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BARBAPRESS/ Serie D. Il Fondi manca il primo match point: 2-0 per il Budoni

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di Piero Barbaro per “Professione Calcio” del 6/5/2010

Fondi (Latina) – Perso il primo match point per il Fondi che domenica scorsa non è riuscita a chiudere il campionato con quindici giorni di anticipo nel girone H di Serie D. La sconfitta esterna contro il Budoni per 2-0 mantiene ancora in vita le dirette inseguitrici della squadra in provincia di Latina, con il Pomezia staccato di cinque punti e il Sanluri lontano sei lunghezze.

E’ quasi sfinito a fine partita l’allenatore del Fondi, Stefano Liquidato (nella foto), che puntava nel mettere fine alle sue ansie e preoccupazioni proprio nella gara esterna contro il Budoni: “Il risultato della gara non rispecchia affatto l’andamento della partita che abbiamo condotto…”

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BARBAPRESS/ “Il complotto che viene, il complotto che va” secondo Massimo Moratti

(ANSA) – MILANO, 25 GEN – Moratti ha parlato di ”vento contrario”. Mourinho, lo ha detto piu’ chiaramente: ”non vogliono farci chiudere il campionato”. Nessuno ancora ha usato la parola complotto, ma questo sembra lo spettro evocato dall’Inter che scuote il calcio italiano. Tre anni e mezzo dopo Calciopoli, il club nerazzurro indossa di nuovo i panni della vittima adombrando dubbi sull’intero sistema del pallone: Lega Calcio, arbitri e avversari. Non ci sono intercettazioni ne’ fatti eclatanti, ma ”segnali antipatici”, come li ha definiti Massimo Moratti.

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BARBAPRESS/ Basket, Virtus Roma: il condannato è coach Gentile!

da Roma, Piero Barbaro per “Basket Ground” del 8/12/2009

L’anno scorso, di questi tempi, coach Jasmin Repesa aveva fatto un passo indietro e Allan Ray era stato allontanato dal roster della Virtus Roma. La Lottomatica “ripassa dal via” e si ritrova come nel dicembre scorso, al punto di partenza, quando con il coach croato arrivò una serie negativa di partite degna di quella attuale della squadra romana: tra campionato e Eurolega, sette sconfitte nelle ultime otto partite.

Non possiamo credere che la motivazione di “essere casertano” sia l’unica che faccia sentire pressione al coach della Virtus Nando Gentile che dopo la sconfitta contro Montegranaro decide di non passare ma di rilanciare: “Non mollo capito? Io non mi dimetto, Anzi quando la barca affonda io lotto di più. Così sarà più bello dopo.” Sarebbe lecito anche chiedersi quando arriverà questo “dopo” visto che solitamente, nel campionato italiano, mettere a referto 97 punti significa vincere di 20. Ma non nell’ultima domenica contro Montegranaro: punti subiti 103.

Difesa colabrodo. E’ la fase nel gioco del basket dove, si dice, si capisca che c’è un gruppo, uno spogliatoio unito. Quello di Roma sembra sfasciato allora. Per l’attacco cosa dire? Palla a due e difesa avversaria che si mette a zona. Non siamo tanto lontani dalla realtà visto che questa è stata la chiave dei successi di Biella, Cantù e Montegranaro. Sembra ci sia ormai un passaparola fra i club: “Mettiti a zona e Roma sembrerà una mosca in un bicchiere”.

Se fosse vero che coach Nando Gentile sente però la squadra vicina bisognerebbe chiederlo a Jaaber e Hutson per capire cosa stia succedendo ai due americani. Ibby non ruba più una palla e sta cadendo perché non riesce più a reggere sulle spalle le problematiche del gioco romano, Andre viene puntualmente ridicolizzato dal suo avversario di turno: domenica Brunner lo ha usato a piacimento sui due lati del campo, Hutson mostrava forse l’oneroso contratto firmato in estate.

Gli unici a mostrarsi veramente attaccati alla squadra del presidente Toti sono gli azzurri. La realizzazione di un nuovo progetto estivo interessante, “Romazzurra”, non deve essere buttato nel Tevere come si fa in certi momenti difficili.

