Archivi tag: libertà di stampa

Il Barbapress sostiene il black out dell’informazione di oggi, 9 luglio 2010, contro il ddl intercettazioni!

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Anche il Barbapress sostiene la giornata del silenzio dell’informazione proclamata per oggi dalla Federazione della Stampa. La mobilitazione, precisa una nota della Fnsi, è stata decisa per protestare contro il ddl intercettazioniche limita pesantemente la libertà di stampa e prevede pesanti sanzioni contro editori e giornalisti che danno conto di fatti di cronaca giudiziaria e indagini investigative”.

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Il Barbapress dice NO alla legge bavaglio! [VIDEO: IMPRENDITORI L’AQUILA + MILENA GABANELLI (Report)]

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Con la legge bavaglio non avremmo mai sentito una conversazione come questa:

1° luglio a Piazza Navona (Roma): nuova “notte bianca” contro la legge bavaglio

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Manifestazione LIBERTA’ D’INFORMAZIONE. Il Barbapress sostiene Roberto Natale (Fnsi): il video

Roma, 3 ott. – “Contiamo sul fatto che il Parlamento ripensi al disegno di legge sulle intercettazioni che rischia di imbavagliare la cronaca giudiziaria. Ci sono anche i conflitti di interesse degli altri editori, non solo di Berlusconi. Speriamo che questa piazza serve a dare più coraggio ai noi giornalisti. Il nostro ruolo non è di combattere battaglie politiche contro questo o altri governi: non è una manifestazione per far cadere Berlusconi, il nostro compito è quello di informare, vogliamo continuare a farlo senza avvertire il rischio che se dai una notizia importante, ma sgradita, si apra un procedimento disciplinare“.

Così Roberto Natale, Presidente Fnsi, durante la manifestazione a favore della libertà di informazione organizzata dal sindacato in Piazza del Popolo.

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BARBAPRESS/ Rosella Sensi bandisce: fuori “Il Romanista”!

SE E’ QUESTO IL MODO DI TRATTARE IL DISSENSO

di Stefano Pacifici del 26/09/2009

Cominciamo male. Manco il tempo di sedersi alla scrivania, mettere in acqua la nave dopo sette mesi di lontananza dai nostri lettori, e zacchete, squilla il telefono e, a dodici ore dall’uscita del primo numero, il giornale si ritrova già bandito. L’ambasciator che stavolta porta pena avverte subito che l’ordine piomba dall’alto, da sua maestà: “Il Romanista” assurge al rango di “testata non gradita”: non potremo fare le nostre domande a Claudio Ranieri a Trigoria.

Da dove, immaginiamo, se provassimo a entrare per capire che Roma metterà in campo il mister domenica contro il Catania, verremmo presi per le orecchie e rispediti alla larga dai cancelli. Voi, giornalisti sgraditi. Già me lo sento, l’invito: “Testata? Che? Eh? Romanista? Prego si accomodi”. Fuori, naturalmente. Banditi, banditi, banditi… continua

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BARBAPRESS/ Libertà di stampa: l’Italia fa un altro passo indietro

L’Italia è l’unico Paese europeo a essere retrocesso nell’ultimo anno dalla categoria dei «Paesi con stampa libera» a quella dei Paesi dove la libertà di stampa è «parziale». La causa: la «situazione anomala a livello mondiale di un premier che controlla tutti i media, pubblici e privati». Lo afferma in un rapporto Freedom House, un’organizzazione non-profit e indipendente fondata negli Stati Uniti nel 1941 per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo, la cui prima presidente fu la first lady Eleanor Roosevelt. Lo studio viene presentato venerdì al News Museum di Washington e sarà accompagnato da un live web cast che si potrà scaricare sul sito Freedomhouse.org.

Classifica

Nell’annuale classifica di Freedom House, l’Italia va indietro come i gamberi, insieme a Israele, Taiwan e Hong Kong. «Un declino che dimostra come anche democrazie consolidate e con media tradizionalmente aperti non sono immuni da restrizioni alla libertà», ha commentato Arch Puddington, direttore di ricerca per Freedom House. Su un punteggio che va da 0 (i Paesi più liberi) a 100 (i meno liberi), l’Italia ottiene 32 voti: unico Paese occidentale con una pagella così bassa. I «migliori della classe» restano le nazioni del Nord Europa e scandinave: Islanda, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Svezia (prime cinque a livello mondiale). Le «peggiori»: Corea del nord, Turkmenistan, Birmania, Libia, Eritrea e Cuba.

Problema Italia

Il «problema principale dell’Italia», secondo Karin Karlekar, la ricercatrice che ha guidato lo studio, è Berlusconi. «Il suo ritorno nel 2008 al posto di premier ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida», spiega. Altri fattori: l’abuso di denunce per diffamazione contro i giornalisti e l’escalation di intimidazioni fisiche da parte del crimine organizzato. Intanto giovedì il Committee to Protect Journalists, un’organizzazione non-profit che lavora per salvaguardare la libertà di stampa nel mondo, ha pubblicato la top ten dei peggiori Paesi al mondo per i blogger. La Birmania guida la lista, seguita da Iran, Siria, Cuba e Arabia Saudita. Sesto il Vietnam, seguito a ruota da Tunisia, Cina, Turkmenistan ed Egitto.

Alessandra Farkas per Corriere.it del 30/04/09

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