Archivi del mese: settembre 2009

BARBAPRESS/ Rosella Sensi bandisce: fuori “Il Romanista”!

SE E’ QUESTO IL MODO DI TRATTARE IL DISSENSO

di Stefano Pacifici del 26/09/2009

Cominciamo male. Manco il tempo di sedersi alla scrivania, mettere in acqua la nave dopo sette mesi di lontananza dai nostri lettori, e zacchete, squilla il telefono e, a dodici ore dall’uscita del primo numero, il giornale si ritrova già bandito. L’ambasciator che stavolta porta pena avverte subito che l’ordine piomba dall’alto, da sua maestà: “Il Romanista” assurge al rango di “testata non gradita”: non potremo fare le nostre domande a Claudio Ranieri a Trigoria.

Da dove, immaginiamo, se provassimo a entrare per capire che Roma metterà in campo il mister domenica contro il Catania, verremmo presi per le orecchie e rispediti alla larga dai cancelli. Voi, giornalisti sgraditi. Già me lo sento, l’invito: “Testata? Che? Eh? Romanista? Prego si accomodi”. Fuori, naturalmente. Banditi, banditi, banditi… continua

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BARBAPRESS/ Uno Mattina: il precedente di Hina

Convivere con un italiano cristiano e avere un lavoro. Tutto di nascosto.

Sono state queste le “colpe” di Hina Saleem, la ventenne pakistana assassinata dal padre in provincia di Brescia nell’agosto del 2006.

Tutto accade venerdì 11 agosto: Hina viene attirata a casa con il pretesto della visita di un parente ma trova il padre e i due cognati. Invece del solito rimprovero stavolta la ragazza viene accoltellata per poi essere seppellita nel giardino di casa.

Il 12 il suo cadavere viene ritrovato dai Carabinieri dopo la denuncia della scomparsa da parte del fidanzato, un italiano di 33 anni.

Mohammed Saleem, il papà di Hina, viene arrestato il 14. Dopo 2 settimane è la volta dei due complici, fratellastri della giovane.

Il processo inizia a Brescia nel giugno del 2007. La condanna a 30 anni di reclusione, il massimo della pena, per il padre di Hina e i due cognati arriva il 13 novembre. Anche lo zio Tariq viene condannato a 2 anni e 8 mesi: aveva collaborato al seppellimento del cadavere.

Al processo d’appello, un anno dopo, la procura chiede e ottiene la conferma delle condanne per il padre e lo zio di Hina, mentre per i due cognati la pena è ridotta a 17 anni.

di Piero Barbaro per “Uno Mattina” del 22/09/09

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BARBAPRESS/ Musica live: Crimen + Shakerobba il 3/10 allo Spartaco (Roma)

Sabato 3 Ottobre, ore 22.30

CSOA Spartaco – Via Selinunte 57 Roma

Ingresso 2 €

LIVE

SHAKEROBBA

(wurstel pop; Bonzo Banana Records)

+

CRIMEN

(post-punk; sperimentale)


SHAKEROBBA

In principio venne il Wurstel. Poi, visto che mancava il sale, aggiunsero il Pop. Shakerobba, ovvero l’eterna promessa. Perché da sempre promettono e mantengono il live più kraut che si possa trovare nei pressi dei Colli Albani.  Da dieci lunghi anni elettronica, elettrotecnica, canzoni filibustiere, tanto cuore e distrazione. Tutti i loro più grandi successi, insieme ad altri grandi successi, suonati col fiatone. Perché se il Paese è reale, gli Shakerobba sono animale.

CRIMEN

I Crimen nascono a loro insaputa nella primavera del 2007 in circostanze poco note. Quello che segue è un periodo di sperimentazioni selvagge e divagazioni soniche alla ricerca, perlopiù vana, di un suono in cui le inclinazioni dei tre fanno a pugni prima di arrendersi sotto il peso di generosi strati di feedback e ritmiche depravate. Nel luglio del 2009 il Visconte Cobram (chitarra/voce/riabilitazioni), l’Abominevole Uomo delle Nevi (batteria/sudore/urla laceranti) e il Cristo Fluorescente (voce sguaiata/basso/decadenze) incidono il demo d’esordio che fotografa i primi due anni di attività della band, coi santini di Fugazi, Mogwai e Sonic Youth nel portafoglio.

