Archivi del mese: maggio 2010

Il Barbapress sostiene il Celtic Glasgow F.C. Ecco le nuove maglie 2010/2012 [FOTO]

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BARBAPRESS/ Playout Lega Pro. Vibonese e Vico Equense, mezza salvezza è già in tasca

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di Piero Barbaro per Professione Calcio del 26/05/2010
p.barbaro@professionecalcio.net

Roma – Come dicono e diranno sempre tutti “sono partite da 180 minuti e dopo la gara d’andata non si è altro che alla fine del primo tempo.” C’è ancora molto da giocare e per lo più in condizioni ambientali completamente diverse. E’ questo il destino di quest’anno per Vico Equense, Isola Liri, Vibonese e Noicattaro impegnati nei playout del girone C di Seconda Divisione della Lega Pro.

Due partite che però hanno visto due vittorie convincenti per le due squadre impegnate nella gara d’andata tra le rispettive mura amiche, il Vico Equense e la Vibonese. Salvo scongiuri per tutti gli scaramantici, la salvezza è per metà già in tasca delle due squadre. Guai a dirlo al segretario della Vibonese Saverio Mancini che dopo la vittoria allo stadio “Luigi Razza” a Vibo Valentia contro il Noicattaro (3-0), predica solo la calma: “Abbiamo solo giocato il primo tempo e abbiamo un vantaggio di tre gol. Adesso dobbiamo andare a casa loro dove sarà tutt’altra cosa. Sarà una gara da [..]

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BARBAPRESS/ Champions League all’Inter! Milito, da Principe a Re di Madrid [FOTO E VIDEO]

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di Paolo Brusorio per “La Stampa

Il «Franchi» di Siena sta in uno spicchio del Bernabeu, come nelle matrioske potrebbe uscire da una delle quattro torri che sostengono lo stadio di Madrid. Ma c’è un uomo in campo per cui non fa nessuna differenza, all’Inter l’hanno preso per decidere la storia e lui obbedisce. Prima lo scudetto e poi la coppa dei campioni. Diego Milito, ancora una volta lui. Se l’Inter vince la coppa dei campioni dopo 45 anni è grazie a questo hidalgo dal naso adunco e dalle poche parole. Due gol, il Bayern è minuscolo, lui un gigante. Finisce la partita, l’Inter è campione d’Europa e lui salta in braccio a Maicon. Urla la sua gioia con il poco fiato che gli è rimasto: «Sono troppo felice per questo successo. Il calcio ti dà sempre una rivincita, io ho lottato e imparato e ora che ho 30 anni sono stato ripagato. L’hanno prossimo? Non lo so, io sto bene in questa società, mi ha dato la possibilità di vincere. Ma conosco il calcio, non si sa mai. Giuro, però, con Mourinho non ho mai parlato del Real».

La tentazione è questa. Ma non è notte per i peccati. Ha atteso la storia Diego Milito e poi l’ha fatta. La finale parte collosa come la sera che avvolge il Bernabeu, l’Inter aspetta il Bayern che aspetta l’Inter. Risultato: non succede nulla. Surplace. Tutti allineati, lui, Diego, là davanti e in mezzo a due colossi di terracotta, De Michelis e Van Buyten. Lo schema è quello che ha seminato il terrore in tutta Europa, Mourinho lo provò per la prima volta a Stamford Bridge, nella notte in cui piallò il proprio passato, e da allora non l’ha mai più mollato. Un po’ Archimede Pitagorico, un po’ Helenio Herrera il portoghese ha scritto le nuove tavole della storia nerazzurra.

La costante è sempre il Principe argentino isolato, là nel suo regno. Il primo tempo scivola sul prato smeraldo, si vedono strafalcioni non degni di una finale, ma comprensibili proprio perché capitano in una finale. Eto’o e Pandev, nell’orologio di Mourinho, sono le lancette che scandiscono il tempo sulle corsie, ma girano troppo lentamente per dare il ritmo. Milito no: tocca tre palloni e non ne sbaglia uno. Con lui diventano quattro: ricicla, riadatta. A Siena ha deciso lui lo scudetto, ha trascinato l’Inter fuori da un incubo che stava prendendo forma.

