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BARBAPRESS/ Serie D, Andriani: “Col Castellana per tornare tra i professionisti”

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di Piero Barbaro per “Professione Calcio”

Castellana Castelgoffredo (MN) – Un poker subìto che non deve far preoccupare i tifosi del Castellana. Ne esce così, con quattro reti al passivo, la squadra lombarda contro la capolista e più forte Pisa: i 19 punti in 7 partite non saranno un caso per i toscani.

Per Maycol Andriani, centrocampista (ma anche difensore per necessità) del Castellana, c’è tanto però da prendere da questa gara: un primo tempo giocato davvero bene dove i nerazzurri toscani hanno dovuto soffrire e non poco. Il gol di Partic che sblocca il risultato, la rete del 2-2 di Pedrocca dopo la doppietta nerazzurra di Carparelli. Poi il Pisa prende il sopravvento e i tre punti se ne vanno: “C’è grosso rammarico. Era una trasferta difficile e lo sapevamo. Però quando siamo andati in vantaggio ci abbiamo sperato almeno in un punto. Abbiamo pareggiato nel secondo tempo dopo 15-20 minuti di vero e proprio black out, poi sono arrivati i due rigori che ci hanno tagliato le gambe. Comunque nella seconda parte di gara non eravamo stati brillanti come nella prima, dovevamo tenere di più dal punto di vista mentale ma quel nostro pessimo inizio di secondo tempo ci ha messo la partita tutta in salita. E poi davanti avevamo una squadra fortissima, non a caso è l’attuale capolista.

Nonostante i quattro gol presi si intuisce dalle parole del giocatore del Castellana Calcio che ci saranno tante soddisfazioni in questa stagione. “Sono fiducioso, questa è una buona squadra, giovane sicuramente ma con alcuni giocatori esperti al punto giusto. Quando ti scontri con delle realtà come quella del Pisa però, la differenza d’esperienza si sente eccome.” Per Andriani comunque l’obiettivo rimane quello fissato dalla società ad inizio stagione: “Il nostro obiettivo finale è quello della salvezza, dobbiamo rimanere con i piedi per terra anche dopo prestazioni buone come quelle del primo tempo di Pisa.” Una stagione particolare quella del giocatore della squadra lombarda, una preparazione fatta altrove, un contatto e il passaggio a metà settembre al Castellana, ora la posizione in campo che cambia molte volte: “Sì adesso sto giocando da difensore centrale ma il mio ruolo è quello di centrocampista che giostra davanti alla difesa, quello che cerca di fare filtro. Il mister però lo sa che se vuole posso giocare anche da attaccante. L’importante è che la maglia vada dall’uno all’undici.”

Una stagione partita da poco con la squadra lombarda: “Ho fatto la preparazione con la San Bonifacese, sono arrivato all’ultimo, conoscevo già qualcuno qua e poi quando ho incontrato Petresini non ci ho pensato due volte a venire al Castellana Calcio. Ho esordito alla quarta di campionato.” Dopo due anni in Seconda Divisione, Andriani ha deciso quindi di riniziare dalla Serie D: “Questa è un’esperienza in una squadra giovane dove sono sicuro riusciremo a fare grandi cose. Dopo i miei 2 anni in Serie C2, il mio potrebbe sembrare un passo indietro ma io lo valuto come una stagione per potersi rilanciare e tornare nel mondo dei professionisti. Qua si può fare bene, ho capito quali sono gli obiettivi e se li raggiungeremo vorrà dire che anch’io avrò fatto bene.” Ovviamente il sogno di tutti i giocatori è quello di arrivare più in alto possibile ma per chi c’è già stato l’obiettivo è senz’altro ben visibile: “Mi sento all’altezza dei professionisti. Ho fatto due anni nella vecchia Serie C2 e senza presunzione ho visto che ci posso stare in quella categoria. L’unico viatico però per tornare a livello personale su quello standard sarà quello di far bene con il Castellana e permettere alla squadra di salvarsi.

