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BARBAPRESS/ Cultura, mostre: “Astrazioni contemporanee” allo Studio d’Arte Massi

Roma – Proprio sotto Natale tornano ad accendersi nuovamente le luci dell’arte nello Studio d’Arte Massi nel quartiere Nomentano della Capitale. Da oggi infatti, per tutto il periodo delle festività natalizie, Alessandro Massi propone una nuova mostra collettiva con trenta opere di artisti che rappresentano l’arte aniconica in Italia.

“É stato un lavoro non facile quello di selezionare il meglio per questa manifestazione, troverete lavori su tela, carta e sculture che rappresentano nel miglior modo l’iconografia di ogni artista.” Una collettiva dove lo stesso Alessandro Massi precisa di non voler sottolineare un nome piuttosto che un altro: maestri storici vicini ad artisti più giovani, ma tutti con una formazione artistica considerevole.

Apertura della mostra sarò questo pomeriggio alle ore 17.30 dove oltre al Direttore dello Studio, Alessandro Massi, si ritroveranno anche numerosi artisti pronti ad accogliere personalmente il pubblico presente al vernissage.

Astrazioni Contemporanee
Dal 17 dicembre al 10 gennaio
Massi Studio d’Arte
Via Val d’Ossola 34, Roma
Ingresso gratuito
Orari: dal lunedì al sabato, dalle 10.00 alle 13.00 e
dalle 16.30 alle 19,30
Info: tel. 338 3450 698
info@massiarte.com
www.massiarte.com

Piero Barbaro
piero.barbaro@voceditalia.it

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BARBAPRESS/ Da Fusoradio: “L’Aquila? Una città agibile ma non abitabile”

Fulvio Giuliani è un abitante de L’Aquila, anzi era, fino al 6 aprile scorso. Ora è ad Alba Adriatica, sulla costa teramana, come tanti altri che in seguito al terremoto di quel lunedì hanno scelto di allontanarsi da casa. Qual è la sua quotidianità della sua nuova condizione? In un’intervista radiofonica rilasciata alla web radio Fusoradio, nelle parole del giovane ragazzo non c’è nessun tipo di richiesta di aiuto o di assistenzialismo statale. Fermezza, piuttosto. Fulvio è una voce di quelle che in queste occasioni si sentono poco. Difficilmente una delle sue affermazioni farà notizia, di per sé.

Capitolo Primo: le verifiche.Sono state fatte quasi subito ma le case peggiorano di giorno in giorno” (lo sciame sismico non si è tuttora interrotto). Fulvio ha subito danni “molto limitati” alla sua casa de L’Aquila, molto più seri invece per quanto riguarda quella in montagna. Ma come si svolge la procedura di verifica dei danni? “La verifica tende a stabilire l’agibilità della casa, è prevista una graduatoria” (va dall’agibilità alla demolizione e al crollo totale, ndr); e tuttavia “la casa è agibile, però non è abitabile: da tutte le parti manca il gas, in molte zone manca l’elettricità e in altre anche l’acqua corrente”. Insomma, “se tu entri in un immobile e poi devi andare a prendere l’acqua in una tendopoli, va da sé che diventa molto complicato”.

Capitolo secondo: le istituzioni.Credo che non sia successo mai che i centri decisionali siano stati colpiti per primi [da un sisma]: siamo senza Municipio, Prefettura, Rettorato (…). Col tempo ci si è organizzati col passaparola, con la solidarietà. Credo che l’effetto che si abbia dall’esterno è che tutto sia stato affrontato in maniera tempestiva, tutte le misure già prese e le soluzioni individuate, mentre la nostra realtà è molto diversa: viviamo nella precarietà, non si riesce a programmare per più di una settimana”.

Capitolo terzo: le promesse (mantenute a metà). “Si parla di interventi di indennizzo a favore esclusivamente dei residenti (…), ma molti hanno conservato la residenza nei comuni in cui erano nati, per un motivo affettivo, il che comporta un’impossibilità burocratica di ottenerli”. Quello che colpisce è “la situazione di disparità rispetto ai terremoti che colpirono l’Irpinia e il Friuli”: i risarcimenti furono integrali e non in base a cifre prestabilite. Ad oggi si sente parlare di 150mila euro.

