BARBAPRESS/Uno Mattina, consumi: la storia della class action

Negli Stati Uniti la “class action”, l’ azione legale collettiva e’ stata introdotta per la prima volta nel 1934. Dopo varie rielaborazioni ha trovato la sua versione definitiva nel 1965 quando l’ avvocato Ralph Nader riusci’ a far condannare un colosso come la General Motors.

Per la class action all’italiana bisogna arrivare invece al 1° gennaio 2010. Il Codacons ha cominciato proprio il primo giorno dell’anno contro due colossi bancari, Unicredit e Intesa San Paolo, che avrebbero introdotto nuove e piu’ costose commissioni a carico degli utenti.

E il giorno dopo ha fatto il bis contro l’enorme business dei “test fai da te”, quelli che dovrebbero rilevare la presenza dell’influenza A e B, compresa quella suina e aviaria.

Ma l’ Italia non e’ l’America. Scordiamoci i maxi risarcimenti delle class action a stelle e strisce. Da noi non e’ previsto il “danno punitivo”.

Inoltre, negli States, le parti si dividono comunque le spese legali; da noi paga chi perde.

E non solo, attenzione! Di fronte a azioni legali infondate o pretestuose si rischia di dover risarcire l’impresa chiamata in causa.

di Piero Barbaro per “Uno Mattina” dell’ 8/1/2010

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