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BARBAPRESS/ Basket Nba. Lebron va agli Heat. Ecco i magnifici 3 di Miami [FOTO PRESENTAZIONE]

Miami, 10 lug. – (Adnkronos) – «Ora capisco di aver preso la decisione giusta». Fuochi d’articifio, musica, luci e proclami. LeBron James sbarca a Miami per cominciare l’avventura con la maglia degli Heat. L’ex idolo di Cleveland, bollato come traditore dai tifosi dei Cavaliers, è stato presentato con Dwyane Wade e Chris Bosh nello show allestito per deliziare i tifosi della AmericanAirlinesArena.

Circa 13.000 spettatori hanno accolto il trio delle meraviglie nella serata di venerdì. Wade, che manterrà il numero 3, ha firmato un nuovo contratto di 6 anni con la “sua” squadra. James e Bosh, pezzi pregiati del mercato dei free agent, sono arrivati in Florida da Cleveland e dai Toronto Raptors. A Miami, indosseranno le casacche numero 6 e numero 1. «Sappiamo cosa vogliono i tifosi», dice James nello show griffato dallo slogan ‘Yes. We. Did’. «Con questa maglia, sento di essere nella posizione giusta. L’organizzazione degli Heat è come una famiglia. E per me la famiglia è tutto», dice.

Sembrano parole indirizzate a Dan Gilbert, proprietario dei Cavaliers che in una lettera aperta ha sparato a zero contro James. Il “prescelto” ha annunciato la decisione di emigrare a Miami giovedì sera, in uno speciale di un’ora trasmesso in diretta dal network Espn. Prima di andare in onda, a quanto pare, non ha fatto nemmeno una telefonata ai suoi ex dirigenti. A Cleveland e dintorni non hanno apprezzato il comportamento del «traditore». «Non devo rispondere a quello che ha detto Dan. Quando le situazioni colpiscono il tifoso, si vede come è fatta veramente una persona. Auguro le migliori fortune all’organizzazione –dice James riferendosi ai Cavs– e ai tifosi perchè li amo. Non importa dove sarò per il resto della mia vita. Alla fine, i commenti di Dan non toglieranno il sonno a me o alla mia famiglia». 

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BARBAPRESS/ Nba. Semifinali play off gara 1. Devastanti Magic contro Atlanta Hawks: 114-71 [VIDEO]

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BARBAPRESS/ Barnes vs Thabeet: la rissa che la NBA non ha voluto mostrare. Perchè?

Cosa è successo di tanto strano? La Nba non ha fornito ai media del resto del mondo le immagini della “rissa” nella partita tra Orlando Magic e Memphis Grizzlies. Se ne sono viste di peggio nella lega a stelle e strisce…

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BARBAPRESS/ Basket Nba: “Over the basket” firmato Kobe Bryant. VIDEO tiro da dietro il canestro

Los Angeles Lakers contro Oklahoma City Thunder. Primo quarto di partita, mancano 2’17” alla sirena dei primi 12 minuti, Lakers avanti 27-10 e partita già in controllo (per la cronaca finirà 101-85 per i lacustri).

A quel punto Kobe Bryant decide di realizzare qualcosa di clamoroso. Evoluzione in palleggio nel confronto contro James Harden, ottima difesa del giovane giocatore dei Thunder, Kobe che sembra ormai chiuso e costretto alla palla persa, ma ecco che accade l’incredibile: tiro in fade away da dietro il tabellone e palla che finisce dentro il canestro. Non esulta il 24 dei Lakers. Reclama un fallo che forse non c’è, ma il pubblico sugli spalti è in visibilio, i commentatori esterrefatti di fronte all’impossibile. Eppure non si è trattata di un azione alla playstation, ma di qualcosa di reale.

fonte e foto: Corriere dello Sport

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BARBAPRESS/ Basket: “More than a game”, il documentario sul basket americano

Prossimamente uscirà nei cinema americani (il 2 ottobre 2009) “More than a game”, il documentario girato da Kristopher Belman, dedicato al mondo del basket americano. Il film racconta la storia di cinque giovani di talento tra cui Lebron James che sognano di diventare star del campionato NBA.

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BARBAPRESS/ Play.it: gli X-Files della NBA

Annata 2008-2009 conclusa, un’altra pagina di storia cestistica da custodire nell’archivio Nba. Ogni archivio che si rispetti ha sia lo scaffale polveroso con il materiale storico, sia la mensola disordinata con i testi di rapida consultazione, sia la bacheca con i documenti pregiati, sia lo scatolone con gli ultimi arrivi da sistemare… e l’archivio Nba non fa eccezione.

Dando a ciascun fascicolo la sua adeguata collocazione, nell’archiviare questa stagione, vale forse la pena soffermarsi su alcuni “X Files”… tranquilli, niente alieni o mondi paralleli, solo prestazioni che hanno alienato alcuni giocatori rispetto al livello dei loro colleghi, scomodando come unici termini di paragone autorità contenute nella bacheca di quelli che hanno già fatto la storia.