Salvezza che dovrà passare necessariamente anche dalle partite in casa dove la tifoseria della squadra lombarda dovrà farsi sentire un po’ di più: “Sicuramente il nostro ambiente non è quello di Pisa in cui abbiamo giocato la scorsa domenica. Però allo stadio i nostri tifosi si fanno sentire il giusto, ti permettono di lavorare con grande tranquillità , senza eccessive preoccupazioni e soprattutto pressioni. Il loro apporto naturalmente andrà di pari passo a quello che riusciremo a fare noi in campo: se venissero buoni risultati, sarebbe quasi scontato ritrovarsi allo stadio con una marea di tifosi. Noi faremo di tutto per non disattendere le nostre aspettative e di conseguenza anche quelle del pubblico del Castellana.

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BARBAPRESS/ Lega Pro, Gela Calcio: aspettando Cunzi, sognando la Prima Divisione!

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Gela (CL) – Quattordici punti frutto di 4 vittorie e 2 pareggi. Il Gela calcio è ancora imbattuto in questo inizio di campionato ed ha la difesa più forte in assoluto. Dalla società arrivano voci che parlano di un “anno di transizione” ma se il buongiorno si vede dal mattino, i tifosi biancocelesti siciliani possono sognare. A questo positivo inizio di campionato ha partecipato anche Evangelista Cunzi che proprio una settimana fa, però, si è operato a Perugia dopo la rottura del crociato interiore e il menisco esterno. A sette giorni dall’intervento, Evangelista sta già in ottime condizioni psicologiche nonostante il brutto infortunio occorsogli: “Mi hanno detto che il recupero da questo infortunio è soggettivo: dipende da quanto mi impegnerò per tornare i miei livelli. Dopo una settimana comunque il ginocchio già risponde. Sono stato operato da uno dei migliori professori d’Italia, a Perugia, il professor Cirulli. Dopo la prima visita, ho già avuto il via libera per iniziare a fare i primi esercizi.

A causa di una febbre post operazione, nell’ultima domenica, non è riuscito a seguire il Gela nella vittoria esterna contro il Vico Equense anche se se l’è fatta raccontare da bomber Pasca: il gol vittoria arriva dopo il palo colpito da Chiavon, direttamente da calcio di punizione, e la respinta veloce in gol di Geraldi che di testa mette in rete. Grande feeling con il centroattacco del Gela ma anche con tutti gli altri del reparto d’attacco: “Giocando con il 4-3-3, io da attaccante esterno mi stavo alternando con Criniti e Vianello mentre Pasca teneva sempre la posizione centrale. Sono tanti anni che gioco in questa categoria ma sono rimasto veramente sorpreso dalla forza di Pasca, uno che potrebbe giocare da solo in attacco, quando si dice che fa reparto da solo.

Per Evangelista Cunzi, invece, primo anno in una nuova squadra, il Gela appunto, dopo i 2 anni al Cassino. Poi la scadenza del contratto e la telefonata dell’8 agosto del direttore Donnaruma che ha fatto scegliere il Gela e Gela: “E’ stata una situazione particolare, a gennaio già ero libero di poter firmare con chiunque. Il Cassino ha adottato una strategia un po’ strana. Ho avuto un infortunio di un mese e mezzo e poi dopo poche partite una ricaduta. Non so se è per questo motivo ma alla fine non mi hanno rinnovato il contratto. Erano due infortuni non gravi quindi non penso sia stato dovuto a cause di natura fisica. Comunque nelle mie ultime 27 partite (23 a Cassino e 4 al Gela) ho segnato 12 gol. Per un attaccante esterno che gioca prevalentemente sulla fascia non mi sembrano pochi.” Fatto sta che poi arriva la telefonata estiva di Donnaruma (“Una persona che conosco già da 10 anni, mi ha sempre affascinato lavorare con lui ed alla fine ce l’ho fatta”) . Una scelta che per Cunzi si è rivelata subito azzeccata: “Dopo Catanzaro e Andria mi sono ritrovato in questa piazza che mi ha subito dimostrato che cosa significa essere attaccati alla maglia. I tifosi erano delusi dall’andamento della scorsa stagione ma hanno subito riportato un grande entusiasmo fin dalla prima giornata di campionato. Hanno dimostrato grande amore per la maglia e adesso noi dobbiamo fare di tutto per non far scemare questo entusiasmo che si è creato intorno alla nostra squadra.

