Archivi del giorno: 21 giugno 2010

BARBAPRESS/ Sudafrica 2010. L’Italia di Lippi, “mediocrità azzurra specchio del Paese” di Massimo Gramellini [EDITORIALE]

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Fra coloro che ieri davanti alla tv imputavano a Marcello Lippi di aver assemblato la sua mestissima Nazionale privilegiando i sudditi ai condottieri c’erano molti italiani che nella vita di tutti i giorni purtroppo si comportano allo stesso modo.

Dirigenti d’azienda, titolari di negozi e responsabili di «risorse umane» che sul lavoro privilegiano la fedeltà al talento, l’affidabilità all’estro e il passo del pedone alla mossa del cavallo. Intervistati, risponderebbero anche loro come Lippi: «Non abbiamo lasciato a casa nessun fenomeno». Ma è una bugia autoassolutoria che accomuna quasi tutti coloro che in Italia gestiscono uno spicchio di potere e lo usano per segare qualsiasi albero possa fargli ombra: è così rassicurante passeggiare splendidi e solitari in mezzo ai cespugli, lodandone l’ordine perfetto e la silente graziosità.

L’abbattimento di ogni personalità dissonante viene chiamato «spirito di squadra». Ma è zerbinocrazia. Tutti proni al servizio del capo, è così che si vince. Eppure la storia insegna che il capo viene tradito dai mediocri, mai dai talenti. I quali sono più difficili da gestire, ma se motivati nel modo giusto, metteranno a disposizione del leader la propria energia. La Nazionale di Lippi assomiglia alla Nazione non perché è vecchia, ma perché privilegia, appunto, i mediocri.

Averli avuti ieri in panchina, certi vecchi! Contro i goffi neozelandesi sarebbe servito più un quarto d’ora di Totti o di Del Piero che una vita intera di Iaquinta, Pepe e Di Natale, tre bravi figli che, con tutto il rispetto, se hanno giocato anni e anni nell’Udinese, una ragione ci dovrà pur essere. I pochi campioni veri, da Buffon a Pirlo, sono zoppi. Oppure vecchie glorie che si rifiutano di andare in pensione, come l’imbarazzante Cannavaro che ha più o meno l’età di Altafini e forse avrebbe fatto meglio a presentarsi in Sudafrica anche lui nelle vesti di commentatore.

C’è, naturalmente, anche la questione dei giovani. La follia antistorica di questa Nazionale e di questa Nazione non consiste tanto nel continuare a lasciar fuori i Cassano, ma i Balotelli. Non i talenti troppo a lungo incompresi o compresi solo a metà, ma quelli ancora acerbi che chiedono solo un’occasione per sfondare e, non ricevendola, spesso emigrano in cerca di fortuna. Balotelli è il loro simbolo e non solo per via del colore della pelle, che ne fa l’italiano di domani. Lo è perché a vent’anni ha già vinto Champions e scudetti, e ha un fisico e un talento che ne fanno un predestinato, imparagonabile agli smunti replicanti dell’attacco azzurro. Eppure per lui non si è trovato un posto neppure nel retrobottega. Mi rifiuto di credere che un capufficio dell’esperienza di Lippi non sappia riconoscere la differenza fra un fuoriclasse potenziale come Balotelli e i bravi mestieranti che si è portato appresso. Ma il successo rende sordi al buonsenso. Ci si illude di poter vincere meglio da soli, muovendo pedine inerti sulla scacchiera. Poi quelle pedine si rivelano di burro e alla fine ci si ritrova soli, con un po’ di unto fra le dita.

di Massimo Gramellini per “La Stampa” del 21/6/2010

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BARBAPRESS/ Sudafrica 2010. I “buoni e cattivi” dell’Inghilterra in crisi di Fabio Capello [PAGELLE 2^ giornata]

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Seconda partita e secondo pareggio per l`Inghilterra. Contro l’Algeria la formazione di Capello dà vita ad una deludente prestazione, non riuscendo quasi mai ad impensierire la difesa algerina. A questo punto per raggiungere la qualificazione agli ottavi della coppa del mondo 2010, agli inglesi toccherà battere la Slovenia nell’incontro previsto mercoledi.

Proviamo ad analizzare nel dettaglio la prestazione dei giocatori inglesi che hanno determinato l’andamento del match.

“I Buoni”

Gareth Barry: 7. Ha il compito di dare copertura al reparto arretrato ed equilibrio alla squadra. Ci riesce in pieno. Non si avventura in giocate ad effetto, bensi si limita a passaggi semplici, ma efficaci. In due occasioni risulta decisivo aiutando la difesa a sbrogliare situazioni pericolose. Pronto.

Jamie Carragher: 7. Si riscatta dalla deludente prestazione contro gli Stati Uniti. Ottimo senso della posizione e tanta grinta. Inoltre la condizione fisica è decisamente migliore rispetto alla prima gara. Peccato per il giallo che gli farà saltare il prossimo impegno. Sicuro.

Ashley Cole: 6,5. Riesce a coprire senza affanni tutta la fascia. Deve badare però più alla fase difensiva che a quella offensiva. E` l`ultimo ad arrendersi. Combattente.

“I Cattivi”

Aaron Lennon: 5. Dovrebbe dare il cambio di passo alla squadra, ma il più delle volte ne rallenta la manovra. Non riesce mai a superare l’avversario di turno, e perde un elevato numero di palloni. Distratto.

Wayne Rooney: 5. Doveva essere l`eroe di Sudafrica 2010 tra le fila inglesi, pero’ finora ha solo deluso le attese. Non riesce ad esprimersi al meglio a causa di una precaria condizione fisica. Paga una stagione costellata da fastidiosi infortuni . Sfortunato.

Frank Lampard: 4,5. E` l`ombra di se stesso. Non riesce ad imporsi ne` in fase di costruzione, ne` di finalizzazione. Gli capita sul sinistro la match-ball, ma il suo tiro e` debole e poco angolato. Svogliato.

da Manchester, Salvatore Caruso

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