Ultimo capitolo: New Town?L’Aquila è una delle 22 città d’arte d’Italia, in centro ci sono immobili privati sottoposti a vincolo del Ministero dei Beni Culturali, per cui devono essere conservati e sistemati secondo criteri, e nessuno si può far carico di queste situazioni”. Delusione o addirittura dissenso e voglia di difendere la città?Le direzioni che sta prendendo questo intervento non soddisfano nessuno, non c’è un movimento d’opinione, ma dissenso diffuso: ci sono dei monumenti e dei valori che sentivamo come nostri e che sono di interesse collettivo. Ci preoccupa molto che le autorità locali (provincia, sindaco, protezione civile regionale) siano state totalmente esautorate anche dall’esprimere solo un parere. Siamo consapevoli che il G8 ci darà un po’ di visibilità, ma una volta spenti i riflettori, a luglio, se qualcuno avrà ancora la possibilità di poterci dare un aiuto a rimettere le cose così com’erano ben venga, ma se così non fosse chi è arrivato può tornarsene da dove è venuto”.

Fusoradio logo

Le parole di Fulvio sono nette e ferme. Con lo stesso tono affronta l’intervista anche nella parte finale dell’intervista, quella dedicata alla ricostruzione: “Ce la faremo anche da soli: invece di 5 ci vorranno 15, 20 o 25 anni, ma è comune la convinzione che le cose debbano tornare com’erano. Università, fabbriche, unità produttive. Nel solo centro storico c’erano ottomila esercizi commerciali o professionali che vogliono ricominciare, ma la loro idea è di tornare. Vorremmo che il coinvolgimento delle istituzioni locali fosse più attivo, che a loro fossero demandate le soluzioni per un problema locale”.

Il podcast dell’intervista
www.fusoradio.net
http://blog.fusoradio.net

Piero Barbaro per “La Voce d’Italia” del 15/05/09

piero.barbaro@voceditalia.it

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BARBAPRESS/ Mostre: La carriera artistica di Roman Polanski in 120 foto

Fino al 28 giugno 2009 la città di Roma rende omaggio al grande Roman Polanski, attore e regista che con le sue opere ha dato voce alla pluralità di esperiene derivate dalle proprie origini miste (padre polacco di discendenza ebraica e madre cattolica di origini russe) esprimendo al meglio, da cittadino apolide, la sua arte multiforme e ricca di contaminazioni . 
Cinecittàdue Arte Contemporanea ha l’onore di ospitare “Intrigo Internazionale. Il Cinema Di Roman Polanski”, una mostra fotografica che, attraverso 120 scatti in bianco e nero o in lievi tonalità pastello realizzati dai più famosi fotografi, ripercorre la carriera artistica di un grande regista visionario: da Per Favore, Non Mordermi Sul Collo, Rosemary’s baby, passando per La Nona Porta con Johnny Depp e Frantic girato con la moglie Emanelle Seigner, fino ad arrivare alla consacrazione con il premio Oscar nel 2002 per la direzione dello splendido film Il Pianista. 
Inaugurata lo scorso anno al Museo Nazionale del Cinema di Torino nella suggestiva cornice della Mole Antonelliana, la mostra è uno degli eventi collaterali della seconda edizione di “Roma. The Road to Contemporay Art”, la fiera internazionale d’arte contemporanea che si è svolta ad aprile nella capitale. 
Le immagini in mostra, che provengono per la maggior parte dalla collezione privata di Roman Polanski, dalla Cinémathèque Française e dagli archivi del Museo del Cinema, riescono a raccontare il carattere passionale, energico e partecipativo di un regista che è passato attraverso tutti i generi cinematografici del suo tempo, superandoli e creando uno stile personale non incamerabile. Oltre agli scatti di scena e sul set, fanno parte dell’esposizione anche locandine originali e uno schermo al plasma che proietta per i visitatori frammenti di film diretti da Polanski. 
Intrigo Internazionale. Il cinema di Roman Polanski 
Fino al 28 giugno 
Cinecittàdue Arte Contemporanea
Viale Palmiro Togliatti 2, Roma 
Orari: dal lunedì alla domenica, dalle 11.00 alle 19.30 
Ingresso libero 
Info: tel. 06 7220910 
direzione@cinecittadue.com  
Letizia Rosati

Fino al 28 giugno 2009 la città di Roma rende omaggio al grande Roman Polanski, attore e regista che con le sue opere ha dato voce alla pluralità di esperiene derivate dalle proprie origini miste (padre polacco di discendenza ebraica e madre cattolica di origini russe) esprimendo al meglio, da cittadino apolide, la sua arte multiforme e ricca di contaminazioni