Anche il Gela Calcio dal punto di vista societario ha rappresentato una vera novità per Cunzi: “Sono rimasto sorpreso ed esterrefatto dall’organizzazione di questa società. Ho riconosciuto delle persone veramente “malate di calcio”. Sono davvero felice di aver accettato questa nuova proposta e intrapreso questa nuova esperienza professionale.” Cunzi non è riuscito a seguire la vittoria esterna della propria squadra contro il Vico Equense ma nel prossimo mese sarà più libero di dedicarsi, oltre agli esercizi fisioterapici, alla squadra per quanto possibile: “Questo primo mese rimarrò a casa a Napoli per andare una volta a settimana a Perugia dal prof. Cirulli che ha detto che mi vuole seguire passo per passo. Poi per 4-5 settimane dovrò lavorare per ridare elasticità al ginocchio. Poi dipenderà da me rientrare nel momento giusto.” Poi c’è anche la promessa fatta dai compagni a Evangelista: “Mi hanno promesso di farmi rientrare quando ci sarà ancora tanto da giocarsi. Spero davvero di rendermi utile per questa stagione del Gela.” Stagione che dalla società dovrà essere “di transizione” ma almeno nella testa dei giocatori rimane un sogno per un qualcosa di più, anche in quella di Cunzi: “Un grande successo già quest’anno sarebbe meritato per una grande piazza e un grande presidente come questo. Il pubblico, si sente, vuole emergere insieme alla squadra. Noi ci proveremo.

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BARBAPRESS/ Serie D, U.S. Latina: all’attacco con i fratelli Majella!

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di Piero Barbaro per “Professione Calcio”

Latina – Dopo la fusione del F.C. Latina con il F.C. Rondinelle di Aprilia, ecco una sola squadra in Serie D che rappresenta la più grande città dell’Agro Pontino: l’ U.S. Latina Calcio. A guidare l’attacco della squadra nerazzurra ci sono due fratelli, Rosario e Nunzio Majella, che dopo quattro giornate ancora stanno lavorando per trovare il giusto affiatamento in campo. Il fratello maggiore Rosario gioca più sulla linea del fuorigioco, un brevilineo che cerca la profondità alla Pippo Inzaghi; il più piccolo, Nunzio, che invece fa salire la squadra, è bravo a coprire il pallone e ci mette più fisico nelle giocate.

Un inizio di stagione che entrambi si aspettavano leggermente migliore, Rosario: “Abbiamo rinnovato abbastanza la squadra, quasi più della metà dei giocatori sono diversi e ci vuole tempo per trovare i giusti equilibri in campo. Il nostro obiettivo è quello di lottare per il vertice e sappiamo che con una grande società alle spalle come la nostra ci sono tutti i presupposti per fare bene.”Anche Nunzio è della stessa idea: “Poteva andare meglio questo inizio di stagione, sicuramente non siamo ancora al 100% della condizione, stiamo lavorando e siamo attenti a non cadere in qualche piccolo infortunio che soprattutto all’inizio ti fa perdere qualcosa a livello di condizione. Io, per esempio, sono stato fermo qualche giorno e ho dovuto saltare qualche allenamento. Per rimettermi a posto ho dovuto poi lavorare il doppio degli altri.

