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BARBAPRESS/ Poker on line? Impossibile truffare!

È veramente possibile truffare al poker online? Un’approfondita analisi degli ultimi clamorosi scandali di truffa al poker online esamina come queste frodi siano state perpetrate, e soprattutto come siano state scoperte. Tutto quello che succede dietro alle quinte del poker su internet. Un vero e proprio “giallo del poker” che si conclude con una rassicurante “happy end”.

Un’ultima clamorosa vicenda di truffa al poker online, perpetrata da alcuni giocatori americani a danno di altri utenti e smascherata negli ultimi tempi, è stata ampiamente discussa su tutti i media, in particolare sul prestigioso giornale Washington Post e sulla trasmissione televisiva 60 Minutes. Questa frode ha riacceso il dibattito sulla pericolosità del gioco d’azzardo online rispetto al gioco nei casinò veri e sulla necessità di regolarizzare il gioco online in quei paesi in cui è vietato per legge. I due siti sui quali è stata perpetrata la frode sono Absolute Poker e Ultimate Bet.

Quello che comunque risulta sorprendente è quanto queste truffe vengano scoperte nel settore del poker online, mentre il settore dei casinò online non produce scandali di questo genere. Per capire come mai questo succede, bisogna prima di tutto capire la differenza fra i due tipi di servizi offerti ai giocatori d’azzardo virtuale.

Come funzionano i siti di casinò online e di poker online

I casinò online offrono diverse tipologie di gioco: giocatore singolo, multigiocatore o gruppo privato. In tutte queste tipologie si gioca contro il casinò. Un giocatore non può quindi imbrogliare altri utenti ma solo la casa da gioco stessa, e la casa da gioco, nel caso avvenga una truffa ai danni di un giocatore, è la prima ad essere sospetta del fattaccio. Esiste quindi una sorta di “equilibrio della paura” che funziona come deterrente per malintenzionati. Nel caso il software di gioco sia manomesso, è molto più difficile scoprirlo sia perchè il gioco è spesso solitario, e sia perchè molti dei giochi si basano unicamente sulla fortuna. Quando un gioco richiede una componente di abilità ed è giocato in gruppo, è molto più facile riconoscere “pecche” della piattaforma di gioco o un comportamento insolito di un altro utente.

Anche le poker room online offrono diverse tipologie di gioco: tavoli cash o ring games, tornei sit&go di vario livello fra i quali anche tornei high stakes, con quote d’iscrizione estremamente elevate. A differenza dei casino online, giocando al poker online ci si confronta con altri giocatori e non si gioca contro la casa che percepisce una percentuale delle scommesse (rake) e non prende parte al gioco.

Come può essere perpetrata una truffa?

In un sito di poker online può succedere che ci sia una “falla” nel software di gioco, che questa sia sfruttata in modo illecito da un giocatore e che gli operatori del sito di poker online non se ne rendano conto, o che prenda loro un certo tempo per venire a conoscenza del problema. Può anche succedere che giocatori di diverso livello si diano il cambio nella stessa partita, e anche in questo caso la casa da gioco non ha modo di scoprirlo, o di nuovo prende diverso tempo smascherare i malfattori.

Un’ultima possibilità, che in questo momento si trova al centro dell’ultima truffa di cui parlano i media americani, è rappresentata da una “falla” nel software di gioco e chi l’ha scoperta la sfrutta in modo criminale, o se qualcuno all’interno dell’azienda si è messo d’accordo con un giocatore malintenzionato ai danni di altri utenti, e si dividono i soldi guadagnati impropriamente.

Come e chi scopre la truffa

Generalmente quando si crea una situazione del genere, i primi ad avere sospetti sono i giocatori stessi, e la maggior parte delle truffe al poker su internet è stata scoperta e sventata dagli stessi utenti della poker room online. Nel poker esiste sicuramente la componente aleatoria data dalla distribuzione delle carte, ma il vantaggio di questo gioco, e questo vale anche quando è giocato online, è che è un gioco di strategia e abilità, e ogni giocatore sviluppa uno stile di gioco a sé proprio.