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BARBAPRESS/ Derthona, Diliberto: “Troppi errori difensivi, bisogna fare meglio!”

professione-calcio-logodi Piero Barbaro per “Professione Calcio

Tortona (Alessandria) – Chiarezza e tranquillità. E’ questo quello che si chiedono tutti coloro che gravitano intorno al Derthona Calcio durante la stagione appena iniziata. Una richiesta che non cambia i suoi connotati dopo la pesante (nel risultato) sconfitta per 3-0 contro il Savona. Tre gol di scarto che non rispecchiano assolutamente l’andamento della gara secondo il mister piemontese Diliberto: “Abbiamo affrontato la candidata numero uno per la vittoria finale del campionato e dopo un inizio ad handicap, dove abbiamo subito un gol, siamo riusciti a costruire più di un’azione pericolosa: basta pensare all’occasione di Sorrentino che dopo aver superato il portiere non è riuscito a centrare la porta per il gol del pareggio. Poi da una nostra disattenzione difensiva, un rinvio sbagliato, è nata la seconda rete del Savona che al 44’ ci ha letteralmente tagliato le gambe. Nel secondo tempo è arrivato il loro terzo gol in contropiede ma il risultato non rispecchia i valori in campo: non ci sono tre gol di differenza tra i più forti liguri e noi.

Di questi tempi comunque non si può lamentare mister Diliberto che in questi giorni deve pensare forse anche ad altro oltre alle questioni di spogliatoio. Il presidente Vittorio Massano si è dimesso, cedendo la sua quota a Mehmet Hysa. Dopo un primo periodo dove i leoncelli sembravano sull’orlo della smobilitazione, alla fine se ne è andato solamente l’uomo più rappresentativo, Daddi. “Arriviamo a giocare queste partite in un momento molto delicato sia a livello societario che a livello tecnico visto che abbiamo assemblato una squadra tutta nuova. Dal punto di vista societario, si sa, quando le cose al timone non vanno bene ne risente tutta la squadra fino all’ultimo elemento. Speriamo che le cose si mettano a posto nel più breve periodo possibile.” Oltre a questo c’è un altro fattore tecnico che non va giù all’allenatore del Derthona, il sistema difensivo della squadra: “Abbiamo subito già otto gol in campionato e dobbiamo migliorare questo aspetto perché non possiamo fare così tanti errori. Parlo sia di errori individuali, sia di reparto che di squadra. Sugli otto gol presi almeno cinque-sei sono tutti per nostre disattenzioni.

Eppure i leoncelli sono quasi al top della condizione: “Dal punto di vista fisico siamo abbastanza bene. Penso ad un buon 80%, siamo quasi vicini al 100%.” Le ambizioni di mister Diliberto rimangono tali nonostante una partenza non proprio eccezionale: “Siamo partiti per migliore la settima posizione raggiunta dalla squadra nella scorsa stagione e stiamo lavorando per questo. Io sono dell’idea che il pallone va giocato a terra e secondo me con questi principi ce la faremo ad arrivare al nostro obiettivo stagionale.” Opinione comune di quest’anno è quella che riguarda la nuova regola dei 5 giovani da presentare in gara, chi avrà i più forti vincerà il campionato. Mister Diliberto: “Noi siamo messi discretamente anche se mi rendo conto che le squadre che vedo superiori a noi hanno dei giovani sicuramente più bravi dei nostri.

Come esperienza personale mister Diliberto non vuole lasciarsi scappare l’occasione di allenare una squadra come il Derthona Calcio: “Per me è un onore e sono orgoglioso di poter allenare una squadra che ha una storia ed un passato come questo. Personalmente poi spero che quest’esperienza sia un trampolino di lancio per arrivare più su possibile.” Un trampolino sul quale vorrebbero salire anche i tifosi dei leoncelli che, nonostante i guai societari, continuano a supportare la loro squadra: “I tifosi continuano a seguire la squadra nonostante questo periodo di incertezza. In casa forniscono un ottimo apporto e noi lo sentiamo. E’ logico che nei confronti della società abbiano qualcosa da ridire ma, come tutti noi, pretendono solo chiarezza e tranquillità.” Chiarezza e tranquillità.

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Il Barbapress sostiene Marco Perduca: “Tifoso fa notizia solo se violento”

In questo fine settimana, i tifosi di 170 squadre di calcio hanno manifestato in tante citta’ non assistendo al primo tempo delle partite. Ad una prima stima, si tratta di decine di migliaia di cittadini. Non e’ accaduto alcun incidente ne violenza di qualsiasi sorta. E’ per questo che le televisioni e la carta stampata hanno accuratamente censurato questa iniziativa senza precedenti?”.