Condizione fisica che cresce di giorno in giorno per Rosario Majella: “Il lavoro fisico che stiamo facendo ci porterà a stare meglio piano piano. Il ritiro è andato molto bene e abbiamo svolto tutto il programma che c’era da fare.” Sulla stagione appena iniziata i commenti dei fratelli Majella sono molto ambiziosi: “Siamo fiduciosi, sappiamo che la società ha lavorato molto bene, abbiamo dei giovani che possono crescere molto e, dovendone schierare forzatamente cinque, stiamo lavorando per farli integrare al meglio nella squadra, arrivando praticamente dal settore giovanile ci vuole un po’ di tempo per arrivare ai primi risultati.” Anche Rosario pensa come tanti addetti ai lavori della Serie D che la differenza quest’anno la faranno i cinque giovani schierati dalle squadre in campionato: “Non c’è dubbio che questa nuova normativa cambierà qualche equilibrio perché cinque giovani sono quasi metà squadra e il lavoro da impostare con loro deve rivolgersi nello stesso momento a farli lavorare con calma cercando però di fargli rubare ogni minimo segreto da noi più anziani.

A livello professionale per il più giovane dei fratelli, il 23enne Nunzio, quella del Latina è sicuramente una grossa occasione: “E’ un’esperienza prestigiosa giocare qui nel Latina, poi trovarmi con mio fratello più grande mi dà una grossa spinta per fare meglio, stiamo lavorando tanto per intenderci in campo.” Per il più esperto Rosario invece continua la militanza nella squadra pontina dopo aver segnato 75 gol in tre anni: “Spero di riconfermarmi anche dal punto di vista personale anche se l’obiettivo è quello comune a tutti: vincere il campionato. Solo il campo ci dirà la verità.” Sembra finita anche prima di iniziare la questione che ha portato Nunzio Majella ad essere escluso dalla rosa nella scorsa settimana “per motivi disciplinari”, come letto sul sito ufficiale della squadra. Tutto risale alla gara contro il Fondi quando al 50’ mister Sibilia ha deciso di cambiare Nunzio, sul risultato di 0-0, per far entrare un attaccante dalle caratteristiche diverse. La “classica” sostituzione poco gradita da un giocatore che vuole continuare a dare il proprio apporto alla causa. “E’ stato un gesto di stizza, non ho gradito il cambio perché mi sentivo bene e la partita era ancora tutta da giocare. Ho già chiesto scusa al mister, alla società e a tutti i compagni. Spero di rientrare in rosa il prima possibile.

C’è tutto il campionato per fare bene per i fratelli Majella che hanno giocato già insieme qualche anno fa nel Savoia perdendo la finale play off arrivando ad un passo dalla vecchia Serie C. Il più grande Rosario ci racconta il suo tipo emozione nel trovarsi al proprio fianco il fratellino: “Fa sicuramente effetto giocare con Nunzio come partner d’attacco. Da giocatore più esperto mi permetto di dargli qualche consiglio ma senza esagerare. Per me, in campo, siamo una grande famiglia, tutti professionisti che si mettono a disposizione l’uno per l’altro.” Della stessa idea anche Nunzio: “Quando si scende in campo devo per forza pensare che Rosario sia un giocatore come tutti gli altri. Per me è il massimo giocare al fianco con mio fratello: abbiamo anche delle caratteristiche diverse che ci fanno trovare bene insieme, abbiamo già giocato due partite insieme ma ancora non siamo riusciti completamente a sbloccarci entrambi. Solo i gol ci potranno dare ragione. La strada è lunga.”

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BARBAPRESS/ Derthona, Diliberto: “Troppi errori difensivi, bisogna fare meglio!”

professione-calcio-logodi Piero Barbaro per “Professione Calcio

Tortona (Alessandria) – Chiarezza e tranquillità. E’ questo quello che si chiedono tutti coloro che gravitano intorno al Derthona Calcio durante la stagione appena iniziata. Una richiesta che non cambia i suoi connotati dopo la pesante (nel risultato) sconfitta per 3-0 contro il Savona. Tre gol di scarto che non rispecchiano assolutamente l’andamento della gara secondo il mister piemontese Diliberto: “Abbiamo affrontato la candidata numero uno per la vittoria finale del campionato e dopo un inizio ad handicap, dove abbiamo subito un gol, siamo riusciti a costruire più di un’azione pericolosa: basta pensare all’occasione di Sorrentino che dopo aver superato il portiere non è riuscito a centrare la porta per il gol del pareggio. Poi da una nostra disattenzione difensiva, un rinvio sbagliato, è nata la seconda rete del Savona che al 44’ ci ha letteralmente tagliato le gambe. Nel secondo tempo è arrivato il loro terzo gol in contropiede ma il risultato non rispecchia i valori in campo: non ci sono tre gol di differenza tra i più forti liguri e noi.

