BARBAPRESS/ Da Cassano ad Adriano: talenti maledetti o sprecati?

Campioni o bamboccioni? Piu’ fenomeni con le donne, in discoteca, al volante di una fuoriserie, che sui campi di calcio? L’interrogativo diventa quasi scontato, soprattutto dopo l’accusa precisa di Jose’ Mourinho: riferendosi all’atteggiamento di Mario Balotelli dopo la partita contro il Genoa (”giocata in modo eccezionale”, secondo il ‘mago’ portoghese) ha ampliato il discorso, dirottandolo sul sociale e su un presunto fenomeno epocale che finirebbe per gravare pesantemente sulla carriera dei talenti del calcio di ultima generazione.

Non si tratterebbe solo di un problema italiano, bensi’ di una piaga che coinvolge tutti i continenti: dal Sudamerica all’Europa. Certo, non mancano i fenomeni in controtendenza. Quattro nomi su tutti: Pato e Jovetic, classe 1989, Messi e Rossi (1987). A bilanciare il conto ci sono pero’ i Balotelli ed i Santon, ultimi esponenti di un misterioso malessere che ha radici storiche. Dai tempi del ‘campione maledetto’ George Best, infatti, i fenomeni del calcio tendono a ‘bruciarsi’ in fretta. Basta poco, a volte anche un rigore sbagliato, per perdere la bussola ed uscire fuori dai binari.

Il caso di Antonio Cassano, in Italia, e’ emblematico: talento purissimo partito da Bari non ancora maggiorenne ed approdato in una grande societa’ come la Roma, quindi al Real Madrid, il fenomero pugliese ha dovuto fare marcia indietro, rientrare in Italia dopo qualche stagione per guadagnare meno e per ripartire dalla Sampdoria. Ma ci sono anche tanti altri piccoli Cassano che si sono persi per strada, schiacciati dalla loro stessa popolarita’.

Fa invece le cose in grande Adriano Leite Ribeiro, in arte l”Imperatore’, emblema della gioventu’ bruciata del calcio moderno. Dopo gli sfracelli dei primi anni Inter, quando ogni suo tiro era un missile che spazzava via qualsiasi dubbio sulla sua forza, il brasiliano si e’ perso tra problemi di depressione, solitudine, alcool, versione contemporanea e assai piu’ amara della vecchia ‘saudade’. Ora continua a galleggiare nel campionato brasiliano con il Flamengo, ma sarebbe potuto diventare Pallone d’Oro con l’Inter.

In alcuni casi la malasorte ci ha messo anche del suo, come nel caso di Massimo Orlando, uno dei registi piu’ promettenti che il calcio italiano abbia prodotto negli ultimi anni: dopo una breve apparizione nella Fiorentina, Orlando venne ‘cancellato’ da una serie di problemi fisici; lo stesso accadde ad Alvise Zago, ex playmaker del Torino. E che dire di Gigi Lentini, acquistato dal Milan per piu’ di 20 miliardi e poi fermato da un incidente d’auto? Potrebbero chiamarsi talenti maledetti o, piu’ semplicemente, fenomeni bruciati: hanno lasciato un’impronta nel calcio che il tempo ha pero’ cancellato.

fonte: ANSA

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1 Commento

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Una risposta a “BARBAPRESS/ Da Cassano ad Adriano: talenti maledetti o sprecati?

  1. x me i vari cassano, adriano sono degli ottimi calciatori ma non campioni veri……..i campioni veri sono quelli che oltre al talento possiedono anche la “testa” (vedi kakà)
    complimenti x il blog e vieni a visitarmi…ciao

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