E’ quanto denunciano Marco Perduca, Senatore Radicale -PD e Mario Staderini membro della Direzione di Radicali Italiani, sottolineando che ”il tifoso, evidentemente, deve far notizia solo se e’ violento, se e’ ‘bestia”’. ”I pochi che hanno dedicato qualche riga – evidenziano – si sono limitati a dire che era ‘una protesta contro la tessera del tifoso’. Nessun cenno ai motivi della protesta, al fatto che le richieste di quei cittadini italiani sono di mero diritto, di rispetto della Costituzione e della ragionevolezza. Su questo, nessun approfondimento, nessuno che dica, codici alla mano, che hanno torto. Sono ancora troppe le contraddizioni e le domande che attendono una risposta. Le ripeteremo in Senato giovedi 24 settembre – concludono – quando in Commissioni affari istituzionali sara’ audito il Ministro Maroni”.

fonte: Adnkronos

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BARBAPRESS/ W l’incostituzionalità: ecco “la tessera del tifoso”!

Cos’è la tessera del tifoso?

È uno strumento di fidelizzazione che identifica i tifosi di un club o della Nazionale. Il rapporto che si instaura con la società sportiva è analogo a quello che ormai il mondo commerciale pone in essere quotidianamente coi suoi migliori clienti quando vende i propri prodotti. Tutti i dati personali comunicati dai tifosi sono conservati solo dalle società sportive e utilizzati (nel rispetto della legge sulla privacy) per promuovere tutte le attività e le agevolazioni offerte ai propri clienti (convenzioni con aziende di trasporto e di ristoro, corsie dedicate, borsellino elettronico e molto altro). L’attività degli organi di polizia, nel progetto della tessera del tifoso, si limita all’esclusivo accertamento di eventuali motivi ostativi e solo per il tempo necessario.

Com’è fatta?

Come una normale carta di credito, ma dovrebbe avere anche la foto del possessore.

A cosa serve?

A seguire in trasferta la propria squadra ed entrare nei settori «ospiti» dello stadio, ma anche a usufruire di vie di accesso preferenziali ed evitare i controlli ai varchi, per acquistare i biglietti anche al posto del documento d’identità. Molti club la utilizzeranno anche per marketing.

Quanto costerà?

Dipende dai club, ma il costo può arrivare a 10 euro come risulta da un’indagine effettuata presso le squadre.

Che vantaggi dà la tessera?

Consente di avere percorsi preferenziali all’interno degli stadi, di avere accessi con controlli limitati, sconti su altre manifestazioni organizzate dalle società, sconti in esercizi commerciali convenzionati o per il merchandising, acquisto privilegiato di biglietti per le competizioni internazionali e per i match dell’Italia, percorsi preferenziali anche in caso di gare all’estero. Inoltre è un investimento per i club ed è un’importante opportunità per promuovere il marchio della società tra i tifosi.

Chi la può avere? E chi no?

Possono avere la tessera: coloro che non sono sottoposti a Daspo, che non abbiano avuto condanne anche in primo grado per «reati da stadio» negli ultimi 5 anni e che non abbiano misure di prevenzione tipo la sorveglianza speciale.

Quando entrerà in vigore?

Già da ora può essere richiesta alle società sportive. Dal primo gennaio 2010 non sarà più possibile seguire la propria squadra in trasferta, nel settore ospiti, senza la tessera.

Fino ad allora cosa succede?

Non cambia nulla. Quindi saranno limitate solo le trasferte per le quali il Casms abbia ravvisato rischi per gli spettatori o i cittadini.

E’ obbligatorio averla per le partite in casa e in trasferta?

No. È necessario averla solo per entrare nel settore ospiti dello stadio. I normali spettatori possono andare in altri settori acquistando un regolare biglietto.

Come si richiede? E a chi?

La tessera è rilasciata dalle società sportive e va richiesta al proprio club che, attraverso il proprio sito, segnala le strutture abilitate a rilasciarla e la documentazione necessaria (sicuramente servono le foto).

Cosa serve per ottenerla?

Occorre compilare un modulo e consegnare le foto. Ovviamente, il richiedente, non deve essere stato sottoposto a Daspo, a misure di restrizione, o essere stato condannato negli ultimi 5 anni per reati da stadio.