Di questi tempi comunque non si può lamentare mister Diliberto che in questi giorni deve pensare forse anche ad altro oltre alle questioni di spogliatoio. Il presidente Vittorio Massano si è dimesso, cedendo la sua quota a Mehmet Hysa. Dopo un primo periodo dove i leoncelli sembravano sull’orlo della smobilitazione, alla fine se ne è andato solamente l’uomo più rappresentativo, Daddi. “Arriviamo a giocare queste partite in un momento molto delicato sia a livello societario che a livello tecnico visto che abbiamo assemblato una squadra tutta nuova. Dal punto di vista societario, si sa, quando le cose al timone non vanno bene ne risente tutta la squadra fino all’ultimo elemento. Speriamo che le cose si mettano a posto nel più breve periodo possibile.” Oltre a questo c’è un altro fattore tecnico che non va giù all’allenatore del Derthona, il sistema difensivo della squadra: “Abbiamo subito già otto gol in campionato e dobbiamo migliorare questo aspetto perché non possiamo fare così tanti errori. Parlo sia di errori individuali, sia di reparto che di squadra. Sugli otto gol presi almeno cinque-sei sono tutti per nostre disattenzioni.

Eppure i leoncelli sono quasi al top della condizione: “Dal punto di vista fisico siamo abbastanza bene. Penso ad un buon 80%, siamo quasi vicini al 100%.” Le ambizioni di mister Diliberto rimangono tali nonostante una partenza non proprio eccezionale: “Siamo partiti per migliore la settima posizione raggiunta dalla squadra nella scorsa stagione e stiamo lavorando per questo. Io sono dell’idea che il pallone va giocato a terra e secondo me con questi principi ce la faremo ad arrivare al nostro obiettivo stagionale.” Opinione comune di quest’anno è quella che riguarda la nuova regola dei 5 giovani da presentare in gara, chi avrà i più forti vincerà il campionato. Mister Diliberto: “Noi siamo messi discretamente anche se mi rendo conto che le squadre che vedo superiori a noi hanno dei giovani sicuramente più bravi dei nostri.

Come esperienza personale mister Diliberto non vuole lasciarsi scappare l’occasione di allenare una squadra come il Derthona Calcio: “Per me è un onore e sono orgoglioso di poter allenare una squadra che ha una storia ed un passato come questo. Personalmente poi spero che quest’esperienza sia un trampolino di lancio per arrivare più su possibile.” Un trampolino sul quale vorrebbero salire anche i tifosi dei leoncelli che, nonostante i guai societari, continuano a supportare la loro squadra: “I tifosi continuano a seguire la squadra nonostante questo periodo di incertezza. In casa forniscono un ottimo apporto e noi lo sentiamo. E’ logico che nei confronti della società abbiano qualcosa da ridire ma, come tutti noi, pretendono solo chiarezza e tranquillità.” Chiarezza e tranquillità.

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BARBAPRESS/Biellese Calcio: il trionfo della “squadra del territorio”