È arrivato tardi l’argentino, ha girato le periferie del calcio senza perdere la strada. Nel giorno dello scudetto ha corso e urlato all’impazzata, liberandosi per un giorno di tutti i cliché che gli abbiamo appiccicato. La notte di Madrid lo aspetta, lui le va incontro con un passo felpato. Lo scambio con Sneijder è una declinazione impeccabile, il Principe sbriciola De Michelis e la sua ombra, aspetta una frazione di secondo, il giusto perché Butt si sdrai per terra. Un volo d’angelo verso la gloria, bocca spalancata a cercare l’ossigeno, un urlo che trafigge la notte del Bernabeu. Maradona se lo porterà ai mondiali, ma non è detto da titolare. Capace, il ct, di preferirgli quel paracarro di Martin Palermo.

Diego contro Diego, ma questa è un’altra storia. Per un Principe questa notte è troppo piccola, prova a restituire il favore a Sneijder, ma il destino ha scritto che la tacca sul Bernabeu ce la deve mettere lui. Rapace e rapinoso, sta nel cuore della difesa del Bayern, De Michelis e Van Buyten ogni tanto si rianimano come fossero belle statuine. Scene da «Una notte al museo»: in una di queste Milito scoperchia il bluff di una squadra che Van Gaal ha presentato come divertente, dimenticandosi di avvertire che l’unica cosa veramente allegra era la difesa. Milito si infila tra le maglie, ne stuzzica l’appetito: una brusca frenata, questa volta le gambe che si ingarbugliano sono quelle di Van Buyten.

Sesto gol in Champions league: Milito 2 Bayern 0. Dirà: «È il gol che prerisco, più bello e più importante». L’argentino corre verso la bandierina del corner, ci fosse una prateria non si fermerebbe mai. Lo affogano di abbracci, quando riemerge strizza gli occhi, gonfia i polmoni ma fatica a respirare. La gloria è capace di toglierti il fiato. Mourinho gli regala il tappeto rosso, esce che sembra più grande di tutto il Bernabeu.

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BARBAPRESS/ Pierluigi Diaco conduce Uno Mattina estate 2010! [INTERVISTA da tvblog.it]


“In bocca al lupo Pg!” (ndB)

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Che cosa c’entra Pierluigi Diaco con “Unomattina Estate”?

Che domanda! Unomattina è un programma di approfondimento ed infotainment, un brand consolidato di Rai1 da moltissimi anni. Negli ultimi tempi la mia cifra professionale si è divisa fra il giornalismo e l’intrattenimento quindi credo che sia un luogo a me molto naturale. Quando il direttore di Rai1 Mauro Mazza mi ha proposto di condurre Unomattina con Georgia ho trovato la proposta aderente alla mia identità professionale. Chiaramente in passato in termini di conduzioni televisive mi sono misurato maggiormente sull’approfondimento politico in Sky Tg24 e Rainews 24. Questo però è vero in parte perché sia alla radio che in TV o anche nei programmi che ho condotto a Canale Italia ho sempre tentato di occuparmi del costume del paese. Evidentemente il costume e quindi anche un po’ l’umore che il paese vive è una cosa che mi ha sempre incuriosito raccontare.

Con “Unomattina Estate” arrivi così alla conduzione su RaiUno. Una bella soddisfazione ma anche una bella responsabilità?

Sono grato al direttore Mazza. Ho fatto negli ultimi mesi un percorso a Rai1 grazie al capostruttura Toaff e a Lamberto Sposini che mi hanno voluto alla Vita in diretta. Sono entrato in punta di piedi nella famiglia di Rai1. Mi son fatto conoscere da quel tipo di pubblico che mi conosceva in parte, anche se in passato avevo già lavorato per Rai1 avendo condotto alcune edizioni di “Sanremo rock”,ma evidentemente di altra cosa si trattava, avevo vent’anni e mi occupavo per lo più di musica.”

Condurrai “Unomattina Estate” dopo aver fatto l’opinionista in varie trasmissioni, ti piace fare l’opinionista ?