Se voglio seguire la mia squadra in trasferta fuori provincia, posso acquistare i biglietti per lo stadio anche se non ho la tessera?

Sì, la tessera non è un’imposizione. Gli spettatori che non vogliono aderire al programma «tessera del tifoso» possono continuare a frequentare gli stadi acquistando un normale biglietto in settori diversi da quello riservato agli ospiti; naturalmente, in questo modo, non godranno dei privilegi derivanti della tessera.

E se vivo fuori regione?

E’ la stessa cosa. Solo per accedere al settore ospiti è necessaria la tessera. Ulteriori limitazioni potrebbero esserci solo per gare in cui è previsto un rischio per spettatori e cittadini.

Vivo a Novara e sono tifoso del Milan: per andare a San Siro (e per cui fuori regione) mi serve la tessera?

Ecco un caso: no, si può acquistare un biglietto per la partita in casa.

Vivo in Lombardia, sono tifoso della Juve: se vado a Torino mi serve la tessera?

Soltanto se si vuole essere sicuri di essere esentato da eventuali limitazioni.

Sono residente all’estero, ma sono spesso in Italia per lavoro e mi capita di andare allo stadio in città diverse. Devo fare la tessera?

No, non è necessario. Si possono acquistare biglietti per i settori diversi da quello ospiti.

Amo seguire il calcio, ma non sono tifoso di nessuna squadra. Posso scegliere casualmente a quale squadra «legarmi» o devo avere una tessera per ogni squadra?

È sufficiente una sola tessera, ma chiaramente ogni club potrà privilegiare i propri tifosi.

Vado allo stadio con mio figlio minorenne: deve avere anche lui la tessera del tifoso?

No. I titolari della tessera, infatti, possono acquistare fino a 4 biglietti per parenti o amici.

Sono un volontario. Accompagno un non vedente allo stadio, ma non mi interesso di calcio, devo fare la tessera?

No. Per i portatori di handicap si accede a settori riservati. Se si vuole avere accesso al settore ospiti per le trasferte è obbligatorio anche in questo caso il possesso della tessera.

Lavoro all’interno dello stadio, devo avere la tessera?

No, basta il pass per gli addetti ai lavori.

Se un tifoso vuole acquistare un solo biglietto per un’unica partita, deve comprare anche la tessera del tifoso?

No, a meno che non voglia acquistare un biglietto per una trasferta e accedere al settore ospiti.

La tessera serve anche per assistere alle gare casalinghe?

La tessera deve essere vissuta come un’opportunità. Dal primo gennaio 2010 sarà obbligatoria per seguire la propria squadra in trasferta, ma se si vuole comunque decidere di far parte di un «club» di privilegiati, la tessera sarà utile anche per acquistare senza dover fare le file ai botteghini i biglietti per qualsiasi stadio d’Italia, godere di agevolazioni in tutta Italia, avere varchi preferenziali attraverso i quali si entrerà allo stadio solo inserendo la tessera, sconti in tutti gli esercizi convenzionati, la possibilità di acquistare più biglietti anche se la vendita è limitata a un solo tagliando a spettatore.

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BARBAPRESS/ Il focus di L’Aquila-Civitanovese del 20/09

professione-calcio-logo

di Piero Barbaro per “Professione Calcio

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Roma – Quando si nomina L’Aquila purtroppo i ricordi tornano allo scorso sei aprile quando la vita di tutti gli abruzzesi è cambiata, e non di poco. A settembre però oltre al rugby a L’Aquila si è tornati anche a giocare a calcio. Dopo cinque mesi esatti, infatti, L’Aquila Calcio torna a giocare nel campionato di Serie D e torna anche a vincere la prima gara contro l’Elpidiense per 4-0. Dopo il bis contro il Morro d’Oro, domenica prossima sarà la volta della Civitanovese arrivare al Comunale “Tommaso Fattori” per sfidare la squadra aquilana. Mister Cifaldi quest’anno ha un motivo in più per far bene con la squadra abruzzese: “Quello che è successo ad aprile ci dà ancora più responsabilità e ci spinge a dare il massimo. Con i miei ragazzi cerco sempre di esprimere il miglior calcio possibile. Dopo il terremoto mi sembra anche che la tifoseria si sia stretta molto di più alla squadra, che si sia creato un buon feeling e questo ci potrebbe aiutare in campo, quando giochiamo in casa, con il cosiddetto dodicesimo uomo in campo.

