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BARBAPRESS/ Torna “Jericho”, la serie tv americana flop fatta ripartire dai suoi fans

Da venerdì sera alle 21.10 su FOX (canale 110 di Sky) è tornata la serie “JERICHO” con i primi due episodi. 

Un’intera cittadina americana viene immersa nel panico di chi non sa bene cosa è successo, e perchè, ma sa che il futuro ha subito una brusca interruzione…Così si apre la serie americana della CBS Jericho. Jericho è una immaginaria città del Kansas, e la serie si svolge nel periodo successivo ad alcuni attacchi nucleari che hanno distrutto le 23 piu’ grandi città degli Stati Uniti.

Tutto succede nei primi dieci minuti: il protagonista, il giovane e ribelle Jake (Skeet Ulrich, Scream) torna a casa dopo cinque anni nei Marines, e subito dopo, all’orizzonte, un misterioso fungo atomico appare e sconvolge la vita dei residenti, lasciandoli completamente isolati e nel dubbio di essere gli unici cittadini americani sopravvissuti ad un attacco nucleare. Terrore, rabbia e confusione cominciano a diffondersi, e in questa strana situazione, oltre ai numerosi problemi pratici, riemergeranno molti segreti e scheletri nell’armadio… Oltre a Jake, protagonisti della serie sono il resto della sua famiglia: il padre Johnston, sindaco della città, il fratello Eric, sposato ma non felicemente, e la madre Gail; più la sua ex ragazza Emily, ormai legata ad un altro ma che non lo ha dimenticato.

primo episodio

Pilot: the first 17 hours

Un fungo atomico getta Jericho nel panico. Gli abitanti si credono gli unici sopravvissuti, e tra loro c’e’ Jake Green, tornato dopo anni di assenza. 

secondo episodio

Fallout

Una pioggia radioattiva minaccia Jericho, e i cittadini si rifugiano nei bunker. Intanto, Robert Hawkins rivela di essere un ex poliziotto specializzato in allarmi atomici. 

Jericho, il film? I fan hardcore di Jericho, che non hanno mai mollato, potrebbero aver ottenuto un’altra eclatante vittoria, dopo aver già una volta salvato la serie dalla cancellazione, con la famosa campagna della noccioline.  Secondo IF Magazine, il produttore esecutivo Jon Turtletaub ha confermato che sta sviluppando un film su Jericho. Come ha spiegato a IF Magazine: “Stiamo sviluppando un film per Jericho, unfilm che non richiederà  aver visto la serie, dato che non sarà incentrato sulla città di Jericho ma mostrerà una visione degli eventi su scala nazionale. Insomma, sarà una versione in grande di quello che è successo a Jericho“.

C’è sicuramente da essere entusiasti all’idea, però bisogna fare attenzione a non farsi prendere troppo, la parola chiave qui è: “sviluppando”. Il commento di Turtletaub potrebbe semplicemente significare che sta riflettendo sull’idea e sta pensando a possibili scenari per il film. Al massimo ne starà parlando con gli altri produttori di Jericho e con potenziali studios. In ogni caso penso sia troppo presto per considerare il film di Jericho una realtà…. ma mai dire mai.

JERICHO ITALIA – Il primo sito italiano dedicato alla serie

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LIBRERIA BARBAPRESS/ “La filosofia di Lost” di Simone Regazzoni

«Lost», sfida tra Fede e Ragione

E’ una delle serie che meglio ci aiutano a riflettere sul mondo contemporaneo, popolata com’è da misteri insoluti

Con grande trepidazione è ripartito Lost, giunto in tanto alla quinta stagione (Fox, canale 110 di Sky, ore 22.05). Firmato da Damon Lindelof, Carl ton Cuse e dal grande J.J. Abrams, Lost è una del le serie che meglio ci aiutano a riflettere sul mon do contemporaneo, popolata com’è da misteri insoluti: viaggi nel tempo, tempo circolare, cospirazioni, fenomeni inspiegabili, lotta per la sopravvivenza, sfida fra Fede e Ragione.

A Lost ha dedicato un prezioso libro Simone Regazzoni, consigliabile a tutti coloro che non vogliono fermarsi alla superficie delle cose: “La filosofia di Lost”, Ponte alle Grazie editore, 2009. Scrive Regazzoni: «La natura filosofica di Lost non si esaurisce nel gioco dei nomi di famosi filosofi attribuiti ai personaggi (Locke, Rousseau, Hume, Bentham) o in quello di qualche filosofo esplicitamente citato (Nietzsche)… Piuttosto occorre dire che la filosofia lavora al cuore di tenebra di Lost nella forma di una serie di questioni fondamentali: Che cos’è un’isola? Che cosa significa so­pravvivere? Esiste il mondo esterno o è una mera illusione? Che cos’è la verità? Che cosa significa con-vivere? Qual è il rapporto fra fiction e real life?». Il libro parte dal presupposto che il volo 815 dell’Oceanic, come ogni altra grande narrazione, vada oltre le intenzioni ini ziali dei suoi autori e accenda nell’interpretazione il desiderio di sapere, scoprire, trovare. Lost è una ricerca di verità sot­to forma di racconto e di enigma perché «la verità si nutre di finzione».

La qualità più bella di questa riflessione è che nasce da una profonda conoscenza di Lost e dei suoi episodi, dal piacere della visione, dall’analisi della sua scrittura. È la prima volta, ad esempio, che in tv il flashback viene usato in senso metafisico, come se la concretezza del presente fosse un’astrazione lungamente elaborata prima di noi e da noi: ogni immagine diventa così un miraggio, l’attesa di un destino. Anche la finzione si nutre di verità.

di Aldo Grasso per Corriere.it dell’ 8/5/2009

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