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BARBAPRESS/ Lega Pro, AC Legnano Calcio: non Resta, arrivano gli inglesi!

di Piero Barbaro per “Professione Calcio

Legnano (Mi) – Passati in vantaggio ma poi raggiunti. Le vicende sportive del Legnano Calcio vanno di pari passo con quelle societarie: un punto che fa contenti tutti e nessuno allo stesso tempo. Nell’ultima gara la squadra lombarda non riesce a conquistare i 3 punti in palio tra le mura amiche dello stadio “Mari” e racimola un pareggio contro la solidità del Crociati Noceto di Pietranera, un giocatore francamente sprecato per la Lega Pro. I lilla del Legnano passano in vantaggio poco prima della mezz’ora di gioco con un tocco sottomisura di Marchetti che scatena le proteste degli ospiti visto un chiaro fallo di mano causato però da una spinta di un giocatore ospite ai danni del difensore di casa. La gara apparsa tutti in discesa però si complicava quando Magnani, il migliore tra i parmensi guadagna un rigore per un fallo da dietro ad opera di Silva: rigore che Pietranera realizza spiazzando Furlan.

Un punto che mister Scienza non disdegna visto anche il travagliato periodo che sta vivendo la Società. Tensione pari a quella della partita si sono vissute anche in settimana quando in una conferenza stampa si è venuto a conoscenza dei nuovi proprietari dell’AC Legnano e le ragioni del loro arrivo in città. Protagonisti di tanti buoni propositi e intenzioni sono stati l’imprenditore di Inveruno Giacomo Tarabbia, che sarà il futuro presidente, e l’esponente della Euro Partner Management Limited, una finanziaria inglese, Paolo Alberto Scrabole. Per quest’ultimo, il passaggio di proprietà a questo punto sembra un particolare: “Il contatto tra la finanziaria e alcuni imprenditori legnanesi preoccupati per le sorti della società lilla è avvenuto venti giorni fa. Ci siamo mossi subito e abbiamo trovato in Tarabbia la persone disposta a diventare presidente dell’AC Legnano. L’accordo con Resta (il presidente uscente, ndr) è stato quasi immediato ed è stato firmato un contratto preliminare d’intesa che dovrà essere perfezionato entro la fine di novembre. Noi tuttavia crediamo di poter anticipare i tempi e presentare ufficialmente la nuova società mercoledì 25 novembre al Leone da Perego“.

Come detto, presente anche il futuro presidente Giacomo Tarabbia, un imprenditore di Inveruno impegnato nell’ambito delle confezioni, titolare di una camiceria: “Dapprima ho offerto la mia collaborazione poi preso dall’entusiasmo per questo progetto ho aderito all’invito di diventarne il presidente. Credo che sarà importante il lavoro di gruppo e speriamo di farcela con questi collaboratori, nessuno escluso. Mi auguro anche di avere un supporto dalle autorità cittadine. Forse anche loro si aspettano qualche novità prima di muoversi“.

Circa invece i dubbi sui passati e sfortunati affari di Scrabole, lo stesso Tarabbia è passato al contrattacco chiedendo maggiore fiducia nel nuovo progetto: “Ho già sentito le vostre lamentele per le vicende collegate a Scrabole e Giordani. Vi posso assicurare che li conosco da anni e che si sono trovati coinvolti in stupidaggini. Sia io che loro, in questa iniziativa, ci stiamo mettendo la nostra faccia e per questo siamo sereni e tranquilli. La vostra diffidenza non aiuta certamente, ma noi chiediamo ugualmente fiducia e attenzione. Saranno i fatti poi a parlare”.