Sia L’Aquila che la Civitanovese si presentano con sei punti in classifica e due vittorie nelle prime due partite. Per i padroni di casa di mister Cifaldi grande fiducia dopo il dominio e la vittoria nella trasferta di Morro d’Oro con l’aiuto di seicento calorosi tifosi aquilani. Una rete per tempo: il vantaggio al 14′ grazie a Ruscitti, che segna in ribattuta dopo una traversa centrata da Villa su punizione; secondo gol al 75’, sempre dopo una punizione questa volta calciata da Pietrella, con Ruggeri che segna e corre ad esultare sotto il settore ospiti. Sempre l’allenatore degli aquilani: “Abbiamo vinto una buona partita, abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Potevamo chiuderla prima ma siamo stati anche un po’ sfortunati prendendo due legni. Comunque nel secondo tempo abbiamo legittimato il risultato con una buona prova”.

Archiviata la trasferta di Morro d’Oro si inizia subito a pensare alla Civitanovese: “E’ un’ottima squadra che ha uno dei migliori allenatori a livello nazionale, uno dei più conosciuti anche nel mondo professionistico (Jaconi, ndr). Ha vinto in tutte le categorie in cui ha partecipato con le sue squadre, un vero e proprio lusso per la Serie D. Ha ottimi elementi da usare, sono usciti bene dal ripescaggio e hanno costruito una grande squadra con elementi fuori categoria. Basta pensare all’attacco con Fuakuputu che è andato ancora a segno domenica scorsa. Sicuramente sarà la squadra che primeggerà per tutto l’anno.” Il mister Cifaldi poi pensa alle proprie armi da sfruttare per una gara che si aspetta sicuramente difficile: “E’ una partita che rispecchierà la verità. Affronteremo la migliore e vedremo di che pasta è fatta L’Aquila Calcio. Sarà importante l’approccio alla partita ma anche tutta la gestione della gara da affrontare con la stessa intensità che ho visto nelle prime gare.” Cifaldi si dimostra sicuro nelle sue parole anche perché testimone oculare di una buona condizione psico-fisica della sua squadra: “Il morale è sicuramente alto dopo le due vittorie ma sappiamo bene che nel calcio è importante quello che viene dopo e non quello che è stato. Non dobbiamo essere presuntuosi e giocarci le nostre carte. Anche dal punto di vista fisico stiamo bene. Domenica scorsa, nonostante il 2-0, abbiamo chiuso in attacco, sintomo di una buona condizione.

Seconda gara di campionato e seconda vittoria anche per la Civitanovese che, contro il Luco Canistro, continua a confermare le aspettative di inizio anno, aspettative che accreditano la squadra marchigiana come una delle migliori destinate al salto di categoria tra i professionisti. Mister Jaconi però mantiene la calma: “Le prime partite del campionato possono essere di difficile interpretazione perché ancora i valori delle squadra non sono ben definiti. La partita contro L’Aquila non sarà assolutamente uno spartiacque, non ci saranno promossi e bocciati, siamo solo alla terza giornata. L’unico mio rammarico sarà quello di dover pensare ai sostituti di Gentile, che accusa ancora i postumi di un infortunio della scorsa settimana, e di Albanesi espulso contro il Luco Canistri.” I complimenti del prossimo avversario, mister Cifaldi, non scalfiscono la modestia e la tranquillità di Jaconi: “Ringrazio il mister dell’Aquila ma penso che gli allenatori non abbiamo molti meriti perché sono i giocatori quelli che scendono in campo, sono loro i veri protagonisti, noi possiamo solo consigliarli al meglio”.

Modestia del mister della Civitanovese che esce fuori anche quando gli si ricorda che la sua squadra è vista da tutti gli addetti ai lavori come la migliore del campionato: “Al momento diventa difficile stabilire chi potrà condurre e vincere il campionato di quest’anno. Per me ci vorranno almeno una decina di partite per capire. Continuo a pensare che vincerà la squadra che avrà i migliori cinque under. Ribadisco ancora una volta che il mio lavoro è piuttosto penalizzato da questa normativa perché non sono io che faccio la formazione perché questa è fortemente condizionata da ciò che ci viene imposto dal regolamento. Non penso sia un modo corretto di fare questo lavoro. Per questo chi avrà i migliori giovani per me vincerà il campionato.

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