Ci sono dunque due fattori principali che possono rendere un giocatore sospetto: se vince o perde troppo, o se improvvisamente cambia il suo stile di gioco.

Se un giocatore perde o vince troppo, il sospetto immediato è che sia venuto in qualche modo a conoscenza delle carte dell’avversario. In quest’ultima truffa, avvenuta su Absolute Poker e Ultimate Bet, i malfattori non hanno resistito alla tentazione di fare molti soldi e velocemente. Questo li ha portati ad iscriversi prima di tutto a tavoli con poste piuttosto elevate, e quindi frequentati da giocatori di ottimo livello ed esperienza, e a giocare in modo da non perdere nessuna mano di gioco in numerosissime sessioni consecutive di poker, il che in breve tempo ha destato i sospetti degli altri utenti. Le case da gioco registrano i dati delle sessioni di gioco di ogni partita, e quando i giocatori che si erano insospettiti hanno richiesto, ottenuto ed esaminato questi dati hanno immediatamente capito che qualcosa non andava bene.

Nel 2007 è avvenuto un altro famoso caso di truffa quando il pro di poker Sorel Mizzi ha rimpiazzato l’amico Chris Vaughn, editore capo del magazine di poker “Bluff Magazine”, nella fase finale di un torneo di poker di Full Tilt Poker che garantiva un primo premio di 1.000.000 di dollari. Una settimana dopo la cosa si è ripetuta, questa volta su Pokerstars. In questo caso di truffa, chiamato comunemente “account selling”, i giocatori di Full Tilt Poker si erano insospettiti a causa del cambiamento di stile del vincitore.

I giocatori di poker online costituiscono una vera e propria comunità. Consultano forum, scrivono blog e si consigliano in rete. Dal momento in cui la notizia di una possibile truffa viene pubblicata sul web, immediatamente tutti cercano di prestare aiuto e di analizzare il caso per scoprire la verità. Bisogna essere veramente esperto per riuscire a perpetrare una truffa al poker online, in particolare in tavoli high stakes. La possibilità di riuscirci è quasi nulla. Da un lato chi imbroglia non ha la pazienza di farlo su tavoli a basse quote in cui non riesce ad accumulare soldi abbastanza velocemente e in quantità soddisfacente, e d’altro canto quando gioca su tavoli high stakes, il livello degli altri giocatori, la loro esperienza e la loro capacità di analizzare il gioco degli avversari rende una truffa quasi impossibile.

In teoria, dunque, è possibile truffare al poker online. In pratica è quasi una “missione impossibile”.

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Il Barbapress sostiene Roja Directa: lo sport gratis on line non è reato!

Dopo la notizia della Francia, arriva per gli amanti delle condivisioni libere una buona notizia da un tribunale spagnolo, infatti sembra che il sito Rojadirecta l’abbia spuntata in quanto non trasmette lei stessa lo sport gratis sul internet ma si occupa solo di avere i link alle risorse esterne.

Sembra proprio che a riequilibrare le sorti ci abbia pensato un giudice spagnolo, mentre in Francia si prova a far passare una nuova legge per punire severamente chi pratica il P2P, in Spagna è successo quasi il contrario:  in pratica il sito Rojadirecta è stato assolto per non aver commesso il fatto, dall’accusa di distribuire e permettere ad altri la visione di materiale coperto da copyright, questo sono le accuse lanciate da Audiovisual Sport (un network che diffonde le partite della liga e non solo in forma criptata visibile solo agli abbonati). In realtà come ha dimostrato la sentenza il sito si limitava a proporre link a programmi o a risorse gestite da utenti che permettevano di vedere questo tipo di contenuti.

Il giudice dice che in pratica il sito non ha fornito nessun codice o metodo per decriptare il segnale ma si è limitato a fornire dei link a siti situati in località straniere (vedi Cina) dove legalmente è poi possibile vedere questi programmi in quanto le emittenti TV hanno acquistato i diritti agli eventi sportivi. Infatti le comunicazioni arrivano tramite il metodo P2P e programmi particolari che permettono la trasmissione delle partite in streaming, quindi non segnale proveniente da terra spagnola, ma rigirato dalle emittenti TV cinesi.

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