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BARBAPRESS/ Gli unici vincitori italiani in Sudafrica 2010: per Sky Sport, Le Vibrazioni con “Invocazioni al cielo” [VIDEO]

Questo il video dell’ultimo pezzo delle Vibrazioni usato come jingle da Sky Sport per tutta la durata dei Mondiali in Sudafrica.

Niente male!

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BARBAPRESS/Sudafrica 2010. Palloni d’oro (s)gonfiati: Cristiano Ronaldo sputa alla telecamera dopo l’eliminazione contro la Spagna! [VIDEO]

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BARBAPRESS/Sudafrica 2010. L’Inghilterra va fuori dal Mondiale, i “buoni e cattivi” dei ragazzi di Fabio Capello [PAGELLE OTTAVI]

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Inghilterra a casa! Qualche sufficienza gli Inglesi, ma ormai conta poco!

L’ Inghilterra saluta il Sudafrica e lo fa nel peggiore dei modi. Pesante sconfitta degli uomini di Capello, umiliati per 4-1 dalla Germania. Dopo una trionfale cavalcata durante le qualificazioni, dove sembrava che l’Inghilterra avesse finalmente trovato compattezza e spirito di squadra, scommettere su un risultato del genere era veramente arduo. Gli inglesi al mondiale hanno deluso ogni attesa e si sono smarriti mettendo in evidenza tutti i loro limiti.

Analizziamo la prestazione di chi, tra le fila dell’Inghilterra, ha determinato l’andamento del match.

“I Buoni”

Frank Lampard: 7,5. Purtroppo la sua prima grande prestazione a questo mondiale sarà anche l`ultima, e non basta alla sua squadra per evitare una cosi clamorosa disfatta. Fa tremare la traversa di Neuer con un bolide da 35 metri. Va in rete, ma il suo goal incredibilmente non viene convalidato.

Steven Gerrard: 6. L`impegno non manca e mette lo zampino nel goal che riaccende le speranze alla sua nazionale, ma non è determinante come potrebbe, soprattutto perchè ancora una volta è impiegato come esterno di centrocampo e quello non è il suo ruolo.

Ashley Cole: 6. Merita la sufficienza perchè deve sdoppiarsi su Ozil e Lahm. Lui fa quel che puo’, cercando di limitare al minimo gli affondi tedesci, ma ovviamente non puo’ rendersi partecipe alla manovra d`attacco.

“I Cattivi”

Wayne Rooney: 4,5. La delusione più grande dell`Inghilterra. Ha dato tutto per il Manchester United nella passata stagione, anche quando le sue condizioni fisiche non erano al massimo. Fondamentalmente, si è presentato acciaccato al mondiale. Ha pagato la sua enorme generosità.

Gareth Barry: 4. Ha sulla coscienza ben due dei quattro goal tedeschi. Capello ha voluto scommettere su di lui, aspettando che recuperasse a pieno dall`infortunio che gli aveva frenato la preparazione pre-mondiale. Non ha fatto molto per ripagare la fiducia ricevuta. Ha ampiamente deluso.

Fabio Capello: 4. La sua squadra è in balia dell`avversario e lui rimane inattivo, subendo una lezione tattica memorabile dal suo collega tedesco. Insiste con Gerrard esterno, limitando cosi il potenziale offensivo della sua squadra. Dopo le prime deludenti prestazioni, qualcosa nell`Inghilterra a livello tattico andava rivisto e lui questo non lo ha fatto.

da Manchester, Salvatore Caruso

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BARBAPRESS/ Sudafrica 2010. L’Inghilterra di Fabio Capello è fuori! Le reazioni della stampa inglese [FOTO RASSEGNA STAMPA]

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BARBAPRESS/Sudafrica 2010. Aspettando la Germania al Mondiale, i “buoni e cattivi” dell’Inghilterra di Don Fabio [PAGELLE 3^ GIORNATA]

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L’ Inghilterra vince di misura sulla Slovenia grazie ad un goal di Defoe, ottenendo così il secondo posto nel girone e la qualificazione agli ottavi di finale, dove affronterà la Germania.

Vittoria importantissima per la squadra di Capello dopo una settimana vissuta ad alta tensione, durante la quale si è temuto che all’interno del gruppo qualcosa si fosse rotto. Al di la’ del risultato, è stata sicuramente la miglior partita disputata fin qui dagli inglesi a Sudafrica 2010.

Analizziamo coloro i quali hanno inciso, in modo positivo e non, sull’andamento del match.

“I Buoni”

James Milner: 7. Si riscatta alla grande dopo la deludente prestazione offerta nella partita con gli Usa, sfruttando in pieno la chance concessagli da Capello. E’ suo l’assist per il goal di Defoe che regala la vittoria alla sua nazionale.

John Terry: 7. Dopo pochi minuti commette un’ingenuità che poteva costare caro alla sua squadra, ma si riscatta alla grande in più occasioni imponendosi in entrambe le aeree di rigore. Per poco non mette a segno il 2-0, pero’ sul suo colpo di testa Handanovic si supera.