di Piero Barbaro per “Professione Calcioprofessione-calcio-logo

Basta un 3-3 alla Biellese, in trasferta contro il Sestri Levante, per dare il via ai festeggiamenti della vittoria del girone A della Serie D: sono troppi ormai i 4 punti di distacco sul glorioso Spezia con un’unica gara da giocare. La partita casalinga contro il Pro Settimo sarà semplicemente una passerella per tutti i protagonisti che hanno reso possibile un’autentica impresa: il salto nel mondo del professionismo è stato compiuto. La preoccupazione di non farcela poteva essere una discriminante importante per questo finale di campionato reso ancora più difficile dal malore accusato dall’attaccante Andrea Ferretti nella quart’ultima di campionato in casa della Sarzanese. E’ lo stesso giocatore, anch’egli presente nell’hotel “Quattro Venti” in Liguria dove risiede la squadra per la trasferta di Sestri, a rassicurare sulle sue condizioni cliniche: “Le mie condizioni sono molto buone. Ho reagito molto bene all’operazione, sono già tornato a camminare e in questi giorni ho pure guidato nuovamente la macchina. Per me, come per gli altri ragazzi, questa è una grande soddisfazione che definirei doppia perché all’inizio della stagione non pensavamo di poter arrivare fino a qua. Con il passare del tempo abbiamo capito di essere un gruppo fantastico e partita dopo partita ci siamo resi conto di essere anche la squadra più forte del campionato.

Come detto la grande gioia è arrivata dopo una partita tutt’altro che facile contro il Sestri Levante conclusasi sul risultato di 3-3. Sono pochissime le parole al 90’ del mister Luca Prina che vuole invece concentrarsi sulla vittoria del campionato: “Abbiamo giocato con la consapevolezza che ci mancava un punto e questo siamo riusciti ad ottenere. Siamo sempre stati primi in classifica dalla prima giornata di campionato fino ad oggi nonostante il grande campionato dello Spezia, stagione degna del nome che porta. Noi abbiamo fatto di più e mi è piaciuto soprattutto il modo in cui è stata condotta tutta l’annata che ora ci fa esultare”. Promozione meritata per la Biellese di mister Prina alla luce della grande stagione vissuta dalla squadra piemontese: “Eravamo partiti con il nostro progetto tecnico, il fine era quello di valorizzare i ragazzi del territorio. Sapevamo che una promozione diretta non era nelle corde della squadra e della società ma attraverso il gioco, con l’ausilio di una squadra giovane, abbiamo battuto tanti record e ora eccoci qua in tripudio”. Ancora le parole del mister per gli episodi chiave della stagione: “Ci sono stati due momenti degni di nota nella stagione. Uno è stato quello iniziale, quello in cui ci siamo visti in faccia e ci siamo resi conto di essere davvero un bel gruppo ed una discreta squadra. Il secondo momento, quelo più importante, è stato quello di gennaio quando il mercoledì ed il sabato successivo abbiamo subito due sconfitte. Il modo in cui abbiamo reagito mi ha fatto credere di potercela fare fino alla fine: nelle seguenti 14 partite siamo usciti dal campo con 10 vittorie e 4 pareggi.” Con ancora i festeggiamenti in corso, uno sguardo anche al futuro a livello personale per mister Prina: “Anche per me è una soddisfazione doppia perché, oltre alla gratificazione professionale, ho ricevuto anche quella umana visto che io sono nato a Biella, ho giocato in tutte le selezioni della squadra ed ho iniziato anche ad allenare qua i ragazzi arrivando fino alla Prima squadra. Ora ci godiamo il momento, per il prossimo anno valuteremo con la società.

Questo per quanto riguarda il discorso tecnico ma la Promozione della Biellese è da considerarsi una grande risultato anche a livello societario. Non ci vuole tanto a capirlo dalle parole del Presidente Tescari: “E’ un risultato storico che a Biella si aspettava da 15 anni. Un successo che ha una valenza incredibile, un qualcosa di esaltante.” Cosa e come cambierà questo straordinario risultato per una realtà come quella della Biellese? “Non mi chiedete ora del futuro perché serve far passare un po’ di tempo e godersi la vittoria. Posso solo dire che la strada che abbiamo intrapreso mi sembra l’unica percorribile per evitare il fallimento soprattutto in queste categorie. Il puntare sui giovani come abbiamo fatto noi, con 5 elementi titolari e 4 in panchina provenienti dal settore giovanile, è l’unico modo per far crescere la squadra, l’ambiente e riuscire così a promuovere una vera e propria “squadra del territorio”.” Una promozione da dedicare anche a tutti i tifosi e sportivi di Biella che dopo un discreto successo a livello cestistico con l’Angelico torna a respirare un’aria di successo anche grazie alla piccola impresa della Biellese: “I grandi successi della squadra cestistica naturalmente ha soverchiato un po’ gli equilibri sportivi in città e qualche sportivo inevitabilmente ha scelto di seguire il basket più del calcio. Noi però ci accontentiamo di esser partiti con 50 spettatori nelle prime partite ed esser arrivati con 1000-1200 persone per un incontro non di cartello. Biella ha fame di calcio e saranno naturalmente anche i prossimi risultati a far crescere ancora di più questo bisogno.