Forse sono solo numeri, forse indizi di record futuri, forse segnalibri su cui si ritornerà a Ottobre per dire “eravamo rimasti qui…”.

La storia degli X Files NBA, traguardi sorprendenti raggiunti da un individuo, è vecchia quanto la Nba stessa; sin dall’inizio ci sono state infatti alcune prestazioni, su scala annuale, inqualificabili (“x” appunto), tra il leggendario e lo sconcertante.

Tra gli X Files più noti c’è l’avvento di Chamberlain in Nba: al suo primo anno (1959-1960) fu Rookie of the Year, primo All-Nba Team, Mvp, miglior realizzatore, miglior rimbalzista e Mvp all’All Star Game, non male come inizio…

Tutti poi ricordiamo la tripla doppia come media stagionale di Robertson (annata 1961-1962), stessa stagione firmata a 50 punti e 25 rimbalzi di media da Chamberlain, e giusto l’anno successivo Tiny Archibald fu sia miglior realizzatore (34 punti) che miglior passatore (11 assist); ben nota anche la stagione (1967-68) in cui un centro, il solito record-man Wilt, vinse la classifica degli assist (8,6 di media, ai tempi contava però il totale) e quella dei rimbalzi (24), che è come se Duncan avesse passato più di Paul e preso più rimbalzi di Howard…

Tuttavia, al di là dei paragoni per esplicitare l’impatto del singolo sul contesto dei suoi contemporanei, come si suol dire “erano pur sempre altri tempi”… anche se ciò, a rigor di logica, non significa che fossero “semplicemente” buone prestazioni: il fatto stesso che non si siano più ripetute, neanche “a quei tempi”, risultando veri e propri casi unici, la dice lunga.

Sincronizziamoci ora ai nostri giorni per scovare, frugando anche tra la pagine delle squadre meno in vista, quali sono gli x files che la regular season 2008-2009 consegna all’archivio Nba, mettendo già in conto che qualcuno ne sarà sfuggito e che non verranno raggiunti certamente i livelli di one-man-record di Chamberlain; va inoltre precisato che non si tratta di successi individuali da career high, quanto piuttosto di particolarità inusitate, di stranezze e rarità statistiche, al di là dei giudizi positivi o negativi che ne possano scaturire.

Da bravi archivisti vorremmo seguire l’ordine alfabetico, ma considerato il contesto, è più indicata una Top10 in stile Nba countdown:

  • 10. S. Blake
  • 9. L. James
  • 8. J. Kidd
  • 7. B. Miller
  • 6. N. Young
  • 5. R. Wallace
  • 4. C. Andersen
  • 3. K. Durant
  • 2. C. Paul
  • 1. T. Murphy

Play.it USA – NBA – Gli X Files della NBA (link Top 10)

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BARBAPRESS/ Nba: la scommessa vinta degli Orlando Magic con Courtney Lee

Carneade, chi era costui? Il fascino della NCAA è spesso associato a storie di ragazzi in college minori che, dopo quattro anni di invisibile sbattimento a trascinare il proprio ateneo in conference secondarie, approdano finalmente al proscenio ed attirano le attenzioni di scout ed addetti: Courtney si avvicina finalmente a questo traguardo. Si può azzardare a considerarlo il giocatore più completo tra i presenti e nel suo gioco apparentemente non manca nulla a livello di fondamentali. Emergono in primo luogo il tiro in tutte le sue sfumature – pur non essendo magari uno specialista – e soprattutto l’incredibile maturità in ogni elemento del gioco che può essere amministrato dal cervello prima che dagli istinti: controllo del corpo, gestione del ritmo, selezioni offensive, letture difensive, gioco senza palla, riconoscimento delle situazioni di vantaggio o di svantaggio, coinvolgimento dei compagni, altruismo… un’enciclopedia di questo gioco!

Non è un funambolo con la palla e non adora particolarmente attaccare il ferro con esplosività, ma può lo stesso stupirvi con effetti speciali sul piano atletico perchè è un corpo NBA già pronto con solide velocità e verticalità. E’ quasi impossibile vedergli forzare una scelta, ma miglioramenti a livello di ball-handling sono comunque ampiamente richiesti per il rango superiore.

Entusiasma in difesa grazie alla solita celebrata combustione di intelligenza, comprensione del gioco e fondamentali, a cui aggiunge voglia e spiccato spirito competitivo. Acutissimo nel muoversi lungo le linee di passaggio o nel cogliere il momento giusto per il raddoppio o ancora nella posizione in aiuto, è anche un rimbalzista tutt’altro che da disprezzare specie in relazione a centimetri e ruolo.

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