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Il Barbapress sostiene il black out dell’informazione di oggi, 9 luglio 2010, contro il ddl intercettazioni!

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Anche il Barbapress sostiene la giornata del silenzio dell’informazione proclamata per oggi dalla Federazione della Stampa. La mobilitazione, precisa una nota della Fnsi, è stata decisa per protestare contro il ddl intercettazioniche limita pesantemente la libertà di stampa e prevede pesanti sanzioni contro editori e giornalisti che danno conto di fatti di cronaca giudiziaria e indagini investigative”.

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BARBAPRESS/ Terremoto L’Aquila: manifestanti, delusi ma non volevamo scontri. Chissà cosa avrebbe pensato Rino Gaetano! [FOTO SCONTRI+VIDEO “FABBRICANDO CASE”]

di Lorenzo Attianese  per ANSA

ROMA, 7 LUG – Un’interminabile giornata in marcia nella Capitale alternando momenti di tensione e disperazione, davanti ai luoghi delle Istituzioni. A più di un anno dal terremoto che ha cambiato per sempre le loro vite, gli aquilani hanno paralizzato Roma manifestando tra le lacrime tutta la propria esasperazione contro «le sedi del potere», ritenute responsabili della loro difficile condizione. «Siamo qui con le nostre famiglie, non siamo criminali. Non ci aspettavamo una tensione tale», hanno detto gli aquilani, amareggiati per i tafferugli avvenuti con le forze dell’Ordine, quando tra piazza Venezia e via del Corso è stato forzato un cordone per raggiungere in corteo, senza essere autorizzati, piazza Montecitorio.

Tra di loro anche alcuni esponenti dei centri sociali romani e dell’Aquila. Quasi tutti gli aquilani sono arrivati nella Capitale con intenzioni pacifiche. «Eravamo spaesati, seguivamo la testa del corteo e non sapevamo neppure dove andare – spiegano diversi manifestanti – ci sono stati distribuiti alcuni itinerari della mobilitazione dove venivano annunciati cortei e presidi davanti alla Camera, a Montecitorio e a piazza Navona. Non sapevamo neppure di non essere autorizzati per quei cortei».

L’Aquila-Roma in poche ore. Poi tutti in strada. E nella Capitale, dopo pochi minuti, il caos. «Ho visto un ragazzo che scappava dietro e mi sono trovata in mezzo agli spintoni della gente che arretrava. Ho pensato di venire travolta. Ho visto anche una colonna macchiata di sangue», ha raccontato una manifestante ricordando il parapiglia che si susseguiva sotto il sole, tra migliaia di persone, urla e slogan. Un clima di tensione che ha prodotto solo incomprensione e qualche ferito. Uno di loro – Vincenzo Benedetti, pizzaiolo dell’Aquila originario di Bari – ha “macchiato” il muro esterno di una banca in via del Corso, lasciando le impronte delle sue mani insanguinate dopo essere stato colpito alla testa. «Al secondo cordone delle forze dell’ordine in via del Corso – ha spiegato Vincenzo con la testa fasciata e la maglietta sporca di sangue – durante alcuni momenti di tensione, sono stato colpito alla testa da quattro manganellate mentre ero di spalle. La mia faccia è diventata in pochi secondi una maschera di sangue. Un medico di Paganica mi ha portato nella vicina banca e mi ha soccorso, ma io ho voluto prima lasciare le impronte del mio sangue su un muro per testimoniare il sangue degli aquilani in questa manifestazione».