Fiducia e attenzione richiesta da Tarabbia che è già stata ottenuta visto il protrarsi delle conferenza stampa con gente seduta anche per terra oppure in piedi sulle panche. Presenti all’incontro anche una trentina di tifosi che si sono dimostrati, per voce di un rappresentante, assolutamente non soddisfatti e fortemente preoccupati. “Con il Legnano è vietato giocare. Non si scherza con la passione dei tifosi e con la storia di una società quasi centenaria”. Più chiari di così…

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BARBAPRESS/ Lega Pro: l’amuleto Vincenzo Bevo per salvare il Pro Vasto

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di Piero Barbaro per “Professione Calcio

Vasto (Ch) – Il talismano del Pro Vasto Football Club. Chissà se sarà questo il nuovo ruolo di Vincenzo Bevo nella storica squadra abruzzese nella Seconda Divisione della Lega Pro. Scherzi a parte, è lui il nuovo elemento di esperienza arrivato la scorsa settimana alla Pro Vasto. Classe ’75, una lunghissima esperienza in C ed in B, il curriculum di Bevo lascia già capire che tipo di giocatore sia: le maglie di Taranto, Cagliari, Salernitana, Palermo, Potenza, Catanzaro e Pisa non sono state indossate per caso. L’anno scorso, poi, la rapida storia finita male con il Messina in Serie D per contribuire al rilancio ma conclusasi negli studi degli avvocati a causa di inadempienze della società peloritana.

Bevo è un centrale di quantità e qualità, un uomo fortemente voluto dal diesse Luca Evangelisti che già domenica scorsa contro la Giacomense è riuscito a dare il suo apporto. Una presenza importante in un reparto e per una rosa ridotta dopo i lunghi infortuni e le rescissioni contrattuali di Cioffi e Ludovisi. Certamente un riferimento di spessore per Pino Di Meo che dopo l’ okay della Lega subito usato e gettato nella mischia Vincenzo Bevo alla prima occasione possibile: “E’ andata molto bene, con la squadra mi sono trovato ottimamente fin dai primi momenti e abbiamo ottenuto una vittoria strameritata anche se, alla fine, qualche episodio ci stava condannando. Abbiamo sofferto tutti insieme e siamo riusciti a portare a casa i tre punti.” Si annunciava un Pro Vasto trasformato e così è stato: Bevo ha preso per mano la squadra e l’ha fatta girare come si deve. Gioco di prima che ha messo in seria difficoltà la fase difensiva della Giacomense. Stesse difficoltà per la squadra avversaria quando partivano i millimetrici lanci che tagliavano fuori dall’azione più di un giocatore. Era proprio quello che Bevo si augurava per la sua prima partita: “Sono venuto qui con tanto entusiasmo e voglia di fare bene. Ho un grosso debito con chi mi ha portato qu (Evangelisti, ndr) i e ora devo ripagare la fiducia che mi è stata concessa. Vedo tutti i presupposti per una grande stagione qui al Pro Vasto.

Una grande stagione che per la squadra abruzzese deve coincidere con la salvezza dopo la partenza ad handicap che ha sorpreso lo stesso Bevo: “Oltre che per il glorioso nome che porta come squadra calcistica, per come si allena e per le idee che ha il mister non pensavo di trovare una squadra all’ultimo posto in classifica. Questo gruppo ha tanta qualità ma gli stessi compagni mi dicevano che non riuscivano mai ad ottenere risultati soddisfacenti anche per un pizzico di sfortuna eccessiva.” Una carriera, come detto, piena di esperienze e di soddisfazioni per il trentacinquenne centrocampista che adesso ha un unico obiettivo in testa: “Voglio salvarmi con il Pro Vasto e poi vedremo se ci sarà la possibilità di togliersi qualche altra soddisfazione. Ora la mia prima ambizione è costruire quel qualcosa che mi faccia ripagare appieno la fiducia di chi mi ha portato qua.

Nelle parole di Bevo non traspare assolutamente il pensiero di dover attaccare gli scarpini al chiodo, tant’è che la risposta sul “cosa fare da grandi” è piuttosto confusa: “Fare l’allenatore non è una mia aspirazione, mi vedo più come direttore sportivo e osservatore, insomma nei quadri dirigenziali. Ma ho ancora qualche sassolino da togliermi.” A questo punto la domanda a Bevo viene spontanea: quali sassolini? “Sono stati tre mesi senza squadra e non è facile stare a casa o comunque allenarsi senza avere in testa l’evento agonistico. Adesso non so se per motivi economici o per la carta d’identità ma ad un certo punto mi sono sentito dimenticato da tutti. La chiamata di Evangelisti è stata fondamentale, già lo conoscevo per averci lavorato insieme quattro anni fa. E’stato il più concreto ad interessarsi a me.

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