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BARBAPRESS/ Europa League: la Roma riparte dai punti fermi di Spalletti

Prima gara stagionale per la Roma, terzo turno per i belgi allenati dall’ex grande portiere Preud’homme che arrivano per la prima volta come avversari della Roma. Non poteva che creare qualche difficoltà di troppo la squadra belga del Gent che nel prossimo fine settimana inizierà il campionato ed è evidentemente più in palla dal punto di vista fisico dei romanisti. Una Roma, quella di Spalletti, che riparte dai suoi punti fermi: Totti, Mexès, Pizarro e soprattutto Vucinic che in pochissimi minuti di gioco regala il gol che forse chiude i giochi per questo turno di Europa League.

In campo – La Roma si presenta alla sua prima sfida della stagione con lo stesso problema della scorso anno. Sono tanti, infatti, gli infortunati che possono prendere parte alla gara: Menez, Baptista, Juan, oltre ai lungodegenti Doni, Cicinho. A livello tattico Spalletti presenta per la prima volta il suo nuovo 4-2-4 con Guberti e Taddei sulle fasce che giocano davvero larghissimi. Il Gent di Preud’homme invece si presenta con una colonia di giocatori stranieri tra sloveni, serbi e marocchini, oltre a sudafricani e sudamericani. Da tenere d’occhio Azofeifa e Maric mentre El Ghanassy va in panchina dopo il gol decisivo nello scorso turno preliminare. Preud’homme schiera la sua squadra con la consueta caratteristica che non cambia mai ovvero una forte predisposizione alle ripartenze veloci.

Si gioca – C’è molta curiosità per questa nuova Roma e soprattutto per l’unica faccia nuova della squadra di Spalletti: Guberti. Proprio l’esterno sinistro al 2’ rientra sul destro per la prima conclusione della partita che finisce però a lato. Al 22’ cambia tutta la gara con il gol che arriva alla prima conclusione dei belgi: cross dalla tre quarti che taglia fuori Mexès, Riise lascia solo Leye che di testa è libero di insaccare alle spalle di Artur per il parziale 0-1. Al 26’ altra disattenzione della difesa giallorossa con Ljubijankic che di tacco non riesce a deviare verso la porta giallorossa. Due volte Mexès di testa su calci d’angolo e De Rossi su punizione al 30’ rappresentano la sterile reazione al gol belga. Un occasione al minuto per la Roma di fine tempo: al 38’ sfiora il gol De Rossi con un tiro mancino; dopo 60” si distende Ljubijankic sulla conclusione da fuori area di Guberti. Totti torna alle “battaglie di un tempo” fatte di provocazioni e reazioni vistose: l’avversario di turno questa volta è Duarte. Si va negli spogliatoi sul vantaggio belga.

Nel secondo tempo altra storia per la Roma di Spalletti che va subito all’attacco e dall’ennesimo fallo di Duarte su Totti nasce il gol del pareggio di Mexès che devia involontariamente la punizione potente sempre dello stesso capitano della Roma (55’). Al 72’ su un generoso calcio di rigore concesso per fallo su Totti arriva il gol del 2-1: si pareggiano i conti con una mancata concessione della massima punizione su un fallo subito da Taddei precedentemente sulla sinistra. Il Gent non ne ha più e rimane anche in 10 sul lampo di Cerci subentrato sulla destra per Taddei. All’85’ arriva il 3-1 grazie alle penetrazione centrale di Pizarro che mette il neo entrato Vucinic davanti a Ljubijankic, il montenegrino mette a sedere il portiere e sigla il 3-1 che mette tranquillità per la gara di ritorno.

La chiaveIl carattere giallorosso sicuramente cambia il destino della gara. L’esser andati in svantaggio all’unica occasione concessa e trovato il muro dei belgi ben allestito da Preud’homme ha buttato subito giù l’animo dei giocatori giallorossi che sono stati bravi nella seconda parte di gara a non perdersi contro l’accanita difesa dei blu del Gent.