I terremotati ne hanno avute per tutti. Dal leader dell’opposizione Pierluigi Bersani al premier. «Berlusconi hai sfruttato il nostro dolore, vieni qui se hai il coraggio», hanno urlato i manifestanti, in via del Plebiscito a qualche metro da Palazzo Grazioli. «Ci sono famiglie che hanno perso il lavoro, sono sistemate negli alberghi e aspettano ancora di avere una casa, molti sono vecchi, stanno morendo – ha spiegato Roberta, una terremotata di 46 anni con tre figli, durante il presidio a piazza Navona – Il consumo di psicofarmaci all’Aquila è aumentato, così come i suicidi. La gente rischia di perdere la speranza». Ma collera e sconforto per gli aquilani sono due facce dello stesso dolore. La marcia di oggi si è conclusa davanti alla sede della Protezione civile, con gli sputi sul simbolo. Dietro i megafoni, nel caos, si nascondevano i volti rigati dalle lacrime e l’assordante tappeto sonoro di uno slogan amaro: «3 e 32, io non ridevo».

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BARBAPRESS/ Oggi a Piazza Navona contro la legge-bavaglio [DIRETTA SKY TG24]

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SEGUI LA DIRETTA SU SKY TG24 DALLE 17.00

IL PRIMO LUGLIO GRANDE MOBILITAZIONE CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO IN PIAZZA NAVONA DALLE ORE 17.00 ALLE 21.00,
LA DIRETTA SU SKYTG24, RAINEWS24 E YOUDEM TV
UNA “NOTTE BIANCA” A CONSELICE E ALTRE INIZIATIVE NELLE REGIONI, E ALL’ESTERO
SI ESTENDE DI ORA IN ORA LA PARTECIPAZIONE
AUDIZIONE IN COMMISSIONE GIUSTIZIA DELLA CAMERA, LA FNSI: OCCORRE “UDIENZA FILTRO” IL DOCUMENTO INTEGRALE
DDL IN AULA ALLA CAMERA IL 29 LUGLIO
“Una grande mobilitazione contro il disegno di legge Alfano per la giornata del primo luglio a Roma, a piazza Navona dalle ore 17.00 alle ore 21.00, e in altre località d’Italia: un’iniziativa nel segno della Costituzione, per dar voce ai soggetti e ai temi che verrebbero oscurati se passasse un provvedimento che colpisce al tempo stesso il lavoro dei giornalisti e il diritto dei cittadini di conoscere le vicende del Paese. La diretta tv su Skytg24, RaiNews24 e Youdem.
Il testo del ddl sulle intercettazioni telefoniche arriverà in aula alla Camera il prossimo 29 luglio, dopo l’esame della manovra economica. Lo ha deciso la conferenza dei capogruppo di Montecitorio.

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BARBAPRESS/ Mafia: Dell’Utri prende 7 anni! Pisanu, presidente della Commissione Antimafia, parla dopo circa 18 anni… [VIDEO CORRADO GUZZANTI MAFIOSO]

MAFIA: PISANU, DOPO STRAGI ’92-’93 SI TEMETTE COLPO DI STATO

Roma, 30 giu. (Adnkronos) – Dopo le stragi del ’92-’93 si temette un colpo di Stato. Così il presidente della commissione Antimafia, Giuseppe Pisanu, nella sua relazione nel corso della seduta odierna della commissione a Palazzo San Macuto. Nel suo ragionamento, Pisanu, spiega: «La spaventosa sequenza del 1992-’93 ubbidì ad una strategia di stampo mafioso e terroristico, ma produsse effetti divergenti: perchè se da un lato determinò uno tal smarrimento politico-istituzionale da far temere al presidente del Consiglio in carica l’imminenza di un colpo di Stato. dall’altro lato -continua Pisanu- determinò un tale innalzamento delle misure repressive da indurre Cosa nostra a rivedere le proprie scelte e, alla fine, a prendere la via, finora senza ritorno, dell’inabissamento».

Per il presidente della commissione Antimafia, «nello spazio di questa divergenza si aggroviglia quell’intreccio tra mafia, politica, grandi affari, poteri occulti, gruppi eversivi e pezzi deviati dello Stato che più volte, e non solo in quegli anni, abbiamo visto riemergere dalle viscere del paese». 