Cinecittàdue Arte Contemporanea ha l’onore di ospitare “Intrigo Internazionale. Il Cinema Di Roman Polanski”, una mostra fotografica che, attraverso 120 scatti in bianco e nero o in lievi tonalità pastello realizzati dai più famosi fotografi, ripercorre la carriera artistica di un grande regista visionario: da Per Favore, Non Mordermi Sul Collo, Rosemary’s baby, passando per La Nona Porta con Johnny Depp e Frantic girato con la moglie Emanelle Seigner, fino ad arrivare alla consacrazione con il premio Oscar nel 2002 per la direzione dello splendido film Il Pianista. 

Inaugurata lo scorso anno al Museo Nazionale del Cinema di Torino nella suggestiva cornice della Mole Antonelliana, la mostra è uno degli eventi collaterali della seconda edizione di “Roma. The Road to Contemporay Art”, la fiera internazionale d’arte contemporanea che si è svolta ad aprile nella capitale. Le immagini in mostra, che provengono per la maggior parte dalla collezione privata di Roman Polanski, dalla Cinémathèque Française e dagli archivi del Museo del Cinema, riescono a raccontare il carattere passionale, energico e partecipativo di un regista che è passato attraverso tutti i generi cinematografici del suo tempo, superandoli e creando uno stile personale non incamerabile. Oltre agli scatti di scena e sul set, fanno parte dell’esposizione anche locandine originali e uno schermo al plasma che proietta per i visitatori frammenti di film diretti da Polanski. 

Intrigo Internazionale. Il cinema di Roman Polanski; Fino al 28 giugno; Cinecittàdue Arte Contemporanea; Viale Palmiro Togliatti 2, Roma; Orari: dal lunedì alla domenica, dalle 11.00 alle 19.30; Ingresso libero; Info: tel. 06 7220910; direzione@cinecittadue.com  

di Letizia Rosati per la “Voce d’Italia” del 3/5/2009

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BARBAPRESS/ La “profezia” di Giuliani. Galadini: “Lui non ha mai azzeccato!”

La Voce d’Italia ha intervistato il direttore della sezione di sismologia applicata dell’Ingv

Fabrizio Galadini ha ribadito l’impossibilita’ di prevedere i terremoti

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Milano – Fabrizio Galadini, direttore dalla sezione di sismologia applicata, presso l’Istututo Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, a Milano, ha espresso alcune perplessità,  in merito alle dichiarazione di Gianpaolo Giuliani.  Il direttore dell’Ingv ha confermato ai nostri microfoni che quanto affermato da Giuliani desti sospetto tra i sismologi. Egli non ha mostrato a nessuno i dati sui quali ha formulato le sue previsioni. “Senza contare” ha spiegato Galadini “che questa persona, già negli ultimi mesi, si è fatta promotrice di inutili allarmismi”. 

Due settimane fa – ha precisato il direttore del centro di sismologia applicata – Giuliani ha sollecitato un intervento del sindaco di Sulmona, profetizzando un evento sismico in quell’area. Ha creato panico in città, ma il sisma non si è verificato”. Per questo motivo è partita la denuncia per procurato allarme. Per quanto riguarda gli accenni alle emissioni di gas radon, inoltre, Galadini ha precisato: “Non si tratta di un’invenzione di GiulianiNelle zone interessate da attività sismiche – ha aggiunto il sismologo – si verificano emissioni di gas, ma questa è una cosa assodata. È impossibile fare delle previsioni deterministiche in base a questi dati. Senza contare, e mi dispiace dirlo, che Giuliani non ci ha mai azzeccato”.  Per quanto riguarda l’attività sismica in corso in Abruzzo, Galadini sostiene che si tratti di un fenomeno normale. 

Il sismologo ha precisato: “Dopo aver avuto un rilascio di energia molto forte, come quello sprigionato da una mgnitudo di 6,3 gradi Richter, è normale che si abbia un decadimento dell’energia rilasciata, mediante scosse più piccole.  Questa attività può durare alcuni giorni, come alcuni mesi. Si può parlare, dunque di una fase di normalità. Lentamente, poi, si assisterà ad una diminuzione progressiva del numero delle scosse”, ha concluso Galadini. 

Anna Rita Chietera per la “Voce d’Italia” del 8/5/2009

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