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BARBAPRESS/ Sudafrica 2010. I Mondiali di Fabio Capello iniziano in salita. Ecco i leoni “buoni e cattivi” visti dall’Inghilterra!

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L’ eccessiva pressione di stampa e tifosi gioca un brutto scherzo all’ Inghilterra. La nazionale inglese delude e impatta 1-1 con gli Usa all’ esordio dei mondiali sudafricani.

Analizziamo coloro, tra i giocatori inglesi, che hanno inciso nel bene o nel male all’ andamento del match.

I buoni

Steven Gerrard 7 (in foto) – E’ suo il primo goal dell`Inghilterra in Sudafrica 2010. Dopo appena 4 minuti grazie ad uno dei suoi letali inserimenti, porta in vantaggio la sua squadra. Aggressivo e sempre concentrato per tutto l`arco dell`incontro.

John Terry 6,5 – Da solo regge l`intero reparto difensivo. Si fa trovare sempre al posto giusto, al momento giusto. Avra` perso i gradi di capitano, ma grinta e dinamismo non ne hanno risentito.

Glen Johnson 6,5 – Non sara` eccelso in copertura, ma si propone spesso e bene in fase di spinta. Dai suoi piedi partono pregevoli cross non sfruttati al meglio dai compagni.

I cattivi

Wayne Rooney 5 – Solo un tiro degno di nota in 90 minuti. Sembra la copia sbiadita dello straordinario giocatore ammirato tra le fila del Manchester United pochi mesi orsono. Mai nel vivo dell`azione, da un fuoriclasse del suo calibro e` lecito aspettarsi molto di piu`.

Robert Green 4 (in foto) – Che il portiere fosse il punto debole dell`Inghilterra in questa coppa del mondo, lo si sapeva, cosi come si era a conoscenza delle imbarazzanti difficolta` di Green sui tiri dalla distanza. Di questo Capello doveva tenerne conto.

James Milner 4 – Bocciato da Capello dopo poco piu` di mezz`ora, il centrocampista dell`Aston Villa sembra un pesce fuor d`acqua. Nei piani del manager italiano doveva aiutare Joe Cole a tenere a bada Donovan, senza pero` rinunciare alla fase offensiva. Fallisce entrambi i compiti.

da Manchester per “Il Barbapress“, Salvatore Caruso


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CAMPAGNA BARBAPRESS/ Rosella Sensi compra López! Per una A.S. Roma in formato MAXI! [VIDEO]

Dieci gol in sedici partite tra le fila del Catania hanno decisamente messo in mostra Maxi Lopez, 26enne attaccante argentino. Ottimo affare quello della squadra siciliana che lo ha acquistato dal Gremio per 3 milioni di euro, legandosi ai colori rossoazzurro fino al 2013. Ora il suo cartellino sembra valere 15 milioni.

La campagna de “Il Barbapress” si rivolge quindi alla dottoressa Sensi per spingerla all’acquisto di un’attaccante dal passato calcistico sicuramente non indimenticabile (vedi River Plate ed esperienza spagnola con Barcellona e Maiorca) ma che lo vede in doppia cifra ormai da 3 anni, in campionati completamente diversi come quello russo, brasiliano e italiano.

OFFERTA. Un sostanziale aumento dell’ingaggio, forse anche triplicato (al Catania Maxi guadagna intorno agli 800mila euro a stagione! ndB) e un posto da “quasi titolare” (Totti ahimè non giocherà sicuramente più di 30-35 partite viste le ultime annate costellate da problemi fisici) potrebbe far cadere il muro che l’ad Lo Monaco ha alzato intorno all’attaccante argentino.

IN SERIE A. Maxi Lopez ha esordito il 31 gennaio, in Catania–Udinese. 55 minuti sono bastati per rompere il ghiaccio, ed ecco il primo gol nel nostro campionato, giunto nel turno successivo in Lazio–Catania (nel video), proprio contro la squadra che aveva cercato di prenderlo nel mercato invernale.