LA RISPOSTA DI PIERO GRASSO, Procuratore Nazionale Antimafia

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Il Barbapress dice NO alla legge bavaglio! [VIDEO: IMPRENDITORI L’AQUILA + MILENA GABANELLI (Report)]

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Con la legge bavaglio non avremmo mai sentito una conversazione come questa:

1° luglio a Piazza Navona (Roma): nuova “notte bianca” contro la legge bavaglio

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BARBAPRESS/ E ci voleva Cameron per dirlo! “Il Bloody Sunday è ingiustificabile” [VIDEO U2 + immagini del 30/1/1972]

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«Ingiusto e ingiustificabile». A 38 anni dal Bloody Sunday, la domenica di sangue che il 30 gennaio 1972 macchiò Derry, nell’Irlanda del nord, Londra chiede scusa e ammette che quanto accaduto, quei 14 morti per mano dei soldati inglesi, non ha giustificazioni. A dirlo è il rapporto di Lord Saville di Newdigate sulla strage, presentato da David Cameron.

CAMERON – «Sono patriottico e non voglio mai credere a niente di cattivo sul nostro Paese, ma le conclusioni di questo rapporto sono prive di equivoci: ciò che è successo il giorno di Bloody Sunday è stato ingiusto e ingiustificabile. È stato sbagliato» ha detto il primo ministro, che ha chiesto scusa per gli errori commessi all’epoca dai militari e, soprattutto, dal governo di Londra: «I civili uccisi morirono a causa di una sparatoria ingiustificata». L’inchiesta di Saville ha infatti stabilito che nessuna delle vittime rappresentava una minaccia per i soldati e che furono questi ultimi a «perdere il controllo», sparando senza alcun preavviso.

CONCLUSIONI – Quel 20 gennaio una squadra di paracadutisti sparò su una manifestazione cattolica a Londonderry (la città è stata così ribattezzata), uccidendo 14 persone. Il rapporto Saville, ordinato nel 1998 da Tony Blair, è stato terminato solo oggi, dodici anni dopo. È costato 195 milioni di sterline, quasi 235 milioni di euro. L’inchiesta di Lord Saville afferma finalmente in maniera ufficiale quanto i parenti delle vittime, molte delle quali adolescenti, hanno sempre chiesto che venisse detto: i civili che morirono quel giorno erano tutti innocenti, non erano armati e non rappresentavano alcuna minaccia per i soldati. Nel rapporto si afferma infatti che i militari intervennero seguendo un ordine sbagliato, che il primo colpo fu sparato dall’esercito e che alcuni di coloro che furono colpiti stavano chiaramente fuggendo o aiutando altri feriti. Sebbene i paramilitari repubblicani avessero sparato qualche colpo, le loro azioni non sono giudicate sufficienti a giustificare la reazione dei soldati. Martin McGuinness, oggi vice primo ministro dell’Irlanda del Nord e allora militante repubblicano, era probabilmente armato con una mitragliatrice ma, conclude Lord Saville, non fu il suo comportamento a spingere i soldati ad aprire il fuoco.

PRIMA INCHIESTA – Il rapporto afferma inoltre che alcuni soldati avrebbero fornito ricostruzioni errate degli eventi: la prima inchiesta sull’accaduto, conclusa nell’aprile del ’72 e condotta da Lord Widgery, scagionò i militari puntando invece il dito contro i manifestanti, accusandoli di aver attaccato i soldati e di essere armati. La comunità cattolica reagì molto male a quell’inchiesta accusando il governo di Londra di voler coprire gli errori dei militari e chiedendo l’avvio di una nuova inchiesta indipendente. Le loro richieste vennero esaudite solo 16 anni dopo dal nuovo governo laburista di Blair, che certo non avrebbe mai potuto immaginare che l’inchiesta aperta allora e chiusa oggi sarebbe stata così lunga e costosa. Per molti però, ne è valsa la pena: le migliaia di persone accorse alla Guidhall di Londonderry per sentire le conclusioni del rapporto ne sono la prova. Alla strage gli U2 hanno dedicato una splendida canzone, Sunday Bloody Sunday“, scritta da Bono nel 1982. “Bloody Sunday” è anche un film del 2002, scritto e diretto dal regista inglese Paul Greengrass, tratto dal libro “Eyewitness Bloody Sunday” di Don Mullan.