Io l’ho fatto solo in un programma l’opinionista che è appunto come ti dicevo la Vita in diretta e poi all’isola dei famosi, ma solo perché apprezzo il programma e stimo Simona Ventura. Non ho mai accettato inviti altrove. Ho scelto di farlo alla Vita in diretta perché stimo molto Daniel Toaff come uomo di prodotto, ha costruito infatti negli anni un grande pomeriggio su Rai1, conosco bene anche Lamberto Sposini, mi trovo un po’ a casa là dentro.

Quanto porterai di questa tua esperienza in Uomattina estate?

Tutto. Voglio portare tutto questo nella mia conduzione. Spero che sarà un programma allegro, serio, autorevole, ma soprattutto in cui la parola, in questo intendo proprio il vocabolario, abbia una sua importanza.

Cosa intendi esattamente?

Intendo dire che le parole sono importanti, pesano, alle volte vengono buttate lì. La radio mi ha insegnato una grande capacità di ascolto delle persone che parlano, siano ascoltatori oppure ospiti. Mi piace avere la sensazione che quello che tu stai intervistando ti sta dicendo qualcosa.

Quindi ci sarà molto spazio in questa “Unomattina” per le persone e le loro storie?

Questo certamente, soprattutto per quello che riguarda gli amori. Ho un’idea in testa su cui stiamo lavorando in questi giorni con gli autori. Io spero che la sobrietà e il buon gusto possano trovare spazio nel programma. Poi la responsabilità oltre che di tutta la squadra è mia e di Georgia, con lei c’è una affinità ed una stima reciproca. Ci siamo conosciuti in questa occasione, ci siamo annusati e piaciuti da subito questa è una cosa molto utile anche per il programma. Mi piacerebbe che alla fine di questa avventura, a settembre si dicesse che è stato un programma di buon gusto.

Oltre al buon gusto quale altro tratto vorresti identificasse il programma ?

Sicuramente la leggerezza. Si può essere leggeri senza essere volgari e penso che di questo la televisione italiana ha bisogno. L’idea è di fare un programma sereno, questo paese è costantemente diviso su tutto. Le polemiche sono divnetate uno sport nazionale anche abbstanza gratuito. L’idea che due ragazzi di trent’anni abbiano la possibilità di dare il buongiorno agli italiani con un punto di vista sereno, allegro ma anche autorevole è la sfida che vogliamo vincere.

Con “Unomattina Estate” entri nella squadra di Rai1, ti piacerebbe rimanerci anche per la prossima stagione?

Assolutamente si. Con “Unomattina Estate” iniziamo un percorso insieme, dovrò dimostrare di essere all’altezza di Rai1.

Se potessi scegliere una partner per un programma da condurre chi sceglieresti, esclusa Georgia che sarà già al tuo fianco in “Unomattina Estate” ?

Mi piacerebbe condurre un programma dal titolo “Signora mia” insieme a Irene Ghergo. Irene è la persona a cui sono più legato in assoluto, è la mia migliore amica. Sarebbe un programma dedicato all’universo femminile, la cosa più bella che c’è.

Hai conosciuto da poco Georgia Luzi, cosa pensi di lei dopo questi primi giorni di lavoro assieme?

E’ una donna che ha una grandissima disciplina e questa cosa mi colpisce perché anche io sono abbastanza pignolo quando lavoro. E’ preparata, simpatica, sono rimasto piacevolemente sorpreso da lei. In questi giorni ci divertiamo parecchio, è una persona splendida e secondo me ci divertiremo molto insieme anche al di là della professione.

INTERVISTA INTEGRALE SU TVBLOG.IT

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BARBAPRESS/ Il beach volley al Foro Italico. Cosa c’e’ da capire per appassionarsi a questo sport?

tratto da Gazzetta.it del 16/05/2010 per “Che Palle” di Mario Salvini

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Ho paura che non sarà facile portare al Foro Italico tutti quelli che dovrebbero venirci e che certamente una volta lì si divertirebbero molto. Sarà dura, perché chi organizza ha deciso di far pagare e non so se in Italia i tempi sono maturi per far pagare ad un torneo di beach volley.