La chicca – Caldo letteralmente africano allo stadio Olimpico. A testimonianza di questo un fatto sicuramente particolare: al 30’ il primo assistente dell’arbitro deve essere “soccorso” dal quarto uomo che gli recapita una bottiglia d’acqua per un rapido

Top&Flop – Buono sicuramente l’esordio di Guberti che dimostra di essere un buon giocatore per 60’, fino a quando gli reggono le gambe. Buone anche le prestazioni in difesa di Motta e Mexès, il francese però si prende qualche rischio di troppo. Positivi e decisivi i nuovi entrati: Cerci provoca l’espulsione di Thompson mentre Vucinic segna il gol del 3-1. Da rivedere Riise che naturalmente non ha i tempi del centrale mentre Okaka continua a mancare l’appuntamento con il gol. Tra i belgi, il gol di Leye poteva significare qualcosa se non fossero arrivati i 3 gol romanisti; nel primo tempo un grande Ljubijankic evita parecchi gol per i suoi mentre Duarte fallisce nel suo ruolo di provocatore di Totti.

logo-goalcomPiero Barbaro per Goal.com del 30/07/2009

TABELLINO:

ROMA – GENT 3-1

MARCATORI: 22′ Mbaye (G); 56’ Mexès; 72′ Totti ®, 85′ Vucinic

ROMA (4-4-2): Artur 5.5, Motta 6.5 (42′ st Cassetti sv), Mexes 7, Riise 5, Tonetto 6, Taddei 6 (22′ st Cerci 6.5), Pizarro 6.5, De Rossi 6, Guberti 6.5, Totti 6.5, Okaka 5.5 (33′ st Vucinic 6.5). All.: Spalletti 6.5.

GAND (4-2-3-1): Jorgacevic 7, Grondin 5.5, Suler 5.5, Wils 5.5, Thompson 5, Smolders 5.5, Duarte 5, Azofeifa 6 (36′ st Lepoint sv), Maric 6, Mbaye 6 (32′ st Hanstveit sv), Ljubijankic 5.5 (13′ st Custovic 5.5). All. Preud’homme 6.

ARBITRO: Gomes Costa 6

AMMONITI: Azofeifa, Maric, Mbaye e Custovic (G) per gioco scorretto; Totti (R) per scorrettezze.

ESPULSO: Thompson (G) per doppia ammonizione


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BARBAPRESS/ Roma-Lecce 3-2: Capitan Totti non molla il sogno Champions

fonte: Goal.comlogo-goalcom

Una doppietta del numero 10 e un goal di Brighi piegano un Lecce mai domo.

Una giornata decisamente pro Roma per la squadra di Spalletti che riesce a sfruttare al meglio la sconfitta di ieri del Genoa contro la Lazio e la caduta friulana della Fiorentina di Prandelli. Una gara giocata soprattutto con la forza dei nervi da entrambe le squadre arrivate al momento clou della stagione per il raggiungimento dei rispettivi obiettivi stagionali. Il gol decisivo arriva su un calcio di rigore procurato da Baptista che farà discutere con il Lecce che esce dalla partita quando Ariatti decide di andare a fare la doccia anticipatamente a causa di un brutto intervento sul cileno Pizarro.

In campo – Il Lecce di mister De Canio si presenta con la nuova veste da trasferta con il solo Tiribocchi davanti, assistito da Caserta che si muove davanti ad altri quattro centrocampisti: un progetto tattico che però durerà poco tempo. Con Domenichini in panchina, e Spalletti in tribuna perché squalificato, la squadra di casa invece scende in campo con la coppia di centrali di difesa inedita Diamoutene-Riise (la stessa dell’Arsenal dopo l’uscita per infortunio di Juan), Artur in porta al posto di Doni e il nuovo (consueto) infortunio durante il riscaldamento di un giocatore giallorosso. Questa volta tocca a Taddei che sente indurire il flessore destro che già nella giornata di ieri aveva sottoposto a risonanza magnetica con esito negativo. Entra negli 11 Brighi che doveva rimanere fuori per respirare un po’ dopo tante partite giocate consecutivamente.

Si gioca – I giocatori giallorossi sembrano ispirati e ci vogliono soli due minuti per capirlo grazie ad un’incursione centrale di De Rossi, triangolo con Totti e tiro centrale che Benussi respinge senza bloccare per paura del pallone bagnato. Dopo neanche un minuto il gol del vantaggio romanista: punizione dal limite dell’area di Baptista che Benussi è bravo a respingere ma sul pallone vagante al centro dell’area arriva Totti che batte il suo diretto avversario e mette in rete di destro il gol del parziale 1-0. La partita del Lecce e di De Canio inizia subito in salita anche con l’infortunio di Caserta che dopo una conclusione si infortuna dovendo lasciare il campo alla seconda punta Papadopoulos. La squadra salentina però ancora non è entrata in gara e il gol del 2-0 arriva al 13’ su una disattenzione della difesa leccese che lascia indisturbato Brighi al centro dell’area per il tape in facile sul cross dalla destra proveniente da Motta. Le squadre si allungano e la Roma sembra vivere una gara tranquilla che si riapre al 31’ grazie a Munari bravo a sfruttare al meglio un rimpallo al centro dell’area che permette al centrocampista salentino di siglare il gol che accorcia le distanze.