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BARBAPRESS/ Calcio CND, il testa a testa del girone D

di Piero Barbaro per “Professione Calcio”  PROFESSIONE CALCIO

Roma – E’ veramente interessante il testa a testa che si sta vivendo nel girone D del Campionato Nazionale Dilettanti di quest’anno. A poche partite dalla fine saranno il Castellarano e il Crociati Noceto a battersela fino all’ultimo minuto disponibile per una promozione nella “vecchia” Serie C2. Una promozione che avrebbe svariati significati sia per il Castellarano di mister Testoni che per la squadra di Noceto di mister Torresani, proprio quest’ultimo non si aspettava una stagione piena di così tante soddisfazioni. “Eravamo partiti con buoni propositi dopo esserci salvati proprio all’ultima partita nella scorsa stagione da neopromossi. Al tempo stesso, però, non immaginavamo di poter andare così bene e ritrovarci a questo punto della stagione in questa posizione di classifica. La società ha nel mirino la promozione e se non fosse quest’anno sarà sicuramente il prossimo.” Più o meno queste sono le stesse parole che si possono sentire sull’altra sponda, quella di Testoni del Castellarano: “Sono molto contento delle prestazioni che hanno offerto i miei giocatori. Da quando sono arrivato abbiamo dato il via ad un trend positivo, costituito principalmente da vittorie, che ci ha permesso di essere quassù a questo punto. Sono molto orgoglioso del lavoro svolto fino ad adesso. La promozione sarebbe un qualcosa di storico, un traguardo mai raggiunto per un grande paese come Castellarano. Sarebbe l’apice del successo per tutti, dirigenti, tifosi e soprattutto per noi stessi. Sappiamo però che sarà una lotta dura: il Crociati Noceto ha degli ottimi elementi come Pietranera, che ho allenato in passato alla Reggiana, che possono fare la differenza quando vogliono.

Oltre al successo di squadra sarebbe questo un titolo importante anche a livello individuale per i due mister. Continua mister Testoni: “Naturalmente sarebbe un grande risultato che però non mi farebbe guardare al di là di questa e la prossima stagione. Sono abituato a non pensare al futuro, cerco di fare il meglio per la mia società che mi ha dato la possibilità di tornare nel mondo del calcio dopo qualche anno passato ai box.” Anche per l’allenatore del Crociati Noceto Torresani un futuro da vivere “alla giornata”: “Vincere qui a Noceto dove ho trovato tanti amici, in un ambiente veramente familiare, sarebbe davvero troppo bello. Anche il rischio di retrocedere lo scorso anno sarebbe totalmente cancellato da questa vittoria. Sono soddisfatto di quello che abbiamo costruito tutti insieme e sarei contento di continuare a fare parte di questo progetto anche il prossimo anno.

Uno scontro al vertice che vede protagonisti anche le due tifoserie e tutto quello che gira accanto alle due squadre. Per mister Torresani c’è un buon ambiente a Noceto: “Vedo degli atteggiamenti veramente positivi ma anche molto equilibrati. Nonostante non ci si aspettasse questo ritmo e questi risultati, chi sta vivendo questo campionato al nostro fianco lo sta facendo con grande equilibrio e la cosa mi piace molto.” Più caldo invece l’ambiente intorno al Castellarano a detta di mister Testoni: “Abbiamo il nostro gruppetto di tifosi, la Torcida, che ci sta sempre accanto, anche in trasferta spesso sono più loro che i tifosi locali che vengono a sostenere la squadra di casa. E’ un sostegno importante che ci arriva anche da tutto il paese che ora capisce che siamo in una situazione delicata.