fonte: corriere.it; foto: repubblica.it

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BARBAPRESS/ Il beach volley al Foro Italico. Cosa c’e’ da capire per appassionarsi a questo sport?

tratto da Gazzetta.it del 16/05/2010 per “Che Palle” di Mario Salvini

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Ho paura che non sarà facile portare al Foro Italico tutti quelli che dovrebbero venirci e che certamente una volta lì si divertirebbero molto. Sarà dura, perché chi organizza ha deciso di far pagare e non so se in Italia i tempi sono maturi per far pagare ad un torneo di beach volley.

Ho paura che non sarà facile far capire di cosa stiamo parlando a chi dovrebbe darci spazio nelle redazioni dei giornali e delle tv. Ho questo timore perché in Italia sono in pochi quelli che hanno capito cos’è il beach volley. E’ più facile fermarsi all’esteriorità dei muscoli, dei culi, delle ballerine e della musica a manetta. Rio de Janeiro 2016 è ancora troppa lontana, e quando arriverà faranno anche finta di aver previsto che sarà il fenomeno più importante di quell’Olimpiade. Però per adesso resta una specie di giochetto.

Troppo faticoso immedesimarsi e cercare di capire che un beacher deve:

  1. Saper effettuare alla perfezione tutti e 6 i fondamentali della pallavolo come nessun pallavolista sa più fare (unica deroga per quelle coppie in cui uno va sempre a muro e l’altro sempre in difesa. Nel caso ne “bastano” 5).
  2. Avere una preparazione fisica da decathleta. Dai, a schiacciare sulla sabbia avete provato tutti, e avete visto che gran elevazione avete. Loro fanno anche tre partite da un’ora l’una al giorno
  3. Avere conoscenze e strategie tattiche da computer. Al World Tour tutti sanno tutto di tutti: ogni avversario sa che quando il punto è delicato e l’alzata è staccata, tu ti senti più sicuro a fare quel colpo lì e ti aspettano belli comodi in difesa. Ah, sanno anche che sei in difficoltà a portare il bagher sulla tua destra, che col vento, in palleggio tendi a fare doppia…
  4. Per il punto numero 3 è meglio se sviluppa la capacità di variare il più possibile la gamma dei colpi d’attacco
  5. Avere solidità mentale. Perché quando sei in difficoltà in ricezione non entra nessuno al tuo posto, non ci sono compagni che ti possono coprire, e gli avversari ti mirano. Stessa cosa quando ti si restringe all’improvviso il campo degli avversari, o il loro muro ti sembra diventato altissimo e hai paura di non avere più soluzioni in attacco.
  6. Gestire le dinamiche di coppia. Perché col tuo/a compagno/a giochi, perdi, ti incazzi, gli dai la colpa, viaggi, dormi, ti alleni, chiacchieri, ti confidi e ti mandi affanculo. Il che è molto diverso dal giocare da soli o in una squadra.

Condivido queste riflessioni – e la fifa di cui sopra – a poche ore dall’inizio del primo Grand Slam mai ospitato dall’Italia. Che si gioca al Foro Italico di Roma. Dove hanno buttato tonnellate di sabbia sul campi da tennis e via: da domani sarà uno spettacolo mai visto. Perché ci sono tutti, manca solo Kerry Walsh (che è incinta). Ci sono tutti i campioni mondiali, olimpici, europei, i brasiliani più forti (Emanuel che ha cambiato compagno e sta con Alison; il nipote di Oscar Schmidt) , gli americani star dell’Avp, gli olandesi ex star dell’indoor e i neozelandesi che fanno la haka. Non vedo l’ora.

Che Palle” di Mario Salvini, nicchie e storielle di sport vari ed eventuali

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