La seconda frazione di gioco inizia con il piglio del primo tempo: la Roma sempre nella metà campo leccese e i salentini che ripartono in contropiede. Dopo un’occasione per Totti in area di rigore su palla proveniente da calcio d’angolo arriva il gol del pareggio per i ragazzi di mister De Canio: ottima ripartenza dalla destra che porta il pallone sulla sinistra per Tiribocchi che finta il tiro col mancino servendo in profondità Papadopoulos, il greco è bravo ad incrociare di destro sul secondo palo senza lasciare scampo ad Artur (55’). La squadra giallorossa reagisce subito iniziando nuovamente a manovrare nella metà campo leccese. Il gol che deciderà la partita però arriva su un calcio di rigore più che dubbio: dalla sinistra, sul lato corto, Baptista punta Edinho, lo supera di netto con il pallone andando però addosso al suo connazionale. Per Mazzoleni non ci sono dubbi per la massima punizione che Totti è bravo a trasformare per il definitivo 3-2 (59’). Le speranze del Lecce di uscire con un punto dall’Olimpico svaniscono sulla punizione di Zanchetta al 62’ ben respinta lateralmente da Artur e dopo l’espulsione di Ariatti (72’) che costringe De Canio ad inserire Ardito per Tiribocchi dopo essersi giocato la carta Conan come terza punta.

La chiave – Sicuramente la forza dei nervi della Roma premia i giocatori di mister Spalletti che sfruttano al meglio i primi minuti per indirizzare la partita sul giusto binario. Anche dopo il pareggio di Papadopoulos, la squadra capitolina inizia nuovamente a macinare gioco arrivando al goal su rigore di Totti.

La chicca – Se fosse sceso in campo si sarebbe sicuramente sentita aria di derby per Guglielmo Stendardo. Il difensore ora in forza al Lecce sembra comunque spaesato e prima che inizi la partita si va a sedere sulla panchina sbagliata, andando sul lato dove c’è abitualmente la panchina biancoceleste della Lazio, quella della squadra di casa. Per lui 90’ minuti a scaldare la panca.

Top&Flop – Nel Lecce Edinho e Tiribocchi sono decisamente due elementi importanti. Il brasiliano ex Internacional di Porto Alegre dirige nel primo tempo ed è l’autentico protagonista nel migliore momento leccese del primo tempo. Il Tir di Fiumicino invece si propone per fare gioco anche a metà campo, delizioso l’assist per il gol del 2-2. Tirata d’orecchie per la coppia centrale leccese che ci mette troppo tempo ad entrare in partita. I due gol a freddo nel primo tempo, seppur recuperati, mettono in salita la strada per una squadra troppo debole in questo campionato.  

Nella Roma, Totti ritorna in buona forma e gli effetti si vedono su tutta la squadra: in un campionato pieno di infortuni, nono e decimo gol stagionale sfruttando al 100% la punizione di Baptista e l’azione personale del brasiliano per il rigore che risulterà decisivo. Perrotta corre come di consueto tanto ma quando arriva al tiro c’è da fare i conti con i piedi non proprio eccelsi.

TABELLINO

ROMA – LECCE 3-2

MARCATORI: 3’ Totti (R), 13’ Brighi (R), 31’ Munari (L), 55’ Papadopoulos (L), 59’ rig. Totti (R)

ROMA (4-2-3-1): Artur 6.5, Motta 6.5, Diamoutene 6, Riise 6.5, Tonetto 6.5, Pizarro 6.5, De Rossi 6.5, Brighi 6.5, Perrotta 5.5, Baptista 6.5 (83′ Cassetti sv); Totti 7 (90′ Montella sv). All.: Domenichini 6.5.

LECCE (4-4-1-1): Benussi 6; Polenghi 6, Fabiano 5, Esposito 4.5, Giuliatto 5.5, Munari 6.5, Edinho 6.5 (70′ Konan 6), Zanchetta 6, Ariatti 4.5; Caserta sv (8′ Papadopulos 6.5), Tiribocchi 6.5 (74′ Ardito sv). All.: De Canio 5.5.

ARBITRO: Paolo Mazzoleni di Bergamo 6.5

AMMONITI: 17′ Zanchetta (L), 66′ Diamoutene(R)

ESPULSO: 72′ Ariatti (L)

di Piero Barbaro per Goal.com del 19/04/09

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