Fabio Capello: 7. Gli innesti di Milner e Defoe risultano vincenti. Ha passato i sette giorni più lunghi da quando è alla guida della nazionale inglese, ma ne è uscito alla grande. Non si lascia influenzare dai media. Va avanti per la sua strada e con le sue idee.

“I Cattivi”

Gareth Barry: 5. Parte bene. E’ ordinato e riesce a far girare palla con discreta velocità, ma cala vistosamente alla distanza. In un paio di occasioni commette degli errori banali, ma per sua fortuna gli attaccanti sloveni non ne approfittano.

Ashley Cole: 5,5. E` stato tra i migliori nelle prime due uscite di questa coppa del mondo. Il suo primo tempo è buono, ma è dalle sue parti che arrivano i maggiori pericoli per la difesa inglese.

Frank Lampard: 5,5. Tutto sommato la sua prestazione non è da bocciare. Ma da un campione del genere ti aspetti sempre la giocata ad effetto, come quella splendida che mette Rooney solo davanti ad Handanovic, ma è troppo poco per meritarsi la sufficienza.

da Manchester per “Il Barbapress“, Salvatore Caruso


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BARBAPRESS/ Sudafrica 2010. La Francia saluta il Mondiale, Domenech non fa la stessa cosa con Parreira, ct del Sudafrica [VIDEO]

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BARBAPRESS/ Sudafrica 2010. L’Italia di Lippi, “mediocrità azzurra specchio del Paese” di Massimo Gramellini [EDITORIALE]

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Fra coloro che ieri davanti alla tv imputavano a Marcello Lippi di aver assemblato la sua mestissima Nazionale privilegiando i sudditi ai condottieri c’erano molti italiani che nella vita di tutti i giorni purtroppo si comportano allo stesso modo.

Dirigenti d’azienda, titolari di negozi e responsabili di «risorse umane» che sul lavoro privilegiano la fedeltà al talento, l’affidabilità all’estro e il passo del pedone alla mossa del cavallo. Intervistati, risponderebbero anche loro come Lippi: «Non abbiamo lasciato a casa nessun fenomeno». Ma è una bugia autoassolutoria che accomuna quasi tutti coloro che in Italia gestiscono uno spicchio di potere e lo usano per segare qualsiasi albero possa fargli ombra: è così rassicurante passeggiare splendidi e solitari in mezzo ai cespugli, lodandone l’ordine perfetto e la silente graziosità.

L’abbattimento di ogni personalità dissonante viene chiamato «spirito di squadra». Ma è zerbinocrazia. Tutti proni al servizio del capo, è così che si vince. Eppure la storia insegna che il capo viene tradito dai mediocri, mai dai talenti. I quali sono più difficili da gestire, ma se motivati nel modo giusto, metteranno a disposizione del leader la propria energia. La Nazionale di Lippi assomiglia alla Nazione non perché è vecchia, ma perché privilegia, appunto, i mediocri.

Averli avuti ieri in panchina, certi vecchi! Contro i goffi neozelandesi sarebbe servito più un quarto d’ora di Totti o di Del Piero che una vita intera di Iaquinta, Pepe e Di Natale, tre bravi figli che, con tutto il rispetto, se hanno giocato anni e anni nell’Udinese, una ragione ci dovrà pur essere. I pochi campioni veri, da Buffon a Pirlo, sono zoppi. Oppure vecchie glorie che si rifiutano di andare in pensione, come l’imbarazzante Cannavaro che ha più o meno l’età di Altafini e forse avrebbe fatto meglio a presentarsi in Sudafrica anche lui nelle vesti di commentatore.

C’è, naturalmente, anche la questione dei giovani. La follia antistorica di questa Nazionale e di questa Nazione non consiste tanto nel continuare a lasciar fuori i Cassano, ma i Balotelli. Non i talenti troppo a lungo incompresi o compresi solo a metà, ma quelli ancora acerbi che chiedono solo un’occasione per sfondare e, non ricevendola, spesso emigrano in cerca di fortuna. Balotelli è il loro simbolo e non solo per via del colore della pelle, che ne fa l’italiano di domani. Lo è perché a vent’anni ha già vinto Champions e scudetti, e ha un fisico e un talento che ne fanno un predestinato, imparagonabile agli smunti replicanti dell’attacco azzurro. Eppure per lui non si è trovato un posto neppure nel retrobottega. Mi rifiuto di credere che un capufficio dell’esperienza di Lippi non sappia riconoscere la differenza fra un fuoriclasse potenziale come Balotelli e i bravi mestieranti che si è portato appresso. Ma il successo rende sordi al buonsenso. Ci si illude di poter vincere meglio da soli, muovendo pedine inerti sulla scacchiera. Poi quelle pedine si rivelano di burro e alla fine ci si ritrova soli, con un po’ di unto fra le dita.

di Massimo Gramellini per “La Stampa” del 21/6/2010

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