Ho paura che non sarà facile far capire di cosa stiamo parlando a chi dovrebbe darci spazio nelle redazioni dei giornali e delle tv. Ho questo timore perché in Italia sono in pochi quelli che hanno capito cos’è il beach volley. E’ più facile fermarsi all’esteriorità dei muscoli, dei culi, delle ballerine e della musica a manetta. Rio de Janeiro 2016 è ancora troppa lontana, e quando arriverà faranno anche finta di aver previsto che sarà il fenomeno più importante di quell’Olimpiade. Però per adesso resta una specie di giochetto.

Troppo faticoso immedesimarsi e cercare di capire che un beacher deve:

  1. Saper effettuare alla perfezione tutti e 6 i fondamentali della pallavolo come nessun pallavolista sa più fare (unica deroga per quelle coppie in cui uno va sempre a muro e l’altro sempre in difesa. Nel caso ne “bastano” 5).
  2. Avere una preparazione fisica da decathleta. Dai, a schiacciare sulla sabbia avete provato tutti, e avete visto che gran elevazione avete. Loro fanno anche tre partite da un’ora l’una al giorno
  3. Avere conoscenze e strategie tattiche da computer. Al World Tour tutti sanno tutto di tutti: ogni avversario sa che quando il punto è delicato e l’alzata è staccata, tu ti senti più sicuro a fare quel colpo lì e ti aspettano belli comodi in difesa. Ah, sanno anche che sei in difficoltà a portare il bagher sulla tua destra, che col vento, in palleggio tendi a fare doppia…
  4. Per il punto numero 3 è meglio se sviluppa la capacità di variare il più possibile la gamma dei colpi d’attacco
  5. Avere solidità mentale. Perché quando sei in difficoltà in ricezione non entra nessuno al tuo posto, non ci sono compagni che ti possono coprire, e gli avversari ti mirano. Stessa cosa quando ti si restringe all’improvviso il campo degli avversari, o il loro muro ti sembra diventato altissimo e hai paura di non avere più soluzioni in attacco.
  6. Gestire le dinamiche di coppia. Perché col tuo/a compagno/a giochi, perdi, ti incazzi, gli dai la colpa, viaggi, dormi, ti alleni, chiacchieri, ti confidi e ti mandi affanculo. Il che è molto diverso dal giocare da soli o in una squadra.

Condivido queste riflessioni – e la fifa di cui sopra – a poche ore dall’inizio del primo Grand Slam mai ospitato dall’Italia. Che si gioca al Foro Italico di Roma. Dove hanno buttato tonnellate di sabbia sul campi da tennis e via: da domani sarà uno spettacolo mai visto. Perché ci sono tutti, manca solo Kerry Walsh (che è incinta). Ci sono tutti i campioni mondiali, olimpici, europei, i brasiliani più forti (Emanuel che ha cambiato compagno e sta con Alison; il nipote di Oscar Schmidt) , gli americani star dell’Avp, gli olandesi ex star dell’indoor e i neozelandesi che fanno la haka. Non vedo l’ora.

Che Palle” di Mario Salvini, nicchie e storielle di sport vari ed eventuali

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ESCLUSIVA BARBAPRESS/ Calciomercato 2010/2011: é “La Vipera” il primo rinforzo del nuovo Siena: Salvatore Mastronunzio [VIDEO]

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Uno degli artefici della tranquilla salvezza dell’Ancona di quest’anno è certamente “La Vipera”,  Salvatore Mastronunzio (30). Nonostante le indiscrezioni della scorsa settimana riportate dal quotidiano veneto “L’Arena“,  da fonti vicine allo staff dei procuratori del bomber empolese, all’Ancona dal 2007, sarebbe il Siena di Mezzaroma il primo candidato ad assicurarsi le prestazioni della vipera classe ’79.

L’attaccante ex Frosinone, nell’anno solare 2009, ha segnato 20 gol in campionato ed è il secondo goleador fra serie A e serie B (primo Milito con 22 gol!).  Sarebbe Mastronunzio, quindi, il primo rinforzo per il presidente del Siena Mezzaroma che perderà sicuramente l’attaccante algerino Ghezzal, che dovrebbe svincolarsi dopo la retrocessione dei toscani.

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BARBAPRESS/ Serie A – 16/5/2010: A.S. Roma, comunque vada sarà un successo… “Voglia di stringersi un po’” di Rinho [AUDIO E VIDEO]

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