Idee comunque molto chiare per i due allenatori sul tipo di lavoro da svolgere fino al termine della stagione. Per mister Testoni sarà “un minicampionato, come la Champions League, dove oltre ai valori tecnici serviranno tante energie psicologiche da usare nelle situazioni più difficili, una partita difficile da sbloccare per esempio. Per me una grande solidità psicologica sarà la chiave di tutto in queste ultime partite. Sull’altra sponda poi c’è un grande allenatore che saprà guidare i suoi giocatori, come spero di saperlo fare io, nella gestione delle fasi calde di questo fine campionato.” Si allinea a questa analisi anche mister Torresani: “Sarà fondamentale gestire le situazioni di vantaggio o alcune partite contro le squadre che si giocano la salvezza. Le nostre sono due squadre che arrivano in maniera diversa a questo fine campionato: noi abbiamo questa sorta di leggerezza di non aver avuto durante la stagione l’assillo di salire di categoria, anche se adesso sentiamo ovviamente le pressioni e sarebbe francamente una delusione non ottenere la promozione; loro invece sono già 3-4 anni che stanno tentando la scalata alla C2 avranno più difficoltà da dover gestire.” Castellarano e Crociati Noceto, che vinca il migliore!   

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Tosi (San Marino Calcio) al Barbapress: “La mia grande esperienza per l’impresa della salvezza”

di Piero Barbaro per “Professione Calcio”PROFESSIONE CALCIO

Serravalle – Quando si cambiano tre allenatori nella stessa stagione è chiaro che i programmi di inizio campionato non sono stati rispettati al cento per cento. Nonostante questo, l’intento del San Marino Calcio è sicuramente quello di mantenere la categoria per poter poi ricostruire nel prossimo anno. Protagonista di questa impresa dovrà essere il nuovo mister, Marco Tosi, che dovrà mettere a disposizione della squadra tutte le sue prestigiose recenti esperienze: prima la Primavera del Livorno con 3 partecipazioni alla “Coppa Carnevale”, poi l’avventura come secondo allenatore di Mazzarri e Donadoni sulla panchina amaranto. In più anche la grande salvezza ottenuta nella stagione 2007-2008 con il Potenza in C1, anche lì come mister subentrato in corso. Nasce sotto tutti i migliori auspici l’avventura del neo-allenatore: “Quando si cambiano 3 guide tecniche vuol dire che qualcosa non è andato durante l’anno. Adesso bisogna solo pensare ad un futuro positivo anche se la situazione al momento non è delle migliori. Oltre agli infortunati di lunga data, ci sono anche giocatori squalificati e all’ultimo momento, come “ciliegina della torta”, a causa di un infortunio accidentale, ci è venuto a mancare anche Luca Grassi.

Mister Tosi quindi dovrà mettere parecchio ordine in squadra: “Ho trovato naturalmente dei problemi sia a livello tattico-tecnico che a livello psicologico ma anche un gruppo che si è messo subito a disposizione con tanta voglia e soprattutto tanta professionalità. I presupposti per la salvezza ci sono.” Come detto in precedenza le tante esperienze vissute in passato dovranno aiutare il nuovo allenatore del San Marino Calcio: “Spero che quello che ho vissuto in precedenza mi torni utile adesso anche perché reputo quest’esperienza molto importante dopo esser rimasto ai primi di settembre praticamente disoccupato a causa dei noti problemi della Massese, squadra in cui avevo iniziato un nuovo percorso.

A favore di mister Tosi anche uno splendido ambiente: “Proprio una bella società quella del San Marino Calcio, in più ultimamente sono subentrati altri personaggi importanti che non potranno che fare il meglio per questa squadra. Ancora non ho incontrato i tifosi e spero di esser loro simpatico: un feeling che dovrà passare però necessariamente da grandi risultati sul campo. Un allenatore senza risultati positivi non è mai ben apprezzato nel mondo del calcio attuale.

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