Squadre di club
2001-2005 600px Bianco con striscia Rossa.png River Plate 56 (13)
2005-2006 600px Catalano azulgrana.png Barcellona 14 (4)
2006-2007 → 600px Rosso scuro e Nero.png Maiorca 26 (4)
2007-2009 600px Granata2.png FK Mosca 22 (10)
2009-2010 → Grêmio FB Porto-Alegrense.svg Grêmio 25 (12)
2010- 600px Azzurro e Rosso (Strisce).png Catania 16 (10)
Nazionale
2001-2004 Bandiera dell'Argentina Argentina U-20 29 (8)
Campionato sudamericano Under-20
Oro Uruguay 2003
Flag of PASO.svg Giochi panamericani
Oro Santo Domingo 2003

* fonte Maxi López – Wikipedia

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Sul Barbapress ecco “Paradiso amaro”

– “Oddio mio… e chi sei tu…?

Chi sei tu, figliolo…. Ma soprattutto come sei conciato, cosa t’è successo…? E comunque per tua informazione io sono S.Pietro

– “S.Pietro…?!? Ma allora vor dì che so morto… E com’è successo… Perché mi chiedi come so conciato, che intendi… Oddio me sento tutto strano… indolenzito…gonfio… Io nun me ricordo mica tanto bene quello che è successo…

Ah, si si… ecco… l’ultima immagine era quella de ‘na cifra de guardie che me davano ‘n sacco de botte… quello si che me lo ricordo… ‘cci loro come menavano sti ‘nfami… Si certo… magari potrò avecce avuto pure quarche atteggiamento sbajato…forse ribelle… ma pesavo 40 chili… venivo da un periodo difficile… depressione e rota de droga… e soprattutto stavo dentro pe na stronzata… 20 grammi de maria… che avrò fatto mai…?!?

Purtroppo la legge laggiù è quella…ci si è provato tante volte da quassù noialtri a metter un po’ di sale in zucca nelle teste di chi vi comanda… ma niente… continuano imperterriti a fare i loro porci comodi… ma come si dice… tutti dovranno passare da qua prima o poi

– “Si vabbè Sanpiè… te c’avrai pure ragione… ma io so morto… tiè guarda come m’hanno ridotto… e che so io questo…?!? Me faccio paura da solo e soprattutto che faccio qua mò… la vita mia è laggiù…nella Città Eterna mia… E mi padre…? mi madre…? mi sorella…? chissà che pena che se stanno a pijà… ce vorrei parlà pe spiegaje tante cose e chiede un po’ de giustizia… semmai de giustizia se possa parlà su quella specie de circo chiamato tera…

Certo se poi comincio a pensà che io chiedo giustizia e ce sta ancora al giorno d’oggi chi, ‘mbriaco, uccide 4 cristiani e va a finì a fa le pubblicità in televisione… se penso che ce stanno politici che invece d’annà carcerati pe cose de camorra accertate, nun solo mantengono er posto e ricevono solidarietà dar Parlamento, ma vojono e riescono pure rimanè in sella ar cavallaccio loro… mentre io, pe quarche canna de troppo, entro ar gabbio pe dritto e dopo na settimana ce esco coi “piedi avanti”… no… così nun va proprio bene.

Allora sai che c’è Sanpiè… come se dice a Roma STATE BENE COSI’… io me ne rimango qui… c’è aria più pulita e sicuramente niente merda, chè giù in 31 anni, t’assicuro, n’ho visto tanta… troppa… Certo me mancherà er ponentino de Roma mia… la mi famija… l’amici… ma a loro c’ariverò lo stesso. Dentro la capoccia o dentro ar core, sentiranno sempre la presenza de sto stronzo che, pe la cattiveria dell’omo, s’è ritrovato qui senza manco sapè perché… M’hai convinto Sanpiè… rimango promettime solo che quella gente senza core e senza palle che m’ha strappato alla famija e che, so sicurò, sulla terrà nun pagherà pe niente, davanti a te e a Dio, dovrà sardà er conto pe intero… Te chiedo solo questo…

Allora entro Sanpiè…
e comunque, piacere:

Stefano Cucchi…”

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EDICOLA BARBAPRESS/ La prima della Gazzetta. Roma-Inter 2-1: il morso della Lupa! [VIDEO]

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Anche il Barbapress vi augura:

TANTI AUGURI!!!

foto: flickr

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BARBAPRESS/ “Divisi dai colori, uniti dal pensiero”: ultras contro la tessera del tifoso! FOTO E VIDEO

La manifestazione contro la tessera del tifoso

Roma, 14 novembre – Una t-shirt bianca con su scritto “No alla tessera del tifoso”, e sul verso il credo che li muove : “Se i ragazzi sono uniti non saranno mai sconfitti”; nessuna sciarpa o vessillo di parte. Così oltre 300 tifoserie di calcio provenienti da tutta Italia si sono presentati a Roma per manifestare contro la “tessera del tifoso”, il provvedimento che introduce, dal 2010, lo strumento indispensabile per la regolamentazione di accesso agli stadi.

Juventus, Inter, Lazio, Roma, ma anche Latina, Frosinone, Fano, Casarano, Gubbio, Fermo. Da nord a sud, “divisi dai colori, uniti dal pensiero” – come recitava uno dei tanti striscioni – le migliaia di tifosi (5000 secondo le forze dell’ordine) hanno sfilato per le vie del centro di Roma a partire da piazza dell’Esquilino, passando per via Cavour, Fori Imperiali, Colosseo e Circo Massimo, fino alla Bocca della Verità, scortati dalle forze di polizia e rigorosamente guidati dal servizio d’ordine della manifestazione.

Chi si aspettava incidenti e tafferugli è rimasto sorpreso. Gli organizzatori avevano raccomandato con un volantino di non rilasciare dichiarazioni alla stampa e di attenersi solo ai cori lanciati dal megafono. E così è stato: tanta rabbia nelle urla dei manifestanti e qualche fumogeno, ma nulla più (solo qualche momento di tensione in via Cavour, subito sedato, quando alcuni fotoreporter e telecamere hanno tentato di uscire dagli spazi “consentiti” per le riprese).

La manifestazione contro la tessera del tifoso.bis

Bersagli preferiti le forze dell’ordine, i giornalisti, il ministro dell’Interno Roberto Maroni e l’agente della polizia Luigi Spaccarotella, omicida del tifoso laziale Gabriele Sandri. Proprio il ragazzo romano ucciso l’11 novembre di due anni fa nell’area di servizio Badia al Pino è stato invece sostenuto a gran voce dai manifestanti: “Giustizia per Gabriele” e “Gabriele uno di noi” le grida scandite. Cori anche a favore di Stefano Cucchi, il ragazzo romano morto in nella sezione detentiva dell’ospedale Sandro Pertini lo scorso 22 ottobre.

Tra i partecipanti anche il delegato allo sport del Comune di Roma Alessandro Cochi, e l’ex deputato Paolo Cento. “La tessera del tifoso è una schedatura di massa che allontana le famiglie dallo stadio – ha detto Cento – . Dobbiamo riportare le famiglie allo stadio e valorizzare la passione popolare; le curve sono un antidoto alla violenza se possono tornare a fare il tifo per la propria squadra. Governo e Parlamento devono aprire un dialogo con questa realtà di tifosi”. “Il clima è sereno – ha aggiunto Lorenzo Contucci, avvocato penalista che segue le cause degli Ultras -, l’importante è che tutto sia filato liscio, nonostante la rabbia e il clima di esasperazione”.

Giunti in piazza della Bocca della Verità, i tifosi hanno fatto sentire ancor più forte la loro voce. Le richieste: in primis la riforma dell’articolo 9 della legge Amato (legge n. 41 del 2007), che istituisce una sorta di diffida a vita e che impone a chi ha ricevuto un Daspo o una condanna il divieto di accesso allo stadio; poi il ritorno di tamburi, megafoni e striscioni negli stadi. Dalle curve il “no” alla tessera del tifoso è sceso in piazza: ora la “palla” passa nelle mani delle Istituzioni.

logo-goalcomdi Stefano Santini per Goal.com

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Il Barbapress sostiene la manifestazione nazionale “No alla tessera del tifoso”

Manifestazione Nazionale "No alla tessere del tifoso"

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