siano più ripetute, neanche “a quei tempi”, risultando veri e propri casi unici, la dice lunga.

Sincronizziamoci ora ai nostri giorni per scovare, frugando anche tra la pagine delle squadre meno in vista, quali sono gli x files che la regular season 2008-2009 consegna all’archivio Nba, mettendo già in conto che qualcuno ne sarà sfuggito e che non verranno raggiunti certamente i livelli di one-man-record di Chamberlain; va inoltre precisato che non si tratta di successi individuali da career high, quanto piuttosto di particolarità inusitate, di stranezze e rarità statistiche, al di là dei giudizi positivi o negativi che ne possano scaturire.

Da bravi archivisti vorremmo seguire l’ordine alfabetico, ma considerato il contesto, è più indicata una Top10 in stile Nba countdown:

  • 10. S. Blake
  • 9. L. James
  • 8. J. Kidd
  • 7. B. Miller
  • 6. N. Young
  • 5. R. Wallace
  • 4. C. Andersen
  • 3. K. Durant
  • 2. C. Paul
  • 1. T. Murphy

Play.it USA – NBA – Gli X Files della NBA